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sabato 13 marzo 2021

Guerre dimenticate - Yemen si riaccende il conflitto dopo che la presidenza Biden ha cambiato gli equilibri nella zona

Osservatorio Globalizzazione
Nelle ultime settimane nello Yemen abbiamo assistito ad una forte offensiva delle forze ribelli Houthi. Le forze antigovernative stanno marciando senza sosta verso il governatorato di Marib, provincia ricca di gas e petrolio con l’obiettivo di soggiogare l’intero territorio e poter occupare l’omonima capitale. 

Secondo quanto dichiarato da Arab News le forze houthi che hanno circondato la capitale sono ormai a circa 10 km dalla periferia della capitale Marib.

L’esito dei primi scontri a fuoco tra i ribelli e le forze governative dell’Irg (internationally-recognized government) sta arridendo alle forze di Ansar Allah, le quali dopo aver posto in stato di assedio la prigione di Marib si sono assicurati la liberazione dei ribelli incarcerati. 

Come riporta il centro studi Jamestown la provincia del Marib è considerata strategica per gli interessi di tutte le forze in gioco in terra yemenita. L’eventuale occupazione di Marib sarebbe un duro colpo per il Presidente Abdrabbuh Mansur Hadi alfiere delle mire egemoniche ed imperialiste dell’Arabia Saudita, nonché unico interlocutore ufficiale per la comunità internazionale.

Nonostante le pesanti diffamazioni di Hadi sugli houthi accusati di terrorismo e codardia, gli eventi recenti ci mostrano come la presa di Marib possa causare nel futuro prossimo uno stravolgimento degli equilibri e dei ruoli nel piccolo paese della penisola arabica. E anche oltreoceano dopo l’insediamento dell’amministrazione Biden sia l’Irg che l’Arabia Saudita godono di scarso consenso. Le posizioni bellicose di Riyad, nei confronti degli houthi per voce del ministro degli esteri saudita da lui definiti disprezzanti per i luoghi di culto e i soli responsabili dello spargimento di sangue in Yemen, non trova supporto a Washington. La politica Usa in Medio Oriente con Biden è cambiata.


Nicola Francavilla

martedì 29 settembre 2020

Segnali positivi nella guerra in Yemen - Scambio di 1081 prigionieri tra il governo yemenita a guida saudita e gli Houthi

Blog Diritti Umani - Human Rights

Il governo yemenita, sostenuto da una coalizione militare a guida saudita, e il movimento Houthi hanno firmato un accordo per scambiare circa 15.000 detenuti.


Le due parti ora libereranno 1.081 detenuti e prigionieri, ha detto Griffiths in un briefing congiunto con il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) dopo gli inceri che si sono protratti per 10 giorni del comitato per lo scambio di prigionieri tenutasi nel villaggio svizzero di Glion presso il Lago di Ginevra.

Fonti Houthi hanno affermato che i ribelli avrebbero rilasciato 400 persone, tra cui 15 sauditi e quattro sudanesi, mentre la coalizione avrebbe liberato 681 combattenti Houthi nel più grande scambio dai colloqui di pace a Stoccolma nel dicembre 2018

Fonte: Aljazeera.com - Yemen gov’t, Houthis agree to exchange over 1,000 prisoners

ES

giovedì 3 ottobre 2019

Yemen. I ribelli Houthi liberano 290 detenuti. Primo passo dell'accordo di pace di Stoccolma per rilasciare 7.000 detenuti

asianews.it
La decisione rientra nelle iniziative di pace promosse dall'Onu nel quadro dell'accordo di Stoccolma. Fra questi vi sarebbero anche 42 sopravvissuti a un raid aereo della coalizione filo-saudita contro una prigione a Dhamar. Le due parti si sono impegnate a rilasciare circa 7mila detenuti.
 

I ribelli Houthi in Yemen hanno deciso di rilasciare, in modo unilaterale, almeno 290 detenuti. È quanto annunciano gli operatori del Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr), secondo i quali la decisione nasce all'interno delle iniziative di pace promosse dalle Nazioni Unite per un Paese da oltre quattro anni in guerra. Fra questi vi sarebbero anche 42 sopravvissuti a un raid aereo contro una prigione a Dhamar, nella parte occidentale del paese, il mese scorso, in cui sono morte oltre 100 persone. A sferrare l'attacco sarebbe stata la coalizione araba a guida saudita, che sostiene il governo dello Yemen riconosciuto a livello internazionale.

L'inviato speciale Onu auspica che il passo compiuto dai ribelli filo-iraniani possa fungere da viatico al rilascio di altri prigionieri su entrambi i fronti. Difatti la liberazione di prigionieri rientra nel processo di pace promosso dalle Nazioni Unite per mettere fine al conflitto. L'accordo - raggiunto in Svezia a dicembre con la mediazione Onu - ritiene prioritario lo scambio di prigionieri tra gli Houthi, che controllano Sana'a e gran parte dello Yemen occidentale, e il governo yemenita sostenuto sul piano militare da una coalizione formata nel marzo 2015 dall'Arabia Saudita.

martedì 24 marzo 2015

Yemen: Houthi aumentano attacchi contro giornalisti

Arab Press
I militanti sciiti Houthi in Yemen stanno aumentando sempre più gli attacchi contro i giornalisti nel Paese. Lo ha riferito un rapporto della Human Rights Watch.
“C’è stato un aumento di arresti arbitrari e violenze contro i giornalisti e gli operatori dei media in Yemen da parte dei ribelli Houthi”, si legge nel comunicato.

Pare che gli Houthi abbiano fatto irruzione negli uffici di almeno tre agenzie stampa a Sanaa da gennaio e sono state raccolte testimonianze di giornalisti che hanno dichiarato di essere stati torturati durante la detenzione della milizia.

“La situazione precaria e instabile in tutto lo Yemen ha messo i media del paese in particolare il pericolo” ha detto Joe Stork, vice direttore di Human Rights Watch in Medio Oriente e Nord Africa.