Pagine

venerdì 21 marzo 2014

Usa, Texas. Il boia lavora con forniture segrete veleni per iniezione letale

Blitz Quotidiano
USA, Austin - Il boia in Texas continuerà a lavorare: a dieci giorni dall’esaurimento delle scorte, lo stato della stella solitaria si è procurato un nuovo rifornimento di veleni per l’iniezione letale dei condannati a morte. In testa al resto degli Stati Uniti per numero di esecuzioni, il Texas ha deciso di mantenere segreto il fornitore delle sostanze che fanno perdere conoscenza, poi paralizzano il respiro e infine fermano il cuore dei condannati.


“In passato ci sono state minacce gravi. E’ un dato che non può essere pubblicizzato per proteggere la sicurezza di chi ci da’ i farmaci”, hanno detto funzionari del Texas Department of Criminal Justice.

La decisione di non rivelare la fonte dei farmaci killer mette il Texas in rotta di collisione con recenti prese di posizione del ministero della Giustizia statale secondo cui le informazioni sulle sostanze usate nelle iniezioni letali devono essere di dominio pubblico.

La controversia coincide con una serie di decisioni di aziende farmaceutiche, molte delle quali hanno sede in Europa, di smettere di vendere agli stati americani che hanno la pena di morte nei loro ordinamenti sostanze come il pentobarbital e altri farmaci usati nelle esecuzioni. L’annuncio del Texas arriva sulla scia della decisione dell’Oklahoma che ieri ha sospeso l’iniezione letale di due condannati dopo aver esaurito la scorta di veleni.

La scarsità di farmaci ha indotto altri stati a rivedere i loro protocolli della morte e ad acquistare sostanze killer da fonti alternative. Uno di risultati si e’ visto in Ohio in gennaio: il detenuto Dennis McGuire, avvelenato con una combinazione di idromorfone (un antidolorifico) e midazolan (un sedativo) ha impiegato 26 minuti a morire e la sua famiglia ha successivamente fatto causa allo stato invocando il divieto costituzionale di metodi di punizione inumani e crudeli.

In Texas il primo a sperimentare sulla sua pelle la nuova partita di farmaci sarà Tommy Sells, un assassino la cui esecuzione e’ in programma il 3 aprile. “Cercheremo di fermarla invocando le incertezze sulla fonte delle sostanze letali”, ha dichiarato Alan Futrell, il suo avvocato.

Siria: timori per sorte volontaria Mezzaluna rossa arrestata da membri servizi sicurezza

Tm News
Non si hanno più notizie di una volontaria della Mezzaluna rossa siriana arrestata dal regime di Assad. Amnesty International ricorda che Maryam Haïd era stata arrestata il 13 gennaio da membri delle Forze di sicurezza siriane e poi detenuta nei locali di quella unità a Damasco. Da allora non è filtrata più alcuna notizia sulla sua sorte.
L'arresto della donna potrebbe essere legato al fatto che il cugino, con il quale abitava a Damasco, e altri membri della sue famiglia, militavano nell'opposizione. L'ultima volta che Haid è stata vista dalla sua famiglia è il 5 marzo, quando è apparsa su una rete televisiva filogovernativa presentata come una "terrorista". Decine di migliaia di persone sono detenute nelle prigioni governative siriane, spesso sottoposte a maltrattamenti e torture. Di molti detenuti non si hanno più notizie.

Stati Uniti: eseguita condanna a morte per ex rapper afroamericano di 33 anni

Asca
Terza esecuzione dell'anno in Texas, l'undicesima in tutti gli Stati Uniti dall'inizio del 2014. Dopo 14 anni passati nel braccio della morte, il 33enne Ray Jasper, ex cantante rap condannato per l'uccisione del proprietario di uno studio di registrazione, è stato giustiziato nel carcere di Huntsville. 

Il rapper afroamericano aveva 19 anni quando insieme a due complici organizzò una rapina nel novembre del 1998 a uno studio di registrazione presso il quale lavorava, nel corso della quale il proprietario della sala, David Alejandro, era stato accoltellato a morte. Jasper aveva ammesso di aver ucciso l'uomo per evitare che lo riconoscesse.

Diritti Umani. Parrucchiere arrestato in Arabia Saudita per aver tagliato i capelli ad una donna.

