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venerdì 20 dicembre 2019

Migranti. Dissequestrata la nave Sea Watch 3: «Torniamo in mare» - La giustizia trionfa sul Decreto Sicurezza bis

Avvenire
Dopo più di cinque mesi bloccata nel porto a Licata, la nave Sea Watch 3 è di nuovo libera. Lo ha annunciato su Twitter la stessa Ong tedesca.

Lo ha annunciato su Twitter la stessa Ong tedesca: "Abbiamo vinto il ricorso al Tribunale Civile di Palermo: la #SeaWatch 3 è libera! Dopo oltre 5 mesi di blocco nel porto di Licata, ci prepariamo a tornare in mare. La giustizia trionfa sul (ex-) Decreto Sicurezza bis."
La notizia arriva nel giorno in cui papa Francesco aveva fatto riferimento al blocco amministrativo delle navi umanitarie di soccorso.
Lo ha deciso il Tribunale civile di Palermo, che ha accolto il ricorso presentato dai gestori della nave, che era stata sequestrata dopo che lo scorso 29 giugno aveva attraccato nel porto di Lampedusa e fatto sbarcare i 40 richiedenti asilo che erano a bordo da circa due settimane. La Sea Watch 3, secondo la Procura di Agrigento, aveva violato il divieto di ingresso in acque territoriali imposto dal cosiddetto “decreto Sicurezza bis”.
Lo scorso 25 settembre era stato notificato il dissequestro probatorio, ma la nave era rimasta sotto sequestro amministrativo. La Procura di Agrigento aveva infatti contestato alla nave la reiterazione dell’ingresso in acque territoriali, fattispecie in cui il decreto sicurezza bis prevede il sequestro amministrativo.

Secondo l’interpretazione della Procura, la reiterazione del reato sarebbe venuta a due giorni di distanza, il 26 e il 28 giugno: il primo giorno la nave era infatti entrata nelle acque italiane per la prima volta, mentre il secondo giorno aveva gettato l’ancora in attesa di ricevere comunicazioni da un porto in cui attraccare. La Ong tedesca aveva contestato questa interpretazione e presentato ricorso al Tribunale civile di Palermo che oggi le ha dato ragione.

Restano ancora sotto sequestro amministrativo le due imbarcazioni di Mediterranea, il veliero Alex e il rimorchiatore Mare Jonio.

domenica 19 maggio 2019

Sequestrata la Sea Watch dal procuratore Patronaggio, e i migranti scendono. L'ira di Salvini.

Ansa
La nave al largo dell'isola in acque italiane. Intanto le chiese protestanti fanno sapere di essere pronte a ospitare i migranti.



Scatta il sequestro della Sea Watch ferma da due giorni al largo di Lampedusa e i 47 migranti a bordo vengono fatti sbarcare. La svolta arriva nonostante il no ripetuto per tutto il giorno da Matteo Salvini, e ribadito con forza dopo il sequestro: "Sono pronto a denunciare per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina chiunque sia disponibile a far sbarcare gli immigrati irregolari su una nave fuorilegge. Questo vale anche per organi dello Stato: se questo procuratore autorizza lo sbarco, io vado fino in fondo".
 


Il riferimento è al procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio: il blocco dell'imbarcazione, infatti, è finalizzato a fare i necessari accertamenti e a verificare se la condotta del comandante della nave abbia violato la legge. Ma porta con sé anche lo sbarco dei migranti che "messi in salvo saranno affidati a personale della Questura di Agrigento per la identificazione e per i necessari atti di polizia giudiziaria" ha detto Patronaggio.

Matteo Salvini assiste in diretta tv allo sbarco dei migranti dalla nave Sea Watch 3. E' in diretta a L'Arena su La7, quando una telecamera che trasmette immagini in diretta mostra alcuni migranti, con giubbotto di salvataggio, che scendono in porto da un'imbarcazione della Capitaneria di porto. "Qualcuno l'ordine lo avrà dato. Questo qualcuno ne dovrà rispondere", si irrita il ministro. Il M5s fa sapere che non sono stati i suoi ministri. Ma Salvini insiste: "Chiunque sia stato ne risponderà davanti agli italiani".

I 45 migranti rimasti sulla Sea Watch stanno arrivando a piccoli gruppi su gommoni della capitaneria di porto sul molo del porto di Lampedusa. Le prime persone, fatte salire sui natanti con giubbotto salvagente, dopo la procedura di routine saranno portate al centro di accoglienza dell'isola. Due migranti, un disabile e una donna incinta, erano già stati portati sull'isola perché bisognosi di cure.

