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venerdì 21 febbraio 2020

Tennessee - Pena di morte - Messo a morte con la sedia elettrica Nicholas Sutton di 58 anni. Quarta esecuzione in USA del 2020

Fanpage
Nicholas Sutton di 58 anni, è stato messo a morte nel Tennessee nonostante i suoi legali avessero chiesto una sospensione dell’esecuzione.

I suoi legali avevano chiesto una sospensione per buona condotta: aveva salvato una guardia – Per il detenuto, nel tentativo di salvarlo dalla sedia elettrica, era stata presentata anche una richiesta di grazia al governatore repubblicano del Tennessee, Bill Lee. Richiesta di grazia, supportata da membri dell'amministrazione carceraria, in cui veniva sottolineato che Sutton era intervenuto in diverse occasioni per proteggere i dipendenti delle carceri e i compagni di cella, in particolare "salvando" una guardia durante una rivolta nel 1985.

È la quarta esecuzione negli Stati Uniti dall’inizio dell’anno – Quella di Nicholas Sutton registrata ieri sera rappresenta la quarta esecuzione negli Usa dall'inizio dell'anno ed è la quinta nel Tennessee dal novembre del 2018. Il cinquantottenne ha scelto la sedia elettrica anziché l'iniezione letale.

venerdì 7 dicembre 2018

Usa -Tennessee - Pena di morte - Torna in funzione la sedia elettrica per uccidere David Earl Miller, 61 anni, dopo 36 anni passati nel braccio della morte

ANSA-AP
Nashville - Un detenuto del Tennessee è stato messo a morte sulla sedia elettrica, ed è il secondo in due mesi dopo quasi 20 anni di esecuzioni con iniezione letale.



David Earl Miller, 61 anni, è stato dichiarato morto alle 19.25 ora locale nella prigione di massima sicurezza di Nashville. Era accusato di avere ucciso una ragazza di 23 anni, Lee Standifer, nel 1981 a Knoxville e per questo è rimasto 36 anni nel braccio della morte, più di ogni altro detenuto nello Stato.

Alle 19.12 Miller è stato legato alla sedia, poi agenti del Dipartimento correzionale del Tennessee hanno sollevato una tendina che copriva la finestra oltre il quale si trovavano i testimoni. 

L'imputato ha guardato davanti a sè con gli occhi smarriti e il viso privo di espressione. Quando gli è stato chiesto di pronunciare qualche parola ha detto qualcosa ma le sue parole erano inintelligibili. E' stato letto un messaggio scritto da una donna dell'Ohio, in cui era scritto che "era ora" che l'accusato pagasse per il suo delitto.

Nessun familiare, nè del detenuto nè della vittima, erano presenti all'esecuzione. Lee era una disabile mentale con cui Miller aveva avviato una relazione. Il corpo di lei fu trovato esanime nel giardino di lui, con segni di percosse e coltellate.

Nella richiesta di grazia, respinta, si evidenziava come lo stesso condannato avesse subito abusi da parte della madre e del suo compagno. In Tennessee, i detenuti che hanno commesso crimini prima del 1999 possono scegliere se essere uccisi con la sedia elettrica o l'iniezione letale e molti hanno preferito evitare l'agonia provocata dal midazolam. 

Il costruttore della sedia elettrica del Tennessee avevano messo in guardia contro un possibile malfunzionamento della macchina, ma in entrambe le esecuzioni tutto sembra avvenuto senza imprevisti.

martedì 21 luglio 2015

It’s time for Tennessee to reconsider the death penalty

The Tennessean
In light of issues across the nation concerning police brutality, overcriminalization, mass incarceration and more, it is time to directly face the issue of the death penalty.
The death penalty system in the United States as a whole, and Tennessee in particular, is broken. In examining the way that this system functions, four major issues arise.

First, the death penalty is unfairly applied.

A defendant who is convicted of murdering a white person is three times more likely to receive the death penalty than if the victim is black — and African-Americans make up half of all homicide victims.

Additionally, 40 percent of Tennessee’s death row comes from Shelby County, while half of the counties in Tennessee have never sent anyone to death row. Where you live should not be relevant in matters of justice.

A 2010 report by the Equal Justice Initiative (EJI) titled “Illegal Racial Discrimination in Jury Selection: A Continuing Legacy” also uncovered shocking evidence of discrimination in every state regarding jury selection.

EJI discovered counties where nearly 80 percent of black residents who qualified for jury service were excluded and majority-black counties where defendants were tried by all-white juries.

Second, there are practical concerns about state resources.

We need money in our community for infrastructure, education, police and emergency services, public transportation and many other things.

According to The Death Penalty Information Center, the average cost of a death penalty case is $1.26 million, compared to $740,000 for a life-without-parole case.

Additionally, it costs $1 million more per year to keep people on death row in Tennessee than it would to put them with the general prison population for life sentences.

Put simply, the death penalty is not the best use of the public’s money.

Third, the death penalty risks the execution of the innocent.

Since 1973, 154 people have been released from death rows when evidence of their innocence emerged, including three in Tennessee.