MNews.it
Abbiamo sempre cercato di evitare di commentare notizie che riguardano le tradizioni e i costumi degli altri paesi quando gli stessi non coinvolgono violazioni dei diritti umani ma una notizia che proviene dall’Arabia Saudita non può non farci interrogare su ciò che accade negli altri stati evidenziando la necessità di interventi da parte delle autorità internazionali per una più ampia tutela e riconoscimento dei diritti fondamentali dell’uomo. 

A dichiararlo Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, dopo aver appreso della notizia apparsa sul sito saudito Sabq, del parrucchiere (uomo) arrestato dalla locale polizia religiosa per il taglio di capelli di una donna. 

Membri della Commissione per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio avrebbero fatto irruzione sul posto di lavoro di parrucchiere nella città di Jeddah dopo aver ricevuto una denuncia. Il barbiere è stato scoperto in “flagrante” mentre si accingeva a tagliare i capelli di una donna che non aveva più di 20 anni, con la porta del negozio chiuso. Non resta che da interrogarci sul fatto: è possibile che un gesto simile, che fa parte della quotidianità di quasi tutti i paesi, possa portare alla privazione, anche temporanea della libertà di una persona?

Italia - Firma protocollo d'intesa "La carta dei figli dei genitori detenuti"

Il 21 marzo alle ore 16,00 a Roma nella Sala Levatino del Ministero della Giustizia sarà firmato dal Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, l'Autorità Garante dell'Infanzia e dell'Adolescenza, Vincenzo Spadafora, e la Presidente dell'Associazione Bambinisenzasbarre ONLUS, Lia Sacerdote, il Protocollo d'Intesa "La carta dei figli dei genitori detenuti".

Alla Conferenza Stampa parteciperà anche il senatore Luigi Manconi, Presidente della Commissione Straordinaria per la tutela e la protezione dei diritti umani del Senato.



Ministero della Giustizia

Comunicato Stampa 
Roma, 20 marzo 2014

CARCERI: FIRMA PROTOCOLLO PER TUTELA RAPPORTO
FIGLI-GENITORE DETENUTO 
Domani, 21 marzo, alle ore 16, presso la Sala Livatino di Via Arenula, Il Ministro della giustizia Andrea Orlando, il Garante per l’infanzia e l’adolescenza Vincenzo Spadafora e la Presidente dell’Associazione Bambinisenzasbarre Onlus Lia Sacerdote firmano La Carta dei figli dei genitori detenuti. Parteciperà il senatore Luigi Manconi, Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e promozione dei diritti umani.

Per la prima volta in Europa ed in Italia viene firmato un Protocollo d'Intesa tra il Ministero della Giustizia, l'Autorità Garante dell'Infanzia e dell'Adolescenza e l'Associazione Bambinisenzasbarre ONLUS, a tutela dei diritti dei 100.000 bambini e adolescenti che ogni giorno entrano nelle carceri italiane. La Carta dei figli dei genitori detenuti riconosce formalmente il diritto di questi minorenni alla continuità del proprio legame affettivo con il genitore detenuto e, al contempo, ribadisce il diritto alla genitorialità.

giovedì 20 marzo 2014

Tunisia: concessa libertà condizionale a 1.852 detenuti, in occasione giorno indipendenza

Nova
Il portavoce ufficiale della direzione generale dei servizi penitenziari tunisini, Ridha Zaghdoud, ha indicato che il ministro della Giustizia, Hafedh Ben Salah, ha concesso la libertà condizionale a 1.852 prigionieri in occasione del giorno dell'indipendenza che si festeggia oggi, 20 marzo.

USA: cella surriscaldata, muore senzatetto detenuto con problemi mentali

La Presse
Un senzatetto con problemi mentali è morto il mese scorso in una cella del carcere di Rikers Island a New York "praticamente come cotto al forno" nella stanza, che si è surriscaldata superando i 40 gradi. 

È quanto riferiscono ad Associated Press quattro funzionari di New York, spiegando che pare che l'uomo non abbia aperto la piccola finestra di areazione e, in violazione del protocollo vigente per il dipartimento delle carceri, il detenuto non è stato controllato per ore. La vittima si chiamava Jerome Murdough e aveva 56 anni. Assumeva farmaci antipsicotici e antiepilettici. Nella prigione di Rikers Island si trovava in un'unità sotto osservazione per detenuti con problemi mentali, dopo essere stato incriminato per sconfinamento.