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sabato 29 agosto 2015

Tragedia immigrazione - ONU - Ban Ki-Moon: "è una crisi di solidarietà, non di numeri"

Rai News
La crisi dei rifugiati e dei migranti "sarà un'area prioritaria e di focus quando i leader del mondo si riuniranno alle Nazioni Unite a New York il mese prossimo", dice il segretario generale delle Nazioni Unite
Ban Ki-Moon
Di fronte alle tragedie dell'immigrazione nel Mediterraneo il Segretario Generale dell'Onu Ban Ki-Moon sta organizzando un incontro speciale il 30 settembre al Palazzo di Vetro. Lo ha annunciato lo stesso segretario generale attraverso un portavoce. 

"Il tema dell'immigrazione sarà alto nell'agenda dei capi di Stato e di governo che verranno a New York per l'Assemblea Generale", ha detto Ban. "E' una tragedia umana che richiede una risposta politica collettiva determinata: è una crisi di solidarietà, non di numeri". "Sono inorridito e straziato - ha detto ancora il segretario delle Nazioni Unite - per le recenti morti di rifugiati e migranti nel Mediterraneo e in Europa". 

Secondo il numero uno del Palazzo di Vetro, l'emergenza migranti è il sintomo "di problemi più profondi" come guerre senza fine, violazione dei diritti umani, tangibile fallimento dei governi, "che non lasciano alla gente altre scelta se non quella di fuggire".

Ban Ki Moon ha quindi rivolto un appello ai governi ad aumentare l'impegno per far fronte all'emergenza migranti in Europa. "Bisogna fare molto di più", ha sottolineato Ban.

domenica 26 aprile 2015

Intervista Ban Ki-moon: «In Libia sbagliato colpire i barconi: aiutiamo i profughi»

Il Secolo XIX
Roma - «Non esiste una soluzione militare alla tragedia umana che sta avvenendo nel Mediterraneo». È il primo messaggio che il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, manda all’Italia e all’Europa, che pensano di bombardare i barconi in partenza dalla Libia. Il secondo, in questa intervista alla vigilia della visita a Roma, che lo porterà domani dal premier Renzi e martedì da papa Francesco, è diretto invece ai Paesi che frenano sull’accoglienza: «Sono cruciali canali legali e regolari di immigrazione».


Al Consiglio europeo di giovedì sono state varate alcune misure per affrontare la crisi dei migranti, e l’Italia vorrebbe distruggere i barconi prima della partenza. L’Onu è pronta a dare l’autorizzazione legale per simili azioni?
«Sono a conoscenza di queste notizie, ma tale dibattito sottolinea come il Mediterraneo stia diventando rapidamente una mare di miseria per migliaia di migranti, e l’urgenza di affrontare la loro situazione disperata. Il focus principale delle Nazioni Unite è la sicurezza e la protezione dei diritti umani dei migranti e di coloro che chiedono asilo. È cruciale che la concentrazione di tutti sia su salvare le vite, inclusa l’area libica delle operazioni di ricerca e soccorso, che è quella da cui vengono la maggioranza delle richieste di aiuto. La sfida non riguarda solo il miglioramento dei soccorsi e dell’accesso alla protezione, ma anche assicurare il diritto all’asilo del crescente numero di persone che in tutto il mondo scappano dalla guerra e cercano rifugio. I loro viaggi sono carichi di rischi, inclusa la discriminazione, la violenza e lo sfruttamento, e hanno bisogno della nostra protezione nella loro ora di maggior necessità.
Non c’è una soluzione militare alla tragedia umana che sta avvenendo nel Mediterraneo. È cruciale un approccio complessivo che guardi alla radice delle cause, alla sicurezza e ai diritti umani dei migranti e dei rifugiati, così come avere canali legali e regolari di immigrazione. Le Nazioni Unite sono pronte a collaborare con i nostri partner europei a questo fine. Ho preso nota delle recenti discussioni su tali temi avvenute nell’Unione Europea. L’intero sistema dell’Onu è pronto a fornire assistenza
».

