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lunedì 1 ottobre 2018

Yemen: 'Peggior crisi umanitaria mondo'. L'allarme del Wfp: 'Non si vede la luce in fondo al tunnel'

Ansa
Il World Food Programme (WFP) ha usato parole inequivocabili per descrivere la situazione in Yemen: "Lo Yemen è un disastro e io non vedo la luce alla fine del tunnel in questo momento", ha dichiarato il direttore esecutivo del WFP, David Beasley, secondo quanto riportato da Al Jazeera.




"Lo Yemen rappresenta innegabilmente e di gran lunga la peggior crisi umanitaria del mondo" ha aggiunto Beasley. Secondo i dati dal WFP sono circa 18 milioni le persone che in Yemen si trovano in condizione di insicurezza alimentare e il prezzo dei generi alimentari è aumentato del 35% nell'ultimo anno. 

Dal 2015 è in corso in Yemen un conflitto fra le forze governative, sostenute dalla Coalizione Araba a guida saudita, e le milizie Houthi.

venerdì 14 agosto 2015

Wfp: allarme per tagli assitenza rifugiati siriani in Giordania

AskaNews
Roma - Preoccupata per l'aggravarsi delle condizioni dei rifugiati siriani in Giordania, la Direttrice Esecutiva del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (Wfp), Ertharin Cousin, ha concluso una visita al Regno hashemita, durante la quale ha incontrato le famiglie siriane.

La visita, come si legge in un comunicato diffuso dalla stessa agenzia dell'Onu, si è svolta in un periodo in cui il Wfp ha ridotto il livello di assistenza che fornisce a circa mezzo milione di rifugiati siriani che vivono fuori dai campi in Giordania, a causa di una grave carenza di fondi.

I tagli al valore dell'assistenza attraverso i voucher, combinati con le riduzioni nell'assistenza da parte di altre agenzie umanitarie, hanno avuto un impatto negativo sulla sicurezza alimentare della maggioranza dei rifugiati. Molti hanno hanno fatto ricorso a misure drastiche, quali ritirare i loro figli da scuola per mandarli a lavorare, o indebitarsi a livelli non sostenibili.
"Facciamo appello alla comunità dei donatori perché riconosca le sofferenze delle nostre sorelle e dei nostri fratelli siriani, e perché continui a contribuire generosamente, in modo da permetterci di sostenere famiglie disperate finché non potranno tornare alle loro case", ha detto Cousin. "Abbiamo bisogno che quanti hanno già dato contribuiscano maggiormente, e che coloro che ancora non lo hanno fatto investano nel nostro lavoro e nel futuro della Siria"

giovedì 11 dicembre 2014

WFP: grazie a paesi donatori riprende assistenza alimentare a rifugiati siriani

ItaliaNews.it
Roma – A seguito di una campagna social senza precedenti, il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) ha annunciato oggi il totale delle donazioni ricevute dai governi a favore della ripresa dell’assistenza alimentare per quasi 1,7 milioni di rifugiati siriani. Grazie al generoso sostegno dei governi dei paesi donatori, ad oggi sono stati raccolti un totale di 88,4 milioni di dollari. L’obiettivo di 64 milioni di dollari, necessari a finanziare il programma dei rifugiati per dicembre, è stato superato, permettendo quindi al WFP di finanziare parte dei bisogni alimentari dei rifugiati anche per gennaio.
Negli ultimi giorni, sono state annunciate le seguenti donazioni (la lista è in ordine alfabetico e in dollari): Arabia Saudita (52 milioni), Belgio (138.000), Germania (5,4 milioni), Irlanda (1,1 milioni), Norvegia (10,2 milioni), Paesi Bassi (7,5 milioni), Qatar (2 milioni), Svizzera (2,1 milioni), Unione Europea (6,2 milioni).
La cifra complessiva include anche 1,8 milioni di dollari raccolti grazie alle donazioni di individui e del settore privato.

“Siamo molto grati per questo straordinario sostegno che permetterà, già dalla prossima settimana, ai rifugiati siriani nei paesi limitrofi alla Siria di tornare ad acquistare cibo per la propria famiglia nei negozi locali con i propri buoni alimentari elettronici”, ha detto Ertharin Cousin, Direttore Esecutivo del WFP.

“Vorrei ringraziare tutti i nostri donatori che, nel corso di questo anno, hanno fornito contributi in denaro permettendo ai rifugiati siriani di avere accesso al cibo. Ora che questa operazione, sempre più complicata da finanziare, entra nel periodo invernale, contiamo sui nostri donatori per tenere alta l’attenzione dei bisogni di queste persone vulnerabili. Stiamo già pensando a gennaio, quando i bisogni saranno altrettanto grandi di adesso”.

La pagina web per donare è ancora attiva: http://www.wfp.org/ForSyrianRefugees e le persone possono continuare a donare per la vitale operazione di assistenza del WFP agli sfollati siriani.

Dall’inizio del conflitto siriano, nel 2011, il WFP è riuscito a rispondere, nonostante i combattimenti e i problemi di accesso, ai bisogni alimentari di milioni di sfollati in Siria e fino a 1,7 milioni di rifugiati nei paesi vicini di Libano, Giordania, Turchia, Iraq ed Egitto.

domenica 7 dicembre 2014

Onu: i soldi per i rifugiati stanno finendo

Il JournaI
Il Programma Alimentare Mondiale che aiuta milioni di rifugiati siriani in giro per il mondo a sostenersi, presto potrebbe non esistere più. I fondi stanno per esaurirsi…

Sarà un lungo e rigido inverno per i rifugiati siriani in Libano, Turchia, Iraq, Egitto e Giordania. L’Onu ha infatti sospeso il Programma Alimentare Mondiale (WFP) per più di 1.7 milioni di rifugiati siriani in questi 5 paesi. Le ragioni? Esclusivamente economiche!

