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martedì 23 agosto 2016

Linciaggi, in forte aumento in America latina. In Guatemala 40 ogni anno.

L43 Blog
In America latina aumentano i casi di linciaggio non sono cosa nuova, ma son senz'altro in crescita, specie in Messico - cinquantasei casi nel 2015 - e nel Venezuela travolto dalla crisi. Ove, detto per inciso, si sono registrate ben trentasette morti, tra gennaio e aprile 2016. In ogni caso sono il Guatemala (quaranta morti l'anno, in media) e la Bolivia - forte di trenta linciaggi annuali - le Nazioni in cui la piaga è più radicata: nello Stato centramericano l'usanza avrebbe messo radici durante Guerra civile, che ha insanguinato quel Paese tra il 1960 e il 1996.

Secondo gli esperti, le cause dei linchamiento sono simili, nelle diverse Nazioni dell'Area: scarsa fiducia nelle forze dell'ordine, e nella magistratura, l'inefficienza, la corruzione e la debolezza del potere pubblico in certe zone. Raúl Rodríguez Guillén, docente presso l'Universidad autónoma metropolitana (Uam) di Città del Messico, fa riferimento anche all'esasperazione della società innanzi all'impennata della criminalità; aggiunge che però il farsi giustizia da soli finisce per erodere l'Autorità, e ciò a lungo termine è ben più grave rispetto all'aumento della delinquenza. Roberto Briceño León dell'Observatorio venezolano de violencia (Ovv) riferisce che i due terzi della popolazione locale giustificano i linciaggi, e che la pratica - che «ha un effetto catartico nella società» - ha l'aggravante di colpire a volte degli innocenti, basandosi spesso in rumors e malintesi.

domenica 7 febbraio 2016

Anziani e Africa: appello contro il linciaggio degli anziani accusati di stregoneria in Malawi

www.vivaglianziani.it
Dopo il tragico omicidio per linciaggio di quattro anziani, accusati di stregoneria avvenuto in Malawi nei giorni scorsi, la Comunità di Sant’Egidio ha rivolto un accorato appello alle autorità e a tutti i malawani per la condanna di questa pratica disumana e chiedendo a tutti il massimo impegno per la difesa degli anziani.




domenica 6 dicembre 2015

Giovani per la Pace - Sant'Egidio - Benìn - In difesa della vita: campagna contro i linciaggi

www.santegidio.org
Iniziative nelle scuole per diffondere una cultura della vita e contrastare una pericolosa forma di pena di morte che invade la società
Tra le iniziative del 30 novembre «Città per la vita» la Comunità di Sant’Egidio in Bénin ha lanciato una campagna contro i linciaggi. L’iniziativa è rivolta in particolare ai giovani, studenti dei collegi e dei licei in diverse città del paese.

Iniziata ufficialmente il 30 novembre 2015, ha radunato 1300 giovani nel Collegio San Paolo ed altri 700 al Corso di sostegno scolastico (CED) presso la parrocchia Sacro Cuore nel quartiere di Akpakpa.

I Giovani per la Pace hanno lanciato un appello contro questa forma velata di pena di morte ed hanno sottolineato la grande ingiustizia di una vendetta popolare che colpisce soprattutto i più poveri. Hanno quindi invitato gli studenti ad aderire firmando un appello contro ogni forma di violenza.

La campagna continuerà tutta la settimana in numerosi licei nelle città più importanti del Bénin.

sabato 29 agosto 2015

Linciaggi in Togo, campagna di mobilitazione popolare "io non ci sto" promossa dalla Comunità di Sant'Egidio

www.santegidio.org
Questa estate a Lomé sono stati registrati tre gravissimi episodi solo nel quartiere di Agoé: giovani bruciati vivi perché sospettati di furto. La risposta di Sant'Egidio, una grande mobilitazione popolare
Una reazione terribile, quasi una “moda” disumana, che toglie la vita invece di darla. Così sono diventati i linciaggi in Togo. Questa estate a Lomé, la capitale, tra luglio e agosto sono stati registrati tre gravissimi episodi solo nel quartiere di Agoé: giovani bruciati vivi perché sospettati di furto.

La Comunità di Sant’Egidio, che da anni è amica dei bambini di strada della zona, ha deciso di dire basta avviando la campagna “Io non ci sto”. Il fenomeno purtroppo è in preoccupante aumento perché accettato e valorizzato, come un mezzo di dissuasione, soprattutto dai giovani per i quali è quasi diventata una reazione normale, alimentata da messaggi sms con cui si segnalano la localizzazione dei furti e ci si impegna a bruciare i responsabili.
Ma se le “mode”, anche le più terribili, diventano facilmente abitudine, la Comunità è convinta che si possa avviare una tradizione contraria, quella del rispetto della legge e della vita umana, un valore troppo poco garantito nelle periferie delle grandi città africane.

Il 15 agosto si è tenuta quindi una conferenza nel quartiere di Agoé, che ha riunito più di 150 persone. Alla Tavola rotonda hanno partecipato i capi tradizionali del quartiere, i rappresentanti della Chiesa cattolica, l’Imam della moschea centrale di Lomé e quello della moschea universitaria, due rappresentanti della Commissione per i diritti umani, due magistrati e un ufficiale della Gendarmeria. I relatori hanno ringraziato la Comunità per avere avuto il coraggio di affrontare un argomento di cui normalmente nessuno osa parlare. Tutti si sono impegnati a parlare con i loro giovani e con la popolazione, chiedendo l’aiuto e la presenza della Comunità per questa opera di sensibilizzazione.

Molto commovente è stata la testimonianza di una donna che ha raccontato l’atrocità del linciaggio di un giovane, Sadate, bruciato vivo. E’ intervenuta anche la madre di un ragazzo di 16 anni che il giorno prima era stato vittima di un tentativo di linciaggio e che solo l’intervento di alcuni giovani della Comunità ha potuto sottrarre al linciaggio.

La Comunità ha quindi proposto un appello contro la vendetta popolare che è stato firmato da tutti i presenti e che vuol essere uno strumento di trasmissione della cultura della vita in tutta la città di Lomé. La tavola rotonda, che è stata seguita dai principali media nazionali, si è conclusa con una preghiera e una marcia silenziosa in memoria delle vittime dei linciaggi.