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sabato 8 ottobre 2022

ll Nobel per la Pace 2022 ai difensori dei diritti umani: Ales Bialiatski (Bielorussia), il Russia's Memorial e l'Ukraine's Center for civil Liberties (Ccl) ... e la Russia sequestra gli uffici di "Memorial"

Ansa
Ales Bialiatski è un attivista bielorusso per i diritti umani, noto per il suo lavoro con il Viasna Human Rights Centre of Belarus, mentre le due organizzazioni umanitarie sono e il Russia's Memorial e l'Ukraine's Center for civil Liberties (Ccl).


La magistratura russa ha ordinato il sequestro degli uffici a Mosca dell'ong Memorial, insignita oggi del premio Nobel per la pace.

Il Nobel per la Pace al dissidente Bialiatski e alle organizzazioni Memorial e al Center for Civil Liberties in onore dell' "impegno in difesa dei diritti umani e del diritto di criticare il potere, di difesa dei diritti dei cittadini per i diritti dei cittadini e contro gli abusi di potere, per aver documentato crimini di guerra", è stato annunciato dal Comitato per il Nobel a Oslo.

Il Comitato per il Nobel ha chiesto alla Bielorussia la liberazione del dissidente Ales Bialiatski, ha detto nella conferenza stampa di annuncio la presidente del Comitato, Berit Reiss-Andersen.

La moglie del Premio Nobel per la Pace bielorusso, Natallia Pinchuk, si dice travolta dalla "commozione" e dalla "gratitudine" per il riconoscimento assegnato.

Ecco chi sono i tre vincitori ex aequo del Premio Nobel per la Pace 2022: 

ALES BIALIATSKI, 60 anni, è un attivista per i diritti umani, dissidente bielorusso, ex obiettore di coscienza e tra i fondatori dell'ong bielorussa Viasna.

Nel 2011 il regime di Aleksandr Lukashenko lo ha arrestato per presunta "evasione fiscale": una condanna che dissidenti e organizzazioni per i diritti umani considerano politicamente motivata.

Rilasciato nel 2014, è stato arrestato di nuovo dopo una violenta perquisizione alla sede di Viasna e condannato a una seconda pena di 7 anni, sempre per presunta evasione fiscale, ed è tuttora in carcere. Fra i riconoscimenti internazionali per la sua attività di dissidente e di denuncia delle violazioni dei diritti civili e umani, Bialiatski è stato insignito, fra l'altro, del Premio Sakharov da parte del Parlamento europeo nel 2020, del premio Vaclav Havel per i Diritti umani conferito nel 2012 dal Consiglio d'Europa. E' stato nominato per cinque volte per il Nobel, vinto solo quest'anno, ed è cittadino onorario di Parigi e, in Italia, di Genova e di Siracusa.

L'ong russa MEMORIAL fu fondata nel 1989, nel pieno del processo della Perestroika voluto da Mikhail Gorbaciov, quando l'Unione sovietica era vicina al suo crollo, per studiare e denunciare le violazioni e i crimini commessi durante il terrore imposto dal regime di Stalin. Inizialmente diviso in due sezioni, una per documentare i crimini stalinisti una per i diritti umani nelle zone di conflitto, in area sovietica e anche fuori. Strutturato più come movimento che come organizzazione, al dicembre 2021 Memorial incorporava 50 ong russe e altre 11 da altri Paesi, inclusi Ucraina, Germania, Italia, Belgio e Francia. Memorial è stata messa fuorilegge in Russia il 5 aprile di quest'anno come "agente straniero", in base alla legge putiniana sulle ong, e chiusa.

Il CENTER FOR CIVIL LIBERTIES (CCL) è una Ong ucraina con base a Kiev, fondata nel 2007 e dedita alla documentazione di crimini di guerra, abusi sui diritti umani e abusi di potere. Nella sue stesse parole, Ccl si autodefinisce "uno degli attori principali in Ucraina, volto a influenzare l'opinione pubblica e la politica, a favorire lo sviluppo di un attivismo civico, partecipa a network internazionali e nelle azioni di solidarietà per promuovere i diritti umani in ambito Osce". Si tratta della prima organizzazione ucraina a ricevere un Nobel per la Pace.

WIRED
La Russia ha sequestrato gli uffici di Memorial, l'ong che ha vinto il Nobel per la pace
Poche ore dopo il conferimento del riconoscimento, un tribunale di Mosca ha messo i sigilli alla sede. 

Al Wired Next Fest di Milano il direttore Sergej Davidis è intervenuto sul regime oppressivo di Putin subito dopo aver appreso del premio
[...] A darne notizia è l'agenzia russa Interfax, che riporta una decisione di un tribunale di Mosca che venerdì ha ordinato il sequestro degli uffici di Memorial a poche ore dal conferimento del riconoscimento internazionale.