In April, Anthony Ray Hinton was released from Alabama’s death row after serving 30 years for a crime the evidence shows he didn’t commit. Executing an innocent person is an unacceptable risk.

Further, when death is the alternative, sometimes innocent people will accept a plea bargain and falsely admit to taking a life in order to save their own. In fact, according to the Innocence Project, more than one out of four people exonerated by DNA evidence made a false confession or incriminating statement at some point.

And finally, we could be doing more for victims’ families.

Increasingly, victims’ family members are speaking out in favor of life without parole because it provides more legal finality and doesn’t drag them through a decades-long process that may not even result in an execution.

The defendant begins serving the sentence immediately, while valuable resources are freed up to provide more services and support for these hurting families.

In the end, the death penalty system takes up too much of our valuable time and resources while we’re trying to work through all the other problems our criminal justice system is facing.

We want to see real criminal justice reform for our nation and for Tennessee.

Let’s begin by having a real conversation about the death penalty.

The Rev. Dr. Judy Cummings is the senior pastor at New Covenant Christian Church in Nashville and the president of the Interdenominational Ministers Fellowship (IMF). Rep. Harold M. Love Jr., D-Nashville, represents the people of District 58 and is the president-elect of the IMF.

mercoledì 15 aprile 2015

Tennessee esecuzione sospese. Si attende decisione Corte Suprema su costituzionalità sedia elettrica

Rai News
Esecuzioni sospese: il Tennessee segue l'esempio di Oklahoma, Florida, Alabama, Ohio e Georgia e decide di attendere la decisione della Corte Suprema locale sulla costituzionalità della sedia elettrica e dell'iniezione letale come metodo per “giustiziare” i condannati. 

Iniezione letale in crisi 
Il sistema dell'iniezione letale - il più usato nei 32 su 50 Stati dove la pena capitale ancora applicata - è in crisi negli Usa. Il problema è legato alla mancanza di una delle tre sostanze che formano il cocktail letale. Da molti mesi ormai manca il triopental sodico noto come Penthothal, il barbiturico impiegato per sedare i condannati prima che vengano iniettate le sostanze letali (pancuronio e cloruro di potassio) che fermano il cuore. 

Polemiche sui farmaci 
Nel 2014 si registrarono tre casi in cui, per far fronte alla mancanza di Penthotal, si ricorse ad un altro sedativo, il Midazolan, che però non funzionò: i tre condannati morirono tra atroci e lunghe sofferenze. Negli Usa solo una società, la Hospira, produceva il Pentothal ma ha smesso dopo la campagna globale contro la pena di morte. Il Pentothal viene ancora prodotto in Gran Bretagna ed India ma solo alcuni Stati, come California, Arizona e Nebraska, riescono ancora a procurarselo. Londra ha però deciso recentemente di bloccare i rifornimenti. Di fronte alle difficoltà di reperimento del farmaco, c’è anche chi ha preso decisioni diverse: nello Utah si è deciso di tornare al plotone di esecuzione. - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Polemiche-sulla-pena-di-morte-il-Tennessee-sospende-le-esecuzioni-73670420-d899-47bf-a7c1-d61ecf7f58b1.html

venerdì 23 maggio 2014

USA: problemi con farmaci iniezione letale, il Tennessee reintroduce sedia elettrica

La Presse
Il Tennessee risponde alla scarsità di farmaci per le iniezioni letali delle condanne a morte tornando alla sedia elettrica. Il governatore repubblicano Bill Haslam ha firmato un provvedimento che permette questo tipo di esecuzione, in caso le carceri non riescano a procurarsi i farmaci necessari al cocktail per l'iniezione con cui uccidere i detenuti.
I farmaci sono sempre più difficili da reperire, a causa del boicottaggio europeo alla loro vendita quando lo scopo è uccidere persone. La legge a favore della sedia elettrica era stata passata ad aprile con larga maggioranza, con 23 voti favorevoli contro tre al Senato e 68 contro 13 alla Camera.

Il Tennessee è il primo Stato Usa a reintrodurre questo metodo senza dare una scelta su come morire ai condannati, spiega Richard Dieter, direttore dell'organizzazione no profit Centro di informazione sulla pena di morte, perché "altri Stati permettono ai detenuti di scegliere: nessuno Stato si era spinto così oltre". Dieter si aspetta che i ricorsi e le cause aumenteranno se si deciderà di usare la sedia elettrica, sia per motivi legati alle prove che i farmaci siano indisponibili, sia per le protezioni previste dalla Costituzioni contro le pene cruente.

La decisione segue l'esecuzione con iniezione letale dello scorso mese in Oklahoma, dove il 38enne Clayton Lockett ha sofferto oltre 40 minuti di agonia. L'esecuzione è stata interrotta e l'uomo è morto per un presunto attacco di cuore dieci minuti dopo. Il Tennessee ha 74 prigionieri nel braccio della morte e la più recente esecuzione risale al 2010. Il prossimo a dover essere ucciso è Billy Ray Irick, condannato per l'omicidio di una bambina di 7 anni nel 1985. L'esecuzione è programmata per l'8 ottobre.