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mercoledì 22 maggio 2019

Si discrimina anche tra i poveri: bocciato il reddito di cittadinanza ai senzatetto

Globalist
La proposta veniva da un deputato di Fratelli d'Italia, Walter Rizzetto, che ha annunciato che presenterà ricorso.


Contrariamente alla proposta del Presidente dell'Inps Pasquale Tridico, il reddito di cittadinanza non sarà esteso ai senzatetto. L'emendamento era stato presentato dal deputato di Fratelli d'Italia Walter Rizzetto ed è stato dichiarato inammissibile. 

Nell'emendamento si prevedevano due elementi che rendevano possibile l'estensione ai senza fissa dimora: la residenza fittizia o la residenza in base al luogo di nascita.

Pasquale Tridico sosteneva che "il problema della residenza è superabile" in quanto esiste una legge del 1953 che “consente a tutti gli italiani di avere la residenza nel luogo di nascita. Molti cittadini italiani quindi hanno la possibilità di installare la residenza in una via fittizia dove l'individuo viene registrato”. 

Rizzetto, ideatore dell'emendamento, aveva dichiarato: "l'idea mi era venuta già prima perché i senza tetto – in quanto senza residenza – non possono accedere, nonostante siano i poveri tra i più poveri”. 

Rizzetto ha annunciato di aver presentato ricorso e che ripresenterà lo stesso emendamento in Aula alla Camera se si dovesse rendere necessario.

lunedì 22 ottobre 2018

Ungheria dopo stretta su migranti e Ong adesso manda in carcere i senzatetto! Situazioni in cui legalità e giustizia non coincidono!

La Stampa
Il reticolo di sottopassaggi del centro di Budapest ieri era completamente deserto. Accanto ai piloni dei ponti, e vicino ai marciapiedi solo i resti di giacigli provvisori, qualche rifiuto, i bidoni usati come stufe ormai fredde. Le decine di clochard che qui trovavano rifugio sono improvvisamente scomparse. 




Dopo la stretta sui migranti, sui media e sulle ong, nel mirino di Orban sono finiti i senzatetto: da ieri in Ungheria chiunque venga sorpreso a dormire per strada sarà arrestato. 


È l’effetto della modifica dell’articolo 22 della Costituzione voluta dal governo, approvata dal parlamento di Budapest, e fortemente criticata dagli attivisti dei diritti umani come «crudele». 

Già a giugno l’esperta di housing dell’Onu, Leilani Farha, l’aveva definita «incompatibile con la legge internazionale per i diritti umani». 

Il provvedimento dà la possibilità alla polizia di arrestare i senzatetto che vengono scoperti tre volte in 90 giorni a dormire all’aperto. La polizia, dopo tre «avvertimenti», avrà la facoltà di portarli in carcere e distruggere tutti i loro averi. A meno che i clochard non siano in grado di pagare una multa che, secondo le ong, «nessuno di loro potrà pagare».

L’obiettivo è «assicurare che i senzatetto spariscano dalle strade e che i cittadini possano fare uso dello spazio pubblico», ha dichiarato Attila Fulop, segretario di Stato per gli affari sociali, mentre Bence Rétvári, viceministro delle Risorse umane, ha spiegato che «salverà vite umane con l’approssimarsi dell’inverno».

Si stima però che in Ungheria esistano 11 mila posti nei rifugi statali, mentre sarebbero 20 mila i senzatetto. Gabor Ivanyi, che guida il gruppo Oltalom (Shelter) che gestisce rifugi con 600 posti letto a Budapest, ha detto che «questa legge ha lo scopo di spaventare i senzatetto per spingerli a fuggire», e che «ora hanno paura, e non possiamo prevedere cosa succederà».

martedì 30 dicembre 2014

Freddo, paura per i senzatetto. L'appello di Sant'Egidio

Radio Vaticana
In Italia è arrivata l'ondata di gelo e già si registra la prima vittima per il freddo: un clochard a Milano. Anche quest’anno, dunque, l’inverno si presenta come il grande nemico dei senzatetto: solo a Roma ben 2500 persone non hanno riparo. Al microfono di Corinna Spirito, Augusto D'Angelo, responsabile dei senza fissa dimora per la Comunità di Sant'Egidio, sottolinea la necessità di passare dalla cultura dell’emergenza alla cultura del progetto:


