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domenica 31 gennaio 2016

Liberia, tre condannati a morte per un omicidio rituale

liberianobserver.com
Liberia: Tre condannati all'impiccagione per omicidio. Il Tribunale del secondo circuito giudiziario della contea di Grand Bassa, in Liberia, ha condannato tre persone all’impiccagione in relazione all’omicidio di Nimely Tarr, commesso ad agosto 2014 per "scopo rituale". 

Secondo il tribunale, Samuel Targbehn, Emmanuel Juludoe e James Reeves avrebbero asportato parti del corpo della vittima, compresi organi interni. I tre sono residenti nella città di Paytoe, nel primo distretto della contea di Grand Bassa. Erano stati incriminati per il reato di omicidio.

Per 200 dollari si erano venduti parti del corpo dell'ucciso. Gli imputati avrebbero ricevuto 200 dollari da una persona non identificata in cambio delle parti umane. Secondo l'accusa, il 9 agosto 2014, Nimely Tarr lasciò la sua residenza di Woe Town per Paytoe Town, dove incontrò i tre uomini, che lo attirarono in una vicina fattoria di canna da zucchero e lo uccisero a sangue freddo. La sentenza dice che gli imputati hanno ammesso di aver ricevuto 200 dollari in cambio di parti umane da usare in un rito e che saranno impiccati nel cimitero di Upper Buchanan tra le 6 di mattina e le 18 di un giorno ancora non precisato, ma imminente. Lo Stato era rappresentato da Samuel K. Jacob, mentre gli imputati erano difesi da Paul P. Jarvan, che ha già annunciato di voler presentare appello alla Corte Suprema.

mercoledì 28 gennaio 2015

Liberia ebola: migliaia di orfani, la presidente chiede aiuto

MISNA
Solo in Liberia i bambini rimasti orfani a causa dell’epidemia di ebola sono 3000: lo ha detto la presidente Ellen Johnson-Sirleaf, sottolineando la necessità di un impegno di assistenza sociale che vada al di là dell’emergenza sanitaria.
Ebola ha reso orfani 3000 bambini, che ora hanno bisogno di sostegno” ha affermato il capo dello Stato, evidenziando d’altra parte i progressi delle ultime settimane nella lotta contro il virus. Secondo Sirleaf, non si registrano nuovi contagi in 13 dei 15 distretti della Liberia ed è possibile che non vi siano più casi già entro fine febbraio.

Nell’ultimo anno in Africa occidentale l’epidemia di ebola ha causato oltre 9000 vittime, perlopiù in Liberia, Sierra Leone e Guinea.

martedì 23 settembre 2014

Africa - Costa d'Avorio - Rifugiati ivoriani che vogliono rientrare bloccati in Liberia a causa dell’Ebola

AP
Abidjan - Bloccato per diversi mesi, il rimpatrio volontario dei rifugiati ivoriani in Liberia sarebbe dovuto riprendere nel mese di luglio. 

L'epidemia di Ebola nel Paese limitrofo ha invece indotto le autorità ivoriane a chiudere i confini per prevenire la diffusione del virus, sospendendo il rientro dei profughi fino a nuove disposizioni. 

Secondo l'Agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR), a partire dall'inizio del mese di gennaio 2014, 12 mila rifugiati sono tornati in Costa d’Avorio e 38.600 sono in attesa che il governo del Paese riapra le frontiere per permettere loro di tornare a casa. 

L’11 luglio circa 392 rifugiati ivoriani in Liberia, arrivati durante la crisi post-elettorale nel 2010-2011, sono stati respinti alla frontiera dalle autorità ivoriane mentre si preparavano a tornare a casa. Il Governo è stato costretto a chiudere le frontiere per motivi di sicurezza impegnandosi nell’organizzazione di misure di prevenzione e informazione sul virus. Le frontiere verranno riaperte appena la situazione sarà sotto controllo, hanno dichiarato i responsabili dell’ UNHCR. Il ministro della Sanità della Costa d'Avorio ha rivelato che circa 100 liberiani sono stati mandati a casa dopo aver cercato di entrare illegalmente nel Paese. Dal 14 settembre in Liberia sono stati segnalati 2.710 casi del virus e 1.459 decessi. La metà nelle ultime tre settimane.

lunedì 4 agosto 2014

Ebola: Ghana, restrizioni a movimenti rifugiati da Liberia

AGI
Accra - Nell'intento di arginare il piu' possibile l'epidemia di Ebola scoppiata nell'Africa occidentale, le autorita' del Ghana hanno deciso d'imporre restrizioni temporanee ai movimenti dei rifugiati dalla Liberia, uno dei tre Paesi piu' colpiti dal morbo insieme a Guinea e Sierta Leone, che tuttora risiedono sul loro territorio: lo ha annunciato l'apposita commissione inter-ministeriale ghanese incaricata di mettere a punto misure di prevenzione. 


L'obiettivo consiste nell'evitare contatti diretti tra i lavoratori periodici liberiani e i connazionali che, anche due decenni dopo la fine della guerra civile in patria, continuano a vivere nel campo profughi di Buduburam, 44 chilometri a ovest di Accra. Tra gli altri provvedimenti, l'inasprimento dei controlli all'aeroporto internazionale di Kotoka, alle porte della capitale, e il rafforzamento della presenza di unita' dell'Esercito lungo la frontiera, onde impedire l'ingresso di immigrati clandestini potenzialmente portatori del letale virus.