"Chi è che li ha autorizzati a sbarcare? Io no, non ho autorizzato niente, deve essere qualcun altro. Io sorrido ma è grave. Perché siamo un Paese sovrano con leggi, regole, una storia e nessuna associazione privata se ne può disinteressare. Qualcuno quell'ordine lo avrà dato. Questo qualcuno ne deve rispondere". Lo dice Matteo Salvini a Non è l'Arena, su La7, commentando le fonti M5s che affermano che nessun ministro pentastellato ha autorizzato lo sbarco della Sea Watch 3.


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sabato 18 maggio 2019

Sea Watch 3 con 47 migranti, per ragioni umanitarie viola il divieto e si dirige verso Lampedusa. Il solito vergognoso rifiuto del Viminale a far sbarcare dei naufraghi

Il Fatto Quotidiano
La nave Sea Watch III con a bordo 47 persone è entrata in acque territoriali italiane nonostante il divieto del ministero dell’Interno. Secondo uno dei membri del team medico a bordo, “alcune delle persone parlano di suicidio” e per questo motivo secondo i membri dell’associazione tedesca ci sono “ragioni umanitarie” che autorizzando lo sbarco. 


L’imbarcazione, bloccata da più di 36 ore al largo di Lampedusa, è diretta verso l’isola. Fonti del ministero dell’Interno hanno ribadito la chiusura dei porti: “Se qualcuno è contrario lo dica”.
Nelle scorse ore sono state fatte scendere 18 persone su 65: il gruppo era stato salvato da un naufragio al largo della Libia il 15 maggio scorso. Il Viminale ha autorizzato il 17 maggio che alcuni soggetti ritenuti tra i più deboli sbarcassero. 

“Siamo molto preoccupati”, ha scritto l’associazione su Twitter rilanciando il video di Karol, uno dei medici, “perché chi è rimasto a bordo è in una condizione psicologica negativa: si sentono privi di valore, come se a nessuno importasse di loro. Una situazione che, assieme al mal di mare e all’assenza di speranza e prospettive sta rendendo le persone davvero vulnerabili”. “Alcuni di loro dicono di voler autoinfliggere delle ferite o addirittura suicidarsi pur di far finire questa situazione. Dal punto di vista medico la situazione non è affatto buona, stiamo mantenendo un equilibrio molto fragile e precario in questo momento”.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha però ribadito il divieto: “Abbiamo fatto sbarcare malati e bambini, ma resta il divieto assoluto alla Sea Watch3 di entrare nelle nostre acque territoriali. Non cambiamo idea: porti chiusi per chi non rispetta le leggi, mette in pericolo delle vite, minaccia. Una ong, peraltro straniera, non può decidere chi entra in Italia”. 

Dal Viminale hanno confermato la posizione: “Il ministero dell’Interno non cambia idea e non autorizza lo sbarco, se qualcuno non è d’accordo si prende la responsabilità pubblica di dirlo e di autorizzarlo”. 

La Sea Watch, dicono le fonti, è considerata “non inoffensiva”, anche in base “a quelle stesse convenzioni internazionali che vengono spesso invocate, anche a sproposito”. “Sono complici dei trafficanti – concludono dal Viminale – abbiamo buoni motivi per pensarlo e per dirlo”.

lunedì 13 maggio 2019

Allarme nel Mediterraneo. Migranti morti e dispersi, SOS inascoltati. Bloccata al Mare Jonio ma parte la Sea Watch 3. Salvini: "la fermeremo in ogni modo"

La Repubblica
Per una nave umanitaria che riesce a fermare, un'altra torna in mare. Un Matteo Salvini particolarmente nervoso per le oltre 200 persone riuscite a sbarcare in Italia nelle ultime 48 ore nonostante la sua politica dei porti chiusi, inaugura la settimana con un pesante avvertimento alla Ong tedesca Sea Watchma anche ai suoi colleghi di governo.


"La nave ong Sea Watch 3 (bandiera olandese) sta navigando nel Mediterraneo in direzione Libia. Avviso ai naviganti: non pensino di aiutare scafisti, imbarcare immigrati e dirigersi verso l'Italia perché verranno fermati con ogni mezzo lecito consentito. L'avviso -prosegue il ministro dell'Interno - è rivolto anche ai nostalgici dei porti aperti presenti in Parlamento".

[...]
Nell'ultimo fine settimana sono stati 200  (un quinto di tutti quelli arrivati nel 2019) i migranti riusciti a sbarcare nei porti italiani, portati a terra oltre che dalla Mare Jonio anche da una nave della Marina italiana e da motovedette italiane che hanno soccorso imbarcazioni in difficolta' in acque italiane al largo delle coste siciliane e calabresi. E il Viminale ha dovuto arrendersi e farli sbarcare.