R. – È una cosa che ci chiediamo con la Comunità di Sant’Egidio, perché questo problema del freddo e dell’inverno viene sempre affrontato con la parola “emergenza”. E abbiamo scoperto che attraverso l'emergenza si è aperta una crepa attraverso la quale il malaffare, la speculazione sul più debole, si è insinuata anche nelle amministrazioni. Ma noi sappiamo benissimo che l’inverno, il freddo vengono tutti gli anni, quindi penso che ci sia lo spazio per far sì che le azioni da fare per aiutare chi è senza fissa dimora, davanti al gelo e davanti al freddo, debbano essere programmate per tempo e realizzate.

D. – Quest’anno, se pensiamo alla città di Roma, c’è anche un ulteriore intoppo, quello delle indagini per “Mafia Capitale”…


R. – A Roma abbiamo calcolato, anche con i dai Istat, che le persone senza dimora sono 7800, di queste: 1560 trovano rifugio presso parrocchie, associazioni di volontariato, religiosi; 1200 presso dei centri convenzionati con Roma Capitale. Erano previsti 600 posti in più, che dovevano essere aperti all’inizio di dicembre per l’emergenza freddo, che appunto viene tutti gli anni. Le inchieste hanno bloccato quest’apertura. Pare che adesso ne abbiano aperti 300. Debbo dire che l’altra sera due senza fissa dimora hanno telefonato di fronte a me al numero verde e gli hanno detto che non c’erano posti. Questo vuol dire che attualmente si stima che a Roma circa 2500 persone non trovano riparo per la notte e altre 2000 vivono invece in alloggi di fortuna.

D. – Come si deve agire per evitare altri morti?

R. – Io le posso dire l’esperienza di Sant’Egidio che, nella sua dimensione non enorme, ha elaborato un suo modello. Quest’anno, come tutti gli ultimi anni, per il periodo invernale abbiamo aperto un piccolo spazio di accoglienza al centro di Roma, che dispone di un numero limitato di letti. Queste persone vengono accompagnate nei mesi fino alla primavera inoltrata, affinché man mano si superino i problemi che li hanno portati in strada. Alla fine ci siamo resi conto che l’80 per cento delle persone che passano per questa nostra iniziativa non tornano più in strada. Alla fine del periodo, infatti, rimuovendo le cause delle difficoltà, che qualche volta sono non avere assolutamente un lavoro - e allora trovando un piccolo lavoro - non avere un riparo - e allora trovando una stanza o un’altra soluzione - si riesce a far sì che l’essere senza fissa dimora non sia una condizione senza ritorno, ma possa essere soltanto una condizione di un periodo della propria vita. Per far questo ci vuole un’esigenza importante, che è quella di passare dalla cultura dell’emergenza alla cultura del progetto, cioè non far sì che si dia soltanto un tetto per il periodo invernale e poi non ci si pensi più, ma far sì che il momento di accoglienza invernale diventi il momento di rilancio delle vite delle persone più in difficoltà.

D. – E per le persone per cui invece, purtroppo, non ci sono letti, come si muove la comunità di Sant’Egidio?

R. – Noi, in questi giorni, stiamo incrementando la distribuzione di coperte. I nostri gruppi sparsi per le città vanno a trovare le persone, che noi andiamo a visitare settimanalmente per controllare come stanno. La sera del 31, poi, staremo con i nostri amici, in tutte le stazioni e in tutti i luoghi dove loro si trovano, per portare una cena calda, un gesto di vicinanza, per stappare con loro lo spumante della notte di Capodanno e anche lì portare nuovamente coperte, guanti, cose che possono servire per ripararsi dal freddo.

