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lunedì 17 dicembre 2018

Tailandia. Denis Cavatassi assolto: era stato condannato alla pena di morte

La Repubblica
La notizia è stata confermata dal ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi: "Denis rientrerà presto a casa in Italia e potrà riabbracciare i suoi familiari". 

Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, conferma l'assoluzione da parte della Corte Suprema thailandese del cittadino italiano Denis Cavatassi, detenuto in Thailandia dal 2011 e condannato alla pena di morte nel 2016.

lunedì 20 agosto 2018

Tailandia. Denis Cavatassi condannato a morte. Fico: "Il nostro Paese rifiuta incondizionatamente la pena di morte"

La Presse
Denis Cavatassi condannato a morte in Tailandia in secondo grado, Roberto Fico dedica un pensiero all'imprenditore italiano ritenuto colpevole di essere il mandante dell'omicidio del suo socio Luciano Butti. 

La questione è decisamente delicata e il presidente della Camera, nonché esponente di spicco del Movimento 5 Stelle, ha voluto dedicare uno spunto di riflessione su un tema scottante come quello dei diritti civili e la pena di morte. 

Il cinquantenne italiano è rinchiuso nelle carceri della Tailandia per il fatto risalente al marzo del 2011, con Cavatassi che aveva un'attività di ristorazione insieme a Butti. Si è sempre dichiarato innocente per la vicenda e sta lottando strenuamente per ottenere la libertà. In secondo grado è però arrivata la condanna alla pena di morte e molto dipenderà dalla sentenza della Corte Suprema. E a tal proposito ha espresso il suo pensiero Roberto Fico.

Il messaggio di Roberto Fico - Tramite la sua pagina Facebook, il presidente della Camera Roberto Fico ha scritto: "Voglio rivolgere un pensiero a Denis Cavatassi, cittadino italiano, condannato in Tailandia in secondo grado alla pena di morte. La storia giudiziaria e detentiva di Cavatassi colpisce profondamente e chiama in causa la nostra coscienza civile e democratica". Continua la terza carica dello Stato: Il nostro Paese rifiuta incondizionatamente la pena di morte e si batte da anni per la sua abolizione in ogni parte del mondo. Si tratta di un passo fondamentale ma non ancora sufficiente per parlare di civiltà e di umanità delle pene, e quindi di pieno rispetto delle garanzie e dei diritti fondamentali della persona".

E sottolinea Fico: "Sappiamo bene quanto sia difficile il percorso che conduce al riconoscimento e alla tutela effettiva di questi diritti, ma sappiamo anche che nessuna conquista è mai data, integralmente, una volta per tutte. La cultura dei diritti si evolve e va costantemente alimentata". Infine, l'augurio: "Nelle prossime settimane è attesa la pronuncia definitiva della Corte suprema sul caso di Cavatassi. Siamo fiduciosi in un esito diverso. A Denis e ai suoi cari va in questo momento il nostro pensiero e tutta la nostra umana solidarietà".

martedì 6 febbraio 2018

Denis Cavatassi, l'italiano condannato a morte in Thailandia che lotta per la sua innocenza

La Repubblica
È sotto processo per l'omicidio del suo socio: si è sempre proclamato innocente. La condanna. Le lettere. La famiglia. Ora la sua storia arriva in Senato
"Mi rendo conto solo ora che il destino possa riservare delle esperienze che vanno oltre ogni immaginazione. Prima di vivere tutto questo non avevo mai riflettuto a fondo sul concetto di giustizia e di punizione, o su come, spesso, si possa essere troppo facilmente giustizialisti di fronte a quello che potrebbe essere anche un errore giudiziario". 
C'è un italiano che è stato condannato alla pena di morte. Si chiama Denis Cavatassi, ha 50 anni, ed è rinchiuso nelle carceri tailandesi con l'accusa di essere il mandante dell'omicidio del suo socio, Luciano Butti, ucciso nel marzo del 2011 a Pukhet dove entrambi avevano un'attività di ristorazione. Questa è una delle lettere che in questi anni ha inviato in Italia, alla sua famiglia.

Cavatassi si è sempre detto innocente. Arrestato subito dopo l'omicidio fu rilasciato su cauzione. Poteva scappare. Non l'ha fatto. Ha aspettato il processo convinto di un'assoluzione. E invece è arrivata la condanna a morte. Ora è in corso l'appello. Romina, sua sorella, sta conducendo una battaglia perché venga riconosciuta l'innocenza di suo fratello. Accanto a lei c'è ora l'avvocato Alessandra Ballerini (la stessa delle famiglie di Giulio Regeni e Andy Rocchelli, tra le maggiori esperte in Italia di diritti umani), che la accompagnerà domani, martedì 6 febbraio, insieme con il fratello Adriano, Amnesty International, l'associazione 'Prigionieri del silenzio' e il senatore Luigi Manconi in Senato per raccontare a tutta l'Italia cosa è accaduto a Denis. E cosa sta accadendo.

"Le nostre speranze - spiega Romina a Repubblica - sono che venga assolto e dichiarato innocente, quale è. Speriamo e confidiamo nella serietà e professionalità della corte suprema, composta da tre giudici di esperienza. Speriamo che i giudici della corte suprema eseguano un esame attento della documentazione, dell'iter processuale e delle varie violazioni che ci sono state. Speriamo che gli si garantisca un processo equo che finora non c'è stato. Ci stiamo rivolgendo all'attenzione sociale e istituzionale perché vorremmo che il suo e il nostro inferno finisse, ma vorremmo anche che a tutti, colpevoli o innocenti che siano, venisse garantito un processo equo e un trattamento più umano.Quello che lui racconta è sconcertante e a tratti disumano".

Giuliano Foschini