Secondo quanto riferiscono le agenzie, il tribunale di Tverskoy ha stabilito che gli uffici della ong Memorial sono “diventati proprietà dello Stato”. Non è la prima volta in cui le autorità russe opprimono l'organizzazione per i diritti umani. L'anno scorso Mosca ha chiuso l'ong, senza che il presidente Vladimir Putin facesse nulla per impedire che l'ong fosse calpestata, e il clima è peggiorata dal momento dell'invasione dell'Ucraina. L'associazione è stata fondata nel 1987 da alcuni importanti attivisti per i diritti umani, tra cui il premio Nobel per la pace Andrei Sakharov e la matematica e attivista Svetlana Gannuskina. L’organizzazione si occupa di studiare e raccogliere le prove delle repressioni politiche avvenute durante il regime sovietico e sostenere le persone sottoposte a repressioni politiche nella Russia contemporanea, sotto il regime di Vladimir Putin.

sabato 6 ottobre 2018

Premio Nobel per la pace a Denis Mukwege e Nadia Murad che combattono la violenza sessuale nei conflitti

Avvenire
Sono il ginecologo congolese Denis Mukwege e la testimone yazida Nadia Murad i vincitori del premio Nobel per la pace 2018. Il premio consiste in 9 milioni di corone svedesi, parti a circa un milione di dollari.

Il medico ginecologo congolese Mukwege cura le vittime di violenza sessuale nella Repubblica Democratica del Congo, mentre Murad è una donna yazida irachena, attivista per i diritti umani, ex schiava sessuale del Daesh, che nel suo villaggio uccise migliaia di persone.

Questa la motivazione del premi: «Per i loro sforzi per mettere fino all'uso della violenza sessuale come arma in guerre e conflitti armati».
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martedì 2 febbraio 2016

Migranti: 600.000 firme per Nobel della pace agli abitanti isole Grecia

ANSA
Per accoglienza migliaia profughi, petizione lanciata a novembre


ROMA - Una petizione per candidare al premio Nobel per la Pace gli abitanti delle isole greche che hanno accolto generosamente decine di migliaia di profughi in fuga da guerra e fame in Siria ha raggiunto le 600.000 firme sul sito specializzato Avaaz. 

Il termine ultimo per avanzare candidature era la mezzanotte di ieri. Secondo numerosi media greci ed internazionali, diversi accademici americani, britannici e danesi stanno redigendo la candidatura per i cittadini delle isole dell'Egeo. "Le popolazioni delle isole greche dell'Egeo hanno fatto e continuano a fare il possibile per aiutare i rifugiati siriani, anche se da molti anni sono vittime di una dura crisi economica", sottolineano gli autori della petizione, lanciata nel novembre scorso da Alkmini Papadaki, un architetto cretese.

venerdì 10 ottobre 2014

Malala Yousafzai premio Nobel Pace 2014. Pari merito con Kalilash Satyarthi

Huffington Post
"La loro lotta si iscrive nella tradizione di Gandhi. La stanno mantenendo e portando avanti". Per questo il Premio Nobel per la Pace va a Malala Yousafzai, la giovane attivista pakistana e all'attivista indiano Kailash Satyarthi. 

Ad annunciarlo il presidente del comitato per il nobel, Thorbjoern Jagland. La ragazzina pakistana è stata vittima di un attentato talebano nel 2009 quando aveva solo 12 anni (perché difendeva il diritto delle bambine allo studio nella valle dello Swat). "Nonostante la sua giovane età (è infatti la vincitrice più giovane dell'ambito premio) Malala Yousafzay ha già combattuto diversi anni per il diritto delle bambine all'istruzione ed ha mostrato con l'esempio che anche bambini e giovani possono contribuire a cambiare la loro situazione. Cosa che ha fatto nelle circostanze più pericolose", spiega il presidente della giuria. "Attraverso la sua lotta eroica è diventata una portavoce importante del diritto delle bambine all'istruzione".
Premiato per la difesa dei diritti dei più piccoli anche Satyarthi, un attivista dei diritti umani di 60 anni, impegnato dagli anni '90 nella lotta contro il lavoro minorile con la sua organizzazione Bachpan Bachao Andolan. La sua azione ha permesso di liberare almeno 80.000 bambini dalla schiavitu', favorendone la reintegrazione sociale. "Per la lotta dei due attivisti contro l'oppressione dei bambini e dei giovani e per il diritto alla loro istruzione. I bambini devono andare a a scuola e non essere sfruttati economicamente" si legge, infatti, nella motivazione della commissione. "Conosco Malala personalmente e la inviterò a lavorare con me", ha detto Satyarthi parlando con i giornalisti a New Delhi dove vive con la famiglia. L'attivista ha poi ribadito che "è un momento di gioia per gli indiani e per i bambini".
"Una scelta difficile" ha confessato il segretario del Comitato norvegese per i Nobel, Geir Lundestad, parlando con Associated Press. Nella lista dei favoriti, infatti, oltre ai vincitori, anche il controverso ex agente della Nsa Edward Snowden e, naturalmente, Papa Francesco. Tra i candidati anche il gruppo pacifista "società di sostegno all'articolo 9", un gruppo giapponese (l'articolo nove della costituzione è quello che impedisce operazioni militari nipponiche all'estero) e il militante bielorusso per i diritti dell'uomo, Ales Beliatski. Tra gli outsider molti nomi da Angelina Jolie a Tony Blair, per finire con Facebook.