domenica 28 dicembre 2014

Moratoria: Ban Ki moon a Pakistan, stop esecuzioni

ONU Italia
New York – Il segretario generale dell’Onu Ban Ki moon ha rivolto un appello al Pakistan perche’ ritorni alla moratoria della pena di morte. L’invito a Islamabad perche’ fermi le esecuzioni e’ stato al centro di una conversazione di Ban con il premier pakistano Muhammad Nawaz Sharif in il capo delle Nazioni Unite cui ha espresso le sue condoglianze per l’attentato alla scuola militare di Peshawar che ha indotto il governo del Pakistan a fare marcia indietro sulla moratoria per i reati di terrorismo.
Pur riconoscendo le difficili circostanze, il Segretario generale ha sollecitato il governo del Pakistan a fermare le esecuzioni”, ha detto un portavoce dell’Onu. Ban ha dato il benvenuto all’assicurazione di Sharif che “tutte le norme legali saranno rispettate”.

Il Pakistan, che ha la pena nei morte nei codici e la applica con l’impiccagione, aveva adottato la moratoria nel 2008. L’aveva abbandonata all’indomani dell’attentato a Peshawar e subito dopo il voto all’Onu sulla risoluzione che invita gli Stati a fermare le esecuzioni in vista della loro totale abolizione.

giovedì 30 ottobre 2014

Reyhaneh: Ban e Onu contro la pena di morte

ONU Italia
New York – Senza commentare direttamente l’esecuzione di Reyhaneh, ma rispondendo a una domanda di un giornalista in proposito, il portavoce dell’Onu Stephane Dujarric ha ribadito che “il segretario Generale Ban Ki moon e le Nazioni Unite sono contro la pena di morte”.
E’ entrato invece direttamente in tema l’esperto Onu indipendente delle Nazioni Unite Ahmed Shaheed, Special Rapporteur sui diritti umani in Iraq, che si e’ detto “scioccato” per l’esecuzione della ragazza. Shaheed ha detto di aver sollevato più volte le sue preoccupazioni sul processo contro Reyhaneh con il governo iraniano “ma di non aver mai ricevuto risposte soddisfacenti”.

In Iran, diritto alla vita, sistema giudiziario, persecuzione religiosa e discriminazione contro le donne – ha aggiunto l’esperto Onu – sono fattori di particolare preoccupazione nonostante l’elezione alla presidenza del moderato Hassan Rohani.

“La mia maggiore preoccupazione sono i temi della vita”, ha indicato Shaheed, aggiungendo di aver osservato un “aumento” nelle esecuzioni negli ultimi 12-15 mesi: almeno 852 persone sono state messe a morte tra luglio 2013 e giugno 2014, una crescita “allarmante” di numeri che già erano alti negli anni precedenti, il piu’ alto tasso di esecuzioni per numero di abitanti del mondo. Shaheed ha parlato in Terza Commissione, dove a novembre sara’ messa ai voti in prima lettura la risoluzione per la moratoria della pena di morte, un fronte su cui si stanno impegnando particolarmente in questi giorni la diplomazia italiana con la Rappresentanza Permanente d’Italia all’Onu e organizzazioni non governative come la Comunita’ di Sant’Egidio, Nessuno Tocchi Caino e Amnesty Italia.

Continuano intanto in Iran le esecuzioni di minori – solo nel 2014 otto ragazzi sotto i 18 anni – mentre sono aumentati i tipi di reato passibili di pena capitale per includere adesso crimini economici e di natura politica. Anche per una mancanza di sostegno parlamentare – ha detto Shaheed – Rohani non e’ stato in grado di risolvere il problema e mantenere gli impegni in materia di rispetto dei diritti umani.
Alessandra Baldini

giovedì 3 luglio 2014

Pena di morte, l'appello di Ban Ki-Moon: «Non ha posto nel 21esimo secolo»

Il Messaggero
«La pena di morte non ha posto nel 21esimo secolo»: in un panel organizzato dall'Italia all'ONU per segnare l'inizio del semestre italiano di presidenza Ue il segretario generale Ban Ki-moon ha lanciato un forte appello per il «sì» alla moratoria delle esecuzioni che a dicembre sarà messa ai voti dell'Assemblea Generale. 
«Assieme possiamo porre fine a questa pratica disumana e crudele in tutto il mondo», ha detto Ban chiedendo a tutti i paesi delle Nazioni Unite di «fare passi concreti per abolire o non applicare più questa forma di punizione».