La Sea Watch, da parte sua, denuncia "l'uso di assetti aerei europei per facilitare i respingimenti, mentre almeno 70 persone annegano in un naufragio e 240 vengono riportate forzatamente in Libia". Ieri il Moonbird, l'aereo che coadiuva la Sea Watch nei soccorsi in mare, ha annunciato di aver visto migranti cercare di sfuggire a nuoto ad una motovedetta libica che aveva intercettato l'imbarcazione su cui viaggiavano per riportarli in Libia.

Alessandra Ziniti 

domenica 3 febbraio 2019

"Sea Watch 3 non ha commesso reati", il procuratore Zuccaro "nemico delle Ong" smentisce Salvini e Toninelli

L'Unione Sarda
La Procura di Catania ha aperto un'inchiesta contro ignoti sullo sbarco dei 47 migranti della nave Sea Watch: l'accusa è di associazione a delinquere finalizzata all'agevolazione dell'immigrazione clandestina.



Tuttavia, come affermato dallo stesso procuratore "nemico delle Ong" Carmelo Zuccaro, "dalle risultanze investigative non è emerso nessun rilievo penale nella condotta tenuta dai responsabili della Sea Watch".

Le indagini, spiega Zuccaro, sono "finalizzate a individuare i trafficanti libici e gli scafisti che hanno condotto il gommone soccorso dalla Sea Watch 3".

La Procura riconosce dunque la correttezza dell'operato della Ong, che non ha fatto altro che evitare una strage in mare.

Due le azioni della nave messe sotto la lente d'ingrandimento dagli inquirenti. Il soccorso, giustificato dalla "palese inidoneità tecnica del gommone ad affrontare la traversata" e dal fatto che "per ben due giorni nessuna motovedetta libica è intervenuta in quella zona".

E la decisione di dirigersi verso le coste siciliane anziché verso quelle tunisine, che pure erano meno distanti. Decisione anche questa secondo gli inquirenti giusta: "L'imminente e previsto peggioramento delle condizioni meteomarine - si legge nel comunicato della Procura - in zona induceva il comandante a procedere verso le coste orientali della Sicilia piuttosto che dirigersi verso quelle tunisine, benché più vicine in termini di distanza: decisione apparsa giustificata perché la rotta tunisina avrebbe costretto la nave a muoversi in direzione della perturbazione meteo in arrivo". Inoltre, continua Zuccaro, "è emerso che in altre occasioni le autorità tunisine non avevano consentito all'Ong neanche di fare rifornimento nei loro porti".

Dunque, conclude Zuccaro, "non può ritenersi ingiustificata la scelta del comandante della motonave di dirigersi a partire dal 21 gennaio verso Nord alla ricerca di un porto sicuro".

I presunti crimini della Ong denunciati da Salvini e Toninnelli
Parole che smentiscono in toto tutte le affermazioni fatte nei giorni scorsi da Salvini e Toninelli, i quali hanno affermato a più riprese che la Sea Watch avesse anticipato l'intervento della Guardia Costiera libica e che avesse violato la regola di cercare l'attracco nel porto sicuro più vicino preferendo l'Italia alla Tunisia.

E non è un caso se il ministro dell'Interno, sempre iperattivo sui social, da due giorni non parla più della vicenda Sea Watch, mentre Danilo Toninelli ha corretto il tiro. Sbugiardato sui presunti reati non commessi dall'equipaggio della Ong, vira su un altro aspetto della vicenda, l'inidoneità della nave a effettuare soccorsi in mare.

venerdì 1 febbraio 2019

Sea Watch 3 - Le autorità, sotto pressione politica, cercano ogni pretesto tecnico per fermare la nave, lasciando il Mediterraneo senza nessuna nave di soccorso.

La Repubblica
La sea Watch su Twitter: "Pressioni politiche per fermare il soccorso in mare". Toninelli: "E' uno yacht".

Roma. Irregolarità sulla Sea Watch 3. A causa di "una serie di non conformità" che riguardano sia "la sicurezza della navigazione", sia "il rispetto della normativa in materia di tutela dell'ambiente marino" la nave non potrà lasciare Catania.

E' quanto rende noto la Guardia Costiera al termine dell'ispezione amministrativa effettuata sulla nave che ieri ha sbarcato a Catania 47 migranti. Fino a quando non verranno risolti i problemi sollevati, sottolinea ancora la Guardia Costiera, la nave non potrà lasciare il porto di Catania.

"La nostra Guardia Costiera ha effettuato il fermo amministrativo della SeaWatch3 per violazioni delle norme in materia di sicurezza della navigazione e di tutela dell'ambiente marino", scrive su Facebook il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli.

