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sabato 14 settembre 2019

"Pace senza confini" - Madrid: incontro per dire no a guerre, violenza e razzismo

Vatican News
In aumento le adesioni all’incontro internazionale "Pace senza confini" promosso dalla Comunità di Sant'Egidio nello “spirito di Assisi”: a Madrid dal 15 al 17 settembre oltre 300 leader delle religioni mondiali in dialogo con le istituzioni e la cultura, migliaia di partecipanti da tutta Europa per dire “no” alle troppe guerre ancora in corso e al crescente clima di violenza e razzismo

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Dal Presidente della Repubblica Centrafricana Touadéra al rabbino capo di Tel Aviv Meir Lau fino al metropolita ortodosso russo Hilarion e all’arcivescovo di Bologna Zuppi, sono cresciute nelle ultime settimane le adesioni a “Pace senza confini”, l’incontro internazionale promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, in collaborazione con l’arcidiocesi di Madrid, nella capitale spagnola dal 15 al 17 settembre. “Pace senza confini”, tra le più grandi manifestazioni per la pace a livello mondiale, ha l’obiettivo di dare risposte concrete di pace e di dialogo non solo di fronte alle guerre esistenti, ma anche ad un clima di conflitto permanente che attraversa le società europee, a partire dalla violenza del linguaggio verbale e dal risorgere di fenomeni di razzismo e xenofobia.
Per una pace preventiva nel mondo

Rinnovando lo “spirito di Assisi” - come fa ogni anno Sant’Egidio assumendo l’eredità della prima grande Preghiera per la Pace, voluta da Giovanni Paolo II nell’ottobre 1986 - si intende far crescere quella rete di dialogo, capace in passato di operare una “pace preventiva” in tanti angoli del mondo e di dissociare in modo fermo le religioni dalle guerre e da ogni forma di violenza e di terrorismo.
Una rappresentanza interreligiosa a livello mondiale

Oltre alla presenza di centinaia di autorevoli rappresentanti delle religioni mondiali (cristiani, ebrei, musulmani, buddisti e altre religioni asiatiche), di autorità istituzionali e del mondo della cultura, è prevista una larga adesione popolare, con numerosi partecipanti da tutta Europa, tra cui molti giovani. All’incontro “Pace senza confini” interverranno – tra gli altri - il Presidente della Repubblica Centrafricana, Faustin-Archange Touadéra, l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi, l’economista statunitense Jeffrey Sachs, il rabbino capo di Tel Aviv Meir Lau, il metropolita ortodosso russo Hilarion, il rettore dell’università di Al-Azhar, Mohammad Al-Mahrasawi, il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, l’ambientalista indiana Vandana Shiva, l’europarlamentare Pietro Bartolo, il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, cardinale Gualtiero Bassetti, e l’arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, che il prossimo 5 ottobre verrà creato cardinale da papa Francesco.
Gli eventi comuni dell’incontro

Due i momenti comuni: l’inaugurazione alle 18 di domenica 15 settembre nel Palacio Municipal de Congresos e, a conclusione, la preghiera per la pace con l’appello dei leader delle religioni, martedì 17 settembre, alle 20 nella plaza de la Almudena.
Non solo pace e dialogo

Tra i temi dei circa trenta panel in programma – nella giornata di lunedì 16 settembre e la mattina del 17 - oltre alla pace e al dialogo ecumenico e interreligioso, il disarmo e la non violenza, le migrazioni, l’economia, lo sviluppo, la giustizia sociale e una particolare attenzione al tema dell’ambiente.

sabato 15 febbraio 2014

Syria: 300 refugees rejected at Spanish border of Melilla - They were trying to enter to seek political asylum

ANSAmed
Madrid - A group of some 300 Syrian refugees was refused entry to the Spanish enclave of Melilla in Moroccan territory by police and the Guardia Civil on Friday.
Melilla border
Many were screaming 'freedom and Madrid'.

