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venerdì 26 febbraio 2016

I corridoi umanitari si sono aperti! 93 profughi siriani a Fiumicino lunedì 29 febbraio

www.santegidio.org
29 febbraio 2016 - Arrivato a Fiumicino il primo aereo dei #corridoiumanitari: 93 profughi, metà bambini. Benvenuti in Italia! >>>>


27 Febbraio 2016 - Lunedì 29 febbraio, da Beirut arriverà a Fiumicino il primo cospicuo gruppo di profughi siriani che, grazie ai corridoi umanitari, entrerà in tutta sicurezza e legalmente in Italia. Si tratta di 24 famiglie, 93 persone in tutto - di cui 41 minori - che in ragione della loro condizione di vulnerabilità hanno ottenuto un visto umanitario a territorialità limitata rilasciato dall’ambasciata italiana in Libano.


La maggior parte delle famiglie proviene da Homs, città siriana ormai rasa al suolo. Altri da Idlib e Hama. Una volta in Italia saranno trasferiti in diverse località.
Lo scorso 4 febbraio la piccola siriana Falak, malata di tumore, con la sua famiglia era giunta a Roma aprendo di fatto il primo varco legale verso l’Europa.
I corridoi umanitari sono un progetto-pilota che nel quadro di un accordo raggiunto a metà dicembre tra governo italiano, Comunità di Sant'Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI) e Tavola Valdese, prevede l’arrivo di un migliaio di persone in due anni non solo dal Libano, ma presto anche dal Marocco e dall’Etiopia.

venerdì 22 gennaio 2016

Libano: Sant’Egidio, Ecumenici e Valdesi a lavoro per portare 100 rifigiati in Italia entro gennaio

ONUItalia
New York – Portare 100 rifugiati altamente vulnerabili, come donne sole con bambini, potenziali vittime della tratta di esseri umani, anziani, disabili o persone affette da malattie gravi, da un campo in Libano in l’Italia entro fine gennaio o i primi di febbraio al massimo. 


E l’obiettivo della Comunità di Sant’Egidio, degli evangelici e dei valdesi, una cui rappresentanza è in Libano questa settimana per chiarire gli ultimi dettagli del progetto firmato con il Ministero degli Affari Esteri italiano a dicembre. Grazie all’accordo, infatti, mille rifugiati nei campi in Libano, Marocco e Etiopia potranno raggiungere l’Italia grazie a dei “visti umanitari”. Questo, composto dai rifugiati “più vulnerabili”, sarà soltanto il primo gruppo a partire.

La selezione avviene con il sostegno di gruppi che operano sul terreno, associazioni come Papa Giovanni XXIII, che lavora nei campi profughi al confine siro-libanese. Una volta scelti, i candidati sono portati al consolato italiano a Beirut: “I controlli saranno scrupolosi e verranno prese anche le impronte digitali”, aveva dichiarato il presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo, assicurando “massima sicurezza”.

Impagliazzo ha sottolineato come, grazie all’apertura di questi corridoi umanitari,“chi ne ha diritto potrà finalmente entrare nel nostro Paese evitando i cosiddetti viaggi della morte”.

L’agenzia ONU per i rifugiati ha ripetutamente manifestato il proprio sostegno a tali iniziative: “Ne siamo molto, molto felici e ci auguriamo che altri paesi decideranno di seguire questo esempio. Solo questi tipi di programmi possono rappresentare un incentivo a non rivolgersi ai trafficanti di esseri umani”, ha detto Carlotta Sami, portavoce per il Sud Europa dell’UNHCR, a ABC News. (@annaaserafini)

venerdì 28 agosto 2015

Migranti morti nel Mediterraneo: Sinodo Valdese "Istituire corridoi umanitari"

SIR
“Sgomento e cordoglio” per l’ennesima tragedia avvenuta ieri nel mar Mediterraneo sono stati espressi dalle Chiese metodiste e valdesi riunite in questi giorni a Torre Pellice per l’annuale Sinodo. 

In un testo approvato all’unanimità i valdesi chiedono e rilanciano “con forza la necessità di istituire corridoi umanitari che permettano un passaggio sicuro alle donne, agli uomini e ai bambini che sono costretti a intraprendere un sofferto viaggio per sfuggire a distruzioni, violenze e persecuzioni che si registrano in ampie aree dell’Africa e del Medio Oriente”. 

La costituzione di corridoi umanitari è uno dei pilastri del progetto Mediterranean Hope della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei), in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio. 

Il progetto è finanziato con i fondi dell’8 per mille alle chiese valdesi e metodiste. A Lampedusa, Mediterranean Hope ha istituito un Osservatorio sulle migrazioni. Riguardo alla tragedia di ieri, gli operatori hanno dichiarato: “Siamo rimasti profondamente segnati da quello che abbiamo vissuto. Ieri sera al molo di Lampedusa non abbiamo visto solo profughi, non abbiamo soccorso semplicemente chi fugge dalle guerre e chiede protezione. Ma abbiamo soccorso madri, figli, fratelli e amici di persone morte in mare, che per tutta la vita, come noi, continueranno a rivivere questi momenti drammatici”.