Occorrono 64 milioni di dollari per continuare il programma questo mese- secondo il direttore esecutivo del WFP, Ertharin Cousin, altrimenti gli aiuti saranno sospesi fino a data da destinare. Ma se questi soldi arrivassero invece il programma ripartirebbe immediatamente. “La sospensione intaccherà la salute e la sicurezza di questi rifugiati e causerà di certo molte tensioni, instabilità e insicurezza nei paesi che li ospitano”- commenta Cousin- ma i soldi sono necessari. Secondo i dati del WFP sono 800 milioni i dollari spesi per aiutare i rifugiati dal 2011, anno d’inizio della guerra civile in Siria.

Il Programma Alimentare dell’ Onu infatti distribuisce voucher ai rifugiati siriani per comprare cibo nei vari negozi presso i singoli campi dei singoli paesi accoglienti. Molti di loro sono totalmente impreparati al rigido inverno, specie in Libano e in Giordania, dove la maggior parte dei bambini va in giro a piedi nudi.

Secondo l’UNHCR sono 7,6 milioni coloro che sono sparsi nel territorio siriano e 3,2 milioni quanti vivono fuori dalla Siria. Tra i paesi che li accolgono di più al mondo troviamo la Germania con 20,000 rifugiati seguita poi dall’Australia con 5.600 e al terzo posto i 1.500 dell’Austria.

Maglia nera all’Inghilterra
, che invece, si è rifiutata di sottoscrivere i nuovi accordi in materia di rifugiati.

domenica 20 aprile 2014

Diritti Umani: Sud Sudan, 1 milione di abitanti costretti a fuggire per fame e guerra

World Food Programme 
Oltre un milione di abitanti del Sud Sudan sono stati costretti a fuggire dalle proprie case a causa del conflitto in corso dallo scorso dicembre. Il WFP continua a fornire cibo a chi ne ha bisogno con ogni mezzo ha disposizione. Di seguito nove fatti fondamentali da sapere sulla crisi alimentare in Sud Sudan.

1. Con il 32,5% dei bambini al di sotto dei 5 anni che sono sottopeso, il Sud Sudan si pone all’11° posto nella classifica mondiale dei paesi dove i bambini soffrono di più la fame.

2. Anche prima dell’attuale conflitto, il 50,6% della popolazione del Sud Sudan viveva al di sotto della soglia di povertà.

3. Il Sud Sudan stava compiendo progressi nella lotta contro la fame prima che scoppiasse il conflitto. Diversi esperti hanno dichiarato che lo stato di “sicurezza alimentare” nel 2013 era migliore di quanto non fosse nei 5 anni precedenti.

4. Con oltre un milione di persone costretto ad abbandonare la propria casa, il conflitto sta annullando alcuni dei progressi compiuti di recente nel paese.

5. L’interruzione delle rotte commerciali e dei canali di approviggionamento alimentare causata dal conflitto sta facendo aumentare il numero di quanti soffrono la fame anche nelle zone non direttamente colpite dai combattimenti.

6. Circa il 60% del Sud Sudan è inaccessibile via terra durante la stagione delle piogge. Questo complica le operazioni di soccorso del WFP e delle altre agenzie umanitarie.

7. Circa 803.000 persone sono sfollate all’interno del Sud Sudan. Avendo perso ogni mezzo di sussistenza, quasi tutti dipendono dall’assistenza alimentare.

8. Dallo scorso dicembre, circa 270.000 persone sono fuggite nei paesi vicini. In Etiopia, ogni settimana ci sono tra i 4.000 e i 5.000 nuovi arrivi. Molte persone hanno alti tassi di malnutrizione.

9. Dall’inizio del conflitto, il WFP ha fornito assistenza alimentare a più di 502.000 persone colpite dal conflitto. In totale, il WFP mira ad assistere circa 2,5 milioni di persone in Sud Sudan.

sabato 8 marzo 2014

Sudan: Wfp lancia emergenza cibo per rifugiati, a breve ponte aereo

ASCA
Roma, Il World Food Programme (Wfp) ha annunciato oggi la preparazione di un ponte aereo in Sud Sudan per trasportare beni di prima necessita' ai migliaia di rifugiati che si trovano al momento nel campo di Meban County. 

Le forze governative sono infatti in lotta contro i gruppi ribelli sin dallo scorso dicembre, quando uno scontro tra le truppe fedeli al presidente Salva Kiir e quelle di supporto dell'ex vice presidente Riek Machar hanno dato il via a numerosi scontri in tutto il Paese. ''Dato che le nostre scorte di Meban County sono terminate, ora procederemo con un ponte aereo per rifornire il campo dei rifugiati'', ha precisato la portavoce del Wfp, Elisabeth Byrs. 

''La crisi ha danneggiato seriamente la sicurezza alimentare del Paese, costringendo milioni di persone a soffrire la fame e le conseguenti complicazioni'', ha poi aggiunto. Secondo le stime delle Nazioni Unite, solo quest'anno sono state distribuite oltre 20 tonnellate di cibo in tutto il Sud Sudan ''nonostante le grandi sfide dovute all'instabilita' del Paese''. (fonte AFP)