Officers closed the Beni-Enzar border crossing and had to confront the refugees for several hours. The Syrians had fled the civil war in Syria and, after crossing North Africa, wanted to enter Spanish territory to seek political asylum. Spanish security forces were alerted by their Moroccan counterparts.

venerdì 14 giugno 2013

Il Congresso della World Coalition Against the Death Penalty a Madrid

ANSA

Rappresentanti di 90 Paesi dal 12 al 15 giugno al quinto congresso mondiale contro la pena di morte, organizzato dalla 'World Coalition Against the Death Penalty' al Palazzo dei Congressi di Madrid.
Dal 2001, il congresso riunisce, ogni tre anni, le principali associazioni che lottano per l'abolizione della pena capitale, ma anche esponenti della societa' civile, rappresentanti politici, giuristi e giornalisti provenienti dai cinque continenti, per fare il punto della situazione e definire strategie concertate a sostegno del processo abolizionista mondiale.

A tutt'oggi sono ancora circa sessanta i Paesi in cui opera il boia. L'Europa e l'Italia hanno avuto un ruolo deciso per il consolidamento a livello globale di un corpus giuridico a garanzia dei diritti umani universalmente riconosciuti. A ricordarlo e' il capogruppo di Scelta civica per l'Italia in commissione Affari esteri, Mario Marazziti, uno dei due rappresentanti speciali presenti a Madrid accanto alla delegazione governativa, assieme al sottosegretario agli Esteri, Mario Giro, che interverra' a chiusura del congresso. 

''La risoluzione approvata all'unanimita' dal Parlamento italiano lo scorso 7 giugno riprende il grande lavoro fatto dall'Italia, che ha contribuito all'approvazione, per la prima volta da parte dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, il 18 dicembre 2007, della risoluzione 62/149 per una moratoria universale, in vista della totale abolizione della pena di morte'', ha ricordato Marazziti in un incontro con la stampa italiana a Madrid. ''Il movimento abolizionista mondiale e' cresciuto ed e' aumentato il consenso di Stati e governi verso un livello di giustizia capace di rispettare la vita anche in condizioni estreme, come dimostra il crescente sostegno alla risoluzione dell'Assemblea generale Onu, approvata per la quarta volta il 20 dicembre 2012''.


Il rinnovato impegno del Parlamento italiano pone la battaglia globale contro la pena capitale come ''uno dei punti qualificanti dell'azione del governo, accanto alla diplomazia dello sviluppo'', spiega Marazziti. ''Impegna a prendere tutte le iniziative utili per un'azione di lobby a livello internazionale, a rafforzare a livello centrale e periferico le iniziative per monitorare la salvaguardia dei diritti fondamentali anche dei condannati a morte in Paesi che mantengono la pena capitale; e a cooperare per umanizzare il sistema carcerario. Oltre ad azioni culturali, normative e politiche accanto a Parlamenti di Paesi in transizione, che abbiano intrapreso un percorso abolizionista''. 

Un'accelerazione in questo senso si registra nelle ex repubbliche sovietiche dell'Asia centrale, dove Kazakhstan, Kirghizistan, Uzbekistan, hanno abolito la pena di morte. Ma non la Bielorussia. E poi in Africa - dove Burundi e Ruanda, dopo due genocidi, hanno soppresso la pena capitale - e negli Stati Uniti, dove dal 2007, cinque Stati - New Jersey, New Mexico, New York, Illinois, Connecticut e Maryland - hanno messo al bando le esecuzioni, anche grazie alle recenti sentenze della Corte Suprema, che ha dichiarato incostituzionali le condanne a morte per minori e disabili mentali, e al ruolo sinergico di organizzazioni non governative. 

''Nel mondo arabo mediterraneo, Paesi come Marocco, Tunisia, Algeria, sono abolizionisti di fatto, ma non l'Egitto, che e' il front-runner nelle esecuzioni della pena capitale'', ha sottolineato Marazziti, gia' portavoce della Comunità di Sant'Egidio e co-fondatore e vicepresidente della Coalizione Mondiale contro la Pena di Morte. Attualmente il processo di estensione dell'abolizione della pena capitale e' sostenuto dai governi di Spagna, Svizzera, Francia e Norvegia, che patrocinano l'appuntamento di Madrid, al quale partecipano, fra gli altri, i Nobel Mairead Maguire, Desmons Tutu, Jody Williams e Shirin Ebadi e protagonisti storici della lotta alla pena di morte, come Tamara Chikunova, Bill Pelke, Curtis Mc Carty e David Attwood.