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sabato 22 luglio 2017

Zambia. Il leader opposizione Hichilema detenuto in condizioni "disumane"

Nova
A cento giorni dal suo arresto con l'accusa di tradimento, il leader dell'opposizione in Zambia, Hakainde Hichilema, ha pubblicato un post sulla sua pagina Facebook nel quale denuncia le condizioni "disumane" in cui versano i detenuti. 


Hakainde Hichilema
"A prescindere dai reati commessi, i detenuti devono essere trattati in maniera umana e in conformità con le convenzioni locali e internazionali per quanto riguarda il trattamento delle persone e il rispetto dei diritti umani. La situazione è ancora peggiore per coloro che stanno ancora cercando di capire quale crimine abbiano commesso ma che sono già stati puniti vivendo in queste condizioni inumane", ha scritto Hichilema.

Il leader dell'opposizione zambiana è stato arrestato nel mese di aprile dopo che il convoglio a bordo del quale viaggiava si era rifiutato di farsi da parte per lasciar passare quello con a bordo il presidente Edgar Lungu. 

Lo scorso 15 maggio Hichilema è stato prosciolto dal tribunale di Lusaka dall'accusa di ingiuria, ma deve ancora difendersi dall'incriminazione per tradimento. In precedenza è stata fatta cadere anche l'accusa di disobbedienza agli ordini delle autorità. 

Hichilema, alla guida del Partito unito per lo sviluppo del popolo (Upnd), era stato sconfitto dal presidente Lungu in una contestata elezione presidenziale che secondo l'opposizione sarebbe stata macchiata da brogli.

venerdì 28 aprile 2017

Africa/Zambia - I Vescovi criticano il brutale arresto di Hakainde Hichilema il principale leader dell’opposizione

Agenzia Fides
Lusaka - “Non si usi la polizia per regolamenti di conti politici”. È l’ammonimento lanciato dalla Conferenza Episcopale dello Zambia (Zambia Conference of Catholic Bishops -ZCCB) dopo il brutale arresto del leader dell’opposizione, Hakainde Hichilema, accusato di tradimento, perché avrebbe bloccato il corteo di auto del Presidente Edgar Lungu.


L’11 aprile la polizia ha arrestato Hichilema con un raid notturno sulla sua abitazione, sfondando la porta e tirando granate lacrimogene.
I Vescovi hanno biasimato la violenza sproporzionata e inutile con la quale è stato condotto l’arresto di Hichilema. “Non poteva esserci un modo più civile per convocarlo al commissariato per notificargli i capi d’accusa?” afferma la dichiarazione della ZCCB, firmata dal suo Presidente, Sua Ecc. Mons. Telesphore George Mpundu, Arcivescovo di Lusaka. 

Hichilema, leader dell’United Party for National Development (UPND) è stato sconfitto con un ristretto margine dal Presidente Lungu nelle elezioni presidenziali dell’11 agosto 2016 caratterizzate da tensioni prima e durante il loro svolgimento. 

I Vescovi in più occasioni avevano denunciato il clima di violenza politica diffuso nel Paese. Il brutale arresto del principale leader dell’’opposizione, secondo la dichiarazione di Mons. Mpundu, non fa altro che rinfocolare le tensioni tra i sostenitori del partito del Presidente Lungu e quelli dell’UPND. 

“Condanniamo la cattiva abitudine in base alla quale i partiti una volta assunto il potere usano subito i servizi di polizia per regolare i conti politici e per impedire ai loro rivali di organizzarsi per condurre la loro campagna politica, imponendo la propria visione al Paese”.
“È sempre la stessa storia da un’amministrazione all’altra e questa non fa eccezione” rimarca la dichiarazione che conclude criticando il sistema giudiziario per “lasciare che il Paese sprofondi non opponendosi alle manipolazioni politiche e alla corruzione”. (L.M.)