D. – Il singolo cittadino come può comportarsi invece per aiutare?

R. – Ieri ho ricevuto un sms di una mia collega di lavoro, la quale mi ha detto: “Questa sera, con i miei vicini di casa, del mio condominio, abbiamo deciso di portare una cena calda e delle coperte alle persone che stanno per strada e che vivono vicino a casa nostra”. Ecco, questa è una cosa che possono fare tutti; e, a mio giudizio, rientra anche in quella dimensione che ha indicato Papa Francesco, che è rivolta ai cristiani, ma è rivolta anche a tutti gli uomini di buona volontà, e cioè che di fronte ai poveri in questa stagione bisogna far provare la tenerezza e la consolazione di Dio; a tutti quelli che si incontrano. E i più deboli sono quelli da cui bisogna cominciare.

sabato 26 aprile 2014

Verona, multa fino a 500 € a chi porta cibo ai senzatetto

Lettera 43
Il Comune di Verona corre ai ripari per evitare i bivacchi di senzatetto e sbandati in alcune piazze del centro storico. Scatenando inevitabili polemiche sulle sanzioni previste per chi porta cibo ai meno fortunati.
In data 22 aprile, infatti, il sindaco Flavio Tosi ha emesso un'ordinanza che vieta, pena multe da 25 a 500 euro, la distribuzione di alimenti e bevande in una serie di aree di pregio. Ne fanno parte - ha riferito L'Arena di Verona - piazza Viviani, piazza Indipendenza (compresi i giardini), cortile Mercato vecchio, cortile del Tribunale e piazza dei Signori.

ORDINANZA FINO A OTTOBRE. L'ordinanza è destinata a restare in vigore fino al 31 ottobre 2014. Una misura nata sulla scorta delle proteste dei residenti di queste aree, che hanno visto portici e piazze di alcune delle zone più belle della città trasformarsi in bivacchi per chi non ha fissa dimora, con tanto di materassi, bottiglie e avanzi di cibo abbandonati.

VINCOLO MONUMENTALE. Alcune di queste aree, come i giardini di piazza Viviani, sono sottoposte a vincolo monumentale e paesaggistico, altre danno accesso a sedi espositive prestigiose, come il palazzo della Ragione, dove gli accessi finiscono talvolta per essere ostruiti da «accampamenti» improvvisati.

TOSI SI DIFENDE. La permanenza in queste zone di senzatetto e bisognosi risente del fatto che associazioni caritatevoli e singoli cittadini sono soliti lasciare loro cibo e bevande. Il sindaco Tosi ha voluto chiarire che non si tratta di una misura contro i poveri, dato che il Comune ha predisposto da tempo locali adeguati per una somministrazione dignitosa dei pasti a chi ne ha bisogno. La stessa Ronda della carità ha già trasferito la propria attività fuori dal centro, in lungadige Rubele.

PREDISPOSTI SPAZI IDONEI. «Questa amministrazione», ha spiegato il primo cittadino, «ritiene fondamentale l’assistenza verso i più bisognosi, ma in un contesto di equilibrio con la civile convivenza, con il rispetto dei residenti e delle norme igienico-sanitarie. Per questo il Comune ha predisposto da tempo idonei locali per garantire una dignitosa somministrazione dei pasti e collabora attivamente con il privato sociale, laico e religioso, impegnato nel sostegno dei soggetti bisognosi».

sabato 16 novembre 2013

Ungheria: al bando i senzatetto da stazioni e ponti di Budapest, previsto il carcere per i recidivi

Ansa
L'amministrazione municipale di Budapest, sulla base di una legge varata un mese fa, ha stabilito le aree bandite ai senzatetto. I comuni grazie alla nuova legge, hanno ora la facoltà di vietare ai senza fissa dimora di stazionare in alcune zone della capitale, e possono anche smantellare i loro rifugi di fortuna o elevare loro multe se occupano piazze o altri luoghi pubblici vietati. 

Alcune centinaia di senzatetto hanno protestato davanti al municipio, altri hanno tentato di occupare l'aula per impedire il voto sul decreto di divieto, ma la polizia è intervenuta e ha sgomberato l'aula e trascinato fuori uno ad uno i manifestanti. 

Il decreto, votato dalla maggioranza del partito di governo Fidesz, ma anche dagli estremisti di destra di Jobbik, stabilisce praticamente un bando per i barboni in tutto il centro, ma anche in stazioni, ponti, sottopassaggi. I recidivi rischiano il carcere. Il Consiglio d'Europa e altre organizzazioni internazionali hanno criticato duramente, più volte, la politica del governo ungherese contro i senzatetto, ma invano. 

Il sindaco di Budapest ha detto che la capitale nell'ultimo anno ha moltiplicato per loro i ricoveri. "è un problema sociale che non va risolto con la criminalizzazione, ma con mezzi appropriati", dice invece l'opposizione democratica.