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lunedì 5 giugno 2017

Senza cibo né medicine: la disperazione dei profughi siriani del campo di Manbij

Globalist
I siriani nel campo della provincia di Aleppo rimasti senza aiuti umanitari necessitano di aiuto immediato.


Un uomo e un bambino montano una tenda in un campo a Manbij. Foto: Reuters

I profughi siriani del campo di Manbij, nella provincia di Aleppo, hanno lanciato una richiesta di aiuto alla Comunita' internazionale essendo rimasti senza aiuti umanitari. Secondo quanto denunciato dall'emittente televisiva "al Jazeera", ci sono almeno cinquemila profughi presenti nel campo che lamentano la scarsità di cibo e le condizioni sanitarie precarie in cui si trovano avendo necessità di aiuti immediati.

La crisi è aumentata per il recente arrivo di altri profughi con il campo che si sta allargando per arrivare ad ospitare altre 10 mila persone. 


Eppure le Ong internazionali sono completamente assenti secondo la denuncia dei profughi del campo e gli unici aiuti che ricevono sono quelli dell'amministrazione civile di Manbij che non bastano per tutti. 

La città di Manbij è stata liberata nell'agosto scorso dall'occupazione dello Stato islamico. L'operazione è stata condotta dalle Forze democratiche della Siria (sdf), coalizione curdo-araba sostenuta dagli Stati Uniti e formata in gran parte dalle milizie curde Ypg.

sabato 13 agosto 2016

Photo of the day - Donne che liberano altre donne da Daesh oggi a Manbij

Blog Diritti Umani - Human Rights

Photo of the day
La Siria non è solo gli orrori della guerra. 
Sono anche donne che liberano altre donne da Daesh. Oggi, a Manbij.


giovedì 21 luglio 2016

Siria: Unicef, 35mila bambini in trappola Manbij, 20 morti

Ansa
Roma - L'Unicef stima che 35.000 bambini siano intrappolati a Manbij e dintorni, a circa 80 chilometri da Aleppo, in Siria, dove la coalizione anti-Isis continua a bombardare per stanare le milizie del Califfato, a cui ha dato un ultimatum di 48 ore per lasciare la cittadina. 


"Questa settimana in Siria più di 20 bambini sono stati uccisi in attacchi aerei a Manbij e un ragazzo di 12 anni è stato brutalmente assassinato ad Aleppo": è quanto denuncia Hanas Singer, rappresentante Unicef in Siria.

"Secondo i partner sul campo dell'Onu, le famiglie del villaggio di al-Tukhar, vicino Manbij, a 80 chilometri ad est di Aleppo, si preparavano a fuggire quando sono iniziati gli attacchi aerei" ha aggiunto. L'Unicef stima che 35.000 bambini siano intrappolati a Manbij dintorni.

"Nelle ultime sei settimane, mentre le violenze si stanno intensificando - continua Singer - oltre 2.300 persone sono state uccise nella zona, tra cui decine di bambini. Questi terribili episodi rendono ancora più chiare alle parti in conflitto le loro responsabilità condivise di rispettare le leggi internazionali umanitarie che proteggono i bambini in guerra".

"Deploriamo ogni forma di violenza e sollecitiamo tutte le parti in conflitto in Siria a fare ogni sforzo per evitare la perdita di civili. Non importa dove si trovano in Siria o sotto quale potere vivono, assolutamente nulla giustifica gli attacchi sui bambini. Tutte le violenze contro i bambini devono immediatamente terminare" conclude il rappresentante Unicef. La Coalizione anti-Isis guidata dagli Usa ha mandato oggi un ultimatum ai miliziani jihadisti asserragliati a Manbij, loro roccaforte nel nord della Siria tra Raqqa e Aleppo, assediata dalle truppe arabo-curde appoggiate dalla stessa Coalizione.

Secondo quanto riferito all'ANSA da attivisti originari di Manbij ma che si trovano ad Azaz, in una zona fuori dal controllo dell'Isis, nella città sotto assedio sono stati lanciati volantini in cui si intima ai combattenti dello Stato islamico di arrendersi e lasciare Manbij "entro 48 ore". La circostanza non può essere verificata in maniera indipendente sul terreno.