Per l'Italia è una priorità, ma il nostro Paese continua a portare avanti la battaglia per la moratoria in uno spirito di rispetto di ogni paese a procedere al proprio passo. «L'obiettivo di un mondo senza pena di morte non dev'essere lo sforzo di un gruppo ristretto o esclusivo, ma un processo globale che un giorno forse coinvolgerà ogni nazione del mondo», ha detto il rappresentante permanente italiano all'ONU Sebastiano Cardi dando il benvenuto ai partecipanti al dibattito: tra questi il numero due dell'Onu per gli affari umanitari Ivan Simonovic, Tawakkul Karman, attivista yemenita e premio Nobel 2011 per la pace, l'ex ministro delle minoranze del Pakistan Paul Bhatti, l'ex procuratore capo di Los Angeles Gil Garcetti e un noto avvocato dello Zimbabwe, Innocent Maja.

L'obiettivo di oggi è consolidare quella maggioranza di 111 Paesi che due anni fa si pronunciarono a favore della moratoria, in aumento rispetto al 2007 quando il primo documento di questo tipo passò con 104 «sì» al termine di una battaglia pluriennale che aveva visto l'Italia sempre in prima linea.

L'iniziativa al Palazzo di Vetro fa seguito alla prima riunione ieri a Roma del ministro degli Esteri Federica Mogherini con la "task force" incaricata di coordinare l'azione italiana in vista della votazione all'Onu: hanno partecipato Amnesty International, la Comunità di Sant'Egidio e «Nessuno Tocchi Caino».

mercoledì 10 aprile 2013

Africa: Meeting in Vatican, Secretary-General and Pontiff Discuss Ways to Eradicate Poverty

All Africa
Secretary-General Ban Ki-moon and Pope Francis today discussed what can be done to accelerate work to reduce poverty and advance economic development during a meeting in the Vatican.

"We discussed the need to advance social justice and accelerate work to meet the Millennium Development Goals. This is vital if we are to meet the millennium promise for the world's poorest," Mr. Ban told reporters in Rome after his first meeting with Pope Francis.

"It was an uplifting, hopeful meeting. Pope Francis is a man of peace and purpose. He is a voice for the voiceless."

Mr. Ban said he was greatly honoured to have an audience with the newly elected Pope, and said that His Holiness' choice of name - after Saint Francis of Assisi - was a powerful message for the many goals and principles shared by the United Nations.

"It speaks loudly of his commitment to the poor, his deep sense of humility, his passion and compassion to improve the human condition," Mr. Ban said. "I was especially privileged to meet Pope Francis as we mark 1,000 days to the deadline for the Millennium Development Goals."

Over the weekend, Mr. Ban launched the campaign, "MDG Momentum - 1,000 Days of Action" and called on governments, international organizations and civil society groups to work with the UN and its partners to achieve greater gains by the 2015 target date.

The eight MDGs address poverty and hunger, education, gender equality, child mortality, maternal health, combating AIDS, malaria and other diseases, environmental sustainability and a global partnership for development.

Mr. Ban also said he was heartened by the commitment of Pope Francis to build interfaith dialogue and by his outreach to Muslim and Jewish communities to deepen understanding and promote tolerance, inclusion and peace.

"I look forward to continuing our conversation. In that spirit, and following in the tradition of his predecessors, I was honoured to invite Pope Francis to visit the United Nations at his earliest convenience," Mr. Ban added.

During his visit, Mr. Ban met with Prime Minister Mario Monti, with whom he exchanged views on the worsening situation in Syria, Mali and the wider Sahel region, and Italian President Giorgio Napolitano, to whom he expressed appreciation for Italy's support to the UN, including through its contributions to the peacekeeping efforts.

Mr. Ban also met with the President of the Chamber of Deputies, Laura Boldrini, the President of the Senate, Pietro Grasso, and the Deputy Foreign Minister, Staffan de Mistura.