"Stiamo parlando di una imbarcazione registrata come pleasure yacht, che non è in regola per compiere azioni di recupero dei migranti in mare". Quindi il ministro parla di uno yacht - non attrezzato per operazioni di salvataggio - su cui sono stati tenuti giorni e giorni in mare 47 migranti.

sabato 26 gennaio 2019

Sea Watch, la mediazione della Cei: la Comunità Giovanni XXIII pronta ad accogliere i minori

La Repubblica
La Comunità accolse anche i migranti della Diciotti. Pronti ora ad ospitarli a Reggio Calabria.


Come è già accaduto ad agosto per i migranti della Diciotti, anche questa volta la Comunità Papa Giovanni XXIII, che poi ospitò la gran parte degli eritrei a bordo, è pronta ad aprire le porte delle sue comunità ai minorenni bloccati da otto giorni sulla Sea Watch3 dei quali ieri il procuratore dei minori di Catania ha sollecitato losbarco immediato come prevede la legge. 


Paolo Ramonda, presidente della Papa Giovanni, ha fatto sapere che per i 13 ragazzi minori, 8 dei quali non accompagnati, è pronta la casa "Annunziata" di Reggio Calabria.

Una disponibilità che potrebbe sbloccare, almeno per loro, una situazione che si fa sempre più difficile. Grazie alla mediazione di don Aldo Bonaiuto, uno dei pilastri della Comunità che con Salvini ha intessuto negli ultimi mesi un rapporto di collaborazione, ad agosto Salvini si decise a far scendere i migranti della Diciotti dando il suo assenso ad un accordo di suddivisione che, in mancanza dell'Europa, ha visto per la prima volta scendere in campo la Cei. 

E sempre con la Comunità Papa Giovanni XXIII Salvini ha acconsentito all'arrivo in Italia di due voli di corridoi umanitari che hanno portatocirca 150 migranti vulnerabili liberati dall'Unhcr dalle prigioni libiche.

Procura di Catania chiede sbarco immediato dei minori non accompagnati sulla Sea Watch 3

Adnkronos
La Procura dei minori di Catania ha chiesto lo sbarco immediato dei minori non accompagnati che si trovano a bordo della nave Sea Watch che dalla notte scorsa staziona a 1,4 miglia dalla costa di Siracusa. 

Siracusa. “Fateli sbarcare”, striscioni in corso Umberto - [Siracusaoggi.it]
Con una lettera inviata ai ministri dell'Interno e delle infrastrutture e trasporti, rispettivamente il vicepremier Matteo Salvini e Danilo Toninelli, ma anche al presidente del tribunale per i minorenni di Catania, al procuratore generale di Catania e al prefetto di Siracusa, il procuratore per i minorenni di Catania, Caterina Ajello, afferma che lasciare i minori stranieri non accompagnati sulla nave dell'Ong è una "grave violazione dei loro diritti".

La stessa procura dei minori di Catania ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, per accertare quanti siano i minori non accompagnati. A quanto si apprende i minori a bordo sarebbero 13, di cui 8 non accompagnati. L'indagine è stata aperta dai magistrati dopo la lettera inviata oggi dalla Garante per i minori di Siracusa Carla Trommino alla Procura dei minori della città etnea. Nella lettera Trommino chiedeva una "verifica urgente della presenza di minori non accompagnati ci sono a bordo".

Nella missiva, Ajello scrive: "Atteso che i suddetti minori si trovano in territorio dello Stato italiano e specificatamente nel distretto di competenza di questa procura della Repubblica per i minorenni, la tutela dei loro diritti deve essere assicurata da questa Ag". 

"Evidentemente - prosegue il procuratore - tutti questi diritti vengono elusi a causa della permanenza dei suddetti minori a bordo della nave poiché quantomeno non possono beneficiare di strutture di accoglienza idonee e sono costretti a permanere in una condizione di disagio sino a quando la situazione politica internazionale non sarà risolta, con grave violazione dei loro diritti".

Il procuratore dei minori chiede quindi ai ministri Salvini e Toninelli che "i minorenni extracomunitari a bordo della nave Sea watch 3 possano sbarcare per essere collocati nelle apposite strutture per minori stranieri". La lettera è stata inviata oggi pomeriggio anche al Comandante della capitaneria di Porto di Siracusa e all'autorità garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza e all'ufficio del difensore dei diritti dei bambini presso il comune di Siracusa.

Intanto, stando a quanto sottolineano fonti del Viminale, il ministro dell'Interno Matteo Salvini sta raccogliendo gli elementi per valutare una denuncia per tutti i membri dell'equipaggio della Sea Watch 3 per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Dura la replica del garante per l'infanzia di Siracusa: "Forse il ministro dell'Interno sconosce la legge - dice Trommino all'Adnkronos -. Se c'è un solo dubbio, il ragazzo si deve considerare minore fino a prova contraria. Non si tratta di escamotage. Non lo può valutare il Viminale se fare sbarcare i minori, ma devono solo applicare la legge".