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lunedì 27 agosto 2018

Reporter senza frontiere: liberare Nabil Rajab e 16 giornalisti detenuti in Bahrein

Reuters
L'organizzazione internazionale ha chiesto il rilascio dell'attivista per i diritti umani Nabil Rajab e di 16 giornalisti detenuti dal regime del Bahrein. 

Nabil Rajab
L'organizzazione internazionale "Reporters without borders" ha chiesto il rilascio dell'attivista per i diritti umani Nabil Rajab e di altri 16 giornalisti detenuti dal regime del Bahrein.

Reporter senza frontiere condannando l'arresto di Nabil Rajab,tramite un comunicato pubblicato sul proprio account Twitter,ha dichiarato: "Nabil Rajab è stato arrestato 6 mesi fa e condannato a cinque anni di prigione per il solo motivo di aver pubblicato dei post su Twitter,dopo che aveva appena finito di scontare un'altra pena di due anni".

L'ente internazionale ricordando anche la condanna da parte dell'Onu circa l'arresto di Rajab, ha chiesto l'immediato rilascio dell'attivista per i diritti umani. Nabil Rajab è stato condannato quest'estate a cinque anni di prigionia con l'accusa di aver criticato l'atteggiamento delle autorità del Bahrein circa la guerra in Yemen e la situazione dei diritti umani nel paese. Nel 2016 Rajab aveva subito un'altra condanna di due anni.

lunedì 26 febbraio 2018

Bahrein, Nabil Rajab condannato a 5 anni per dei tweet. Amnesty: vergognoso attacco alla libertà d’espressione

Amnesty International
La vergognosa condanna a cinque anni di carcere del noto difensore dei diritti umani Nabil Rajab per aver espresso opinioni pacifiche online mostra, secondo Amnesty International, il profondo disprezzo delle autorità del Bahrein per la libertà d’espressione.
Nabil Rajab
Rajab è stato giudicato colpevole di aver pubblicato, nel 2015, tweet e retweet riguardanti la tortura nelle prigioni del Bahrain e l’uccisione di civili nel conflitto dello Yemen ad opera della coalizione guidata dall’Arabia Saudita.

“Questa condanna è uno schiaffo in faccia alla giustizia e illustra bene la spietata determinazione delle autorità del Bahrein di schiacciare ogni forma di dissenso e fino a che punto sono disposte ad andare per ridurre al silenzio chi le critica in modo pacifico“, ha dichiarato Heba Morayef, direttrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l’Africa del Nord.

“Il vergognoso verdetto va annullato, le autorità devono prosciogliere Rajab da ogni altra accusa pendente a suo carico e rilasciarlo immediatamente. L’idea che debba passare altri cinque anni in carcere solo per aver osato esprimere le sue idee online è semplicemente inaccettabile“, ha aggiunto Morayef.

Rajab, presidente del Centro per i diritti umani del Bahrein, è regolarmente perseguitato per il suo impegno pacifico in favore dei diritti umani: dal 2012 è entrato e uscito dal carcere più volte a causa del suo attivismo pacifico. Dal novembre 2014 gli è vietato lasciare il paese.

venerdì 29 settembre 2017

L'accanimento del Bahrein contro Nabil Rajab, difensore dei diritti umani

Corriere della Sera
Nabil Rajab, presidente del Centro per i diritti umani del Bahrein, si è visto rinviare ancora una volta, e sono ormai quasi 20, il processo. Da mesi ricoverato in un ospedale gestito dal ministero dell'Interno, Rajab sta già scontando una condanna a due anni, emessa il 10 luglio per "pubblicazione e diffusione di voci e notizie false relative alla situazione interna del paese", a causa di due interviste rilasciate nel 2015 e nel 2016.

Non si conosce ancora la data dell'appello. 
Il processo rinviato oggi riguarda invece due tweet con cui Rajab aveva criticato l'intervento militare in Yemen e aveva denunciato, le torture compiute nel 2015 nella prigione di Jaw a seguito di una rivolta. 

Rischia 15 anni di carcere per "diffusione di notizie false in tempo di guerra", "offesa a un pubblico ufficiale" (il ministro dell'Interno) e "offesa a un paese straniero". La prossima udienza per Rajab è prevista il 19 novembre. Amnesty International e altre organizzazioni per i diritti umani continuano a chiedere il suo rilascio immediato e incondizionato.

di Riccardo Noury

martedì 13 dicembre 2016

Bahrein - 9 anni al leader dell’opposizione. Difensore dei diritti umani rischia 12 anni

Amnesty International
Una corte d’appello del Bahrein ha confermato la condanna a nove anni nei confronti dello sceicco Ali Salman, segretario generale del principale partito d’opposizione del Bahrein, la Società nazionale islamica, conosciuto con la denominazione “al-Wefaq”.

Lo sceicco 
Ali Salman era stato condannato in primo grado nel 2015 a quattro anni di carcere. In appello, la condanna era stata più che raddoppiata. Nell’ottobre 2016 la Corte di cassazione aveva annullato la sentenza rinviando nuovamente il giudizio alla corte d’appello, che il 12 dicembre ha confermato i nove anni di carcere. Per Amnesty International, Ali Salman è un prigioniero di coscienza, condannato unicamente per aver chiesto riforme e candidato il suo partito alla direzione del governo del Bahrein. Il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle detenzioni arbitrarie si è associato alla richiesta di scarcerazione. 

Nabil Rajab
Il 15 dicembre è previsto il processo nei confronti di Nabil Rajab, il più noto difensore dei diritti umani del Bahrein, che rischia fino a 12 anni di carcere per aver denunciato via Twitter le torture nelle carceri del paese e aver condannato l’intervento militare dell’Arabia Saudita in Yemen.