Pagine

Visualizzazione post con etichetta Arkansas. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Arkansas. Mostra tutti i post

venerdì 28 aprile 2017

USA - Arkansas - Pena di morte - L'inesorabile macchina di morte ha eseguito Kenneth Williams il quarto dal 20 aprile

Blog Diritti Umani - Human Rights
Lo stato dell'Arkansas ha eseguito il suo quarto detenuto in otto giorni, somministrando una iniezione letale. Kenneth Williams, 38 anni, è stato dichiarato morto alle 11:05 ora locale presso la prigione della Cummins Unit dello stato.



Kenneth Williams
L'Arkansas lo stato, che non aveva avuto esecuzioni da 12 anni fino a questo mese ha già messo a morte altri tre detenuti dal 20 aprile.

Arkansas aveva inizialmente pianificato l'esecuzione di otto detenuti in 11 giorni ad aprile, il numero maggiore di esecuzioni in un periodo così breve negli USA.

Questo programma senza precedenti è stato impostato dal governatore repubblicano Asa Hutchinson perché un farmaco nel mix per esecuzione, il Midazolam sedativo, scadeva alla fine di aprile.

"Io non sono la persona che ero ma sono stata trasformata da quando ho dato la mia vita a Cristo ", ha detto Williams nella sua ultima dichiarazione. "Non posso annullare la mia colpa ... cerco solo il suo perdono".


Fonte: Reuters

mercoledì 26 aprile 2017

USA - Arkansas - Pena di morte - Continua la mattanza, altre 2 esecuzioni in un giorno.

Corriere della Sera
Per un prigioniero c'era stato un rinvio: "È obeso, potrebbe soffrire". L'Arkansas ha eseguito le due condanne a morte programmate per martedì sera; un giudice federale in un primo tempo aveva sospeso la seconda esecuzione: l'avvocato del detenuto aveva infatti presentato un ricorso sostenendo che il primo prigioniero aveva sofferto in seguito all'iniezione letale. Sofferenze che, a suo avviso, avrebbe potuto patire anche il suo assistito, per via dell'obesità. Un giudice aveva concesso il rinvio ma alla fine non c'è stato nulla da fare.

Jack Jones e Marcel Williams
Il primo condannato, Jack Jones, 52 anni, è stato dichiarato morto nelle prigione di Cummins, a circa 120 km dalla capitale Little Rock. Qualche ora dopo è stato messo a morte anche il detenuto Marcel Williams, 34 anni. 

L'Arkansas è così diventato il primo stato americano a portare a termine una doppia pena capitale dal 2000. Il governatore dello Stato, Asa Hutchinson, ha messo in programma quattro doppie esecuzioni nell'arco di undici giorni, prima che a fine aprile scadano le scorte del sedativo midazolam, uno dei veleni usati nell'iniezione letale.
[...]
I condannati, entrambi rei confessi, avevano affidato le loro ultime speranze a un ricorso basato sulle cattive condizioni di salute, sostenendo che i loro problemi medici potevano provocare loro dolori orribili durante la procedura della "morte di Stato".

venerdì 21 aprile 2017

USA - Arkansas, eseguita pena di morte per Ledell Lee, prima dal 2005

Corriere della Sera
Ledell Lee, 51 anni, era stato condannato nel 1993. L’esecuzione dopo il via libera della Corte Suprema che mette fine alla battaglia legale da parte delle case farmaceutiche sull’uso di alcuni medicinali per le iniezioni letali

Ledel Lee poco prima dell’esecuzione (Ap)
A dodici anni di distanza dall’ultima esecuzione, l’Arkansas ha eseguito la condanna a morte di un detenuto: Ledell Lee, 51 anni, che è stato dichiarato morto alle 23:56 di giovedì. Lee era stato condannato alla pena capitale nel 1993 per aver picchiato a morte Debra Reese, 26 anni. Lee fu arrestato un’ora dopo la morte della donna con l’accusa di aver speso 300 dollari che le aveva rubato. Si è sempre dichiarato innocente e i suoi avvocati speravano ancora di poter riaprire il processo. Un portavoce della prigione ha raccontato che Lee ha rifiutato il suo ultimo pasto e ha preferito invece di ricevere la comunione.

Otto esecuzioni in 11 giorni
Il boia in Arkansas era fermo dal 2005, soprattutto per il difficile accesso ai tre farmaci utilizzati nelle iniezioni: il bromuro di rocuronio, il midazolam e il potassium chloride. Qualche giorno fa un giudice aveva stoppato le nuove esecuzioni programmate - otto in 11 giorni - dopo il ricorso di una casa farmaceutica che si oppone all’uso di uno dei suoi farmaci per le esecuzioni («sono farmaci creati per far vivere meglio le persone non per uccidere»,sostiene).

La decisione della Corte Suprema
La Corte Suprema dell’Arkansas ha però dato il via libera all’esecuzione della condanna a morte di quattro detenuti entro il 30 aprile, e lo Stato ha subito iniziato le esecuzioni prima che la partita di farmaci acquistata scada.

giovedì 20 aprile 2017

Aggiornamento - Arkansas - Pena di morte - Nuovo blocco delle 8 esecuzioni

Blog Diritti Umani - Human Rights
Il giudice blocca in Arkansas l'uso dei "farmaci" killer.

L'Arkansas ha subito una alta provvidenziale battuta d'arresto nel suo tentativo senza precedenti per effettuare otto esecuzioni di questo mese per il pronunciamento del Tribunale di Contea: "lo Stato non può utilizzare i "farmaci" per le iniezioni letali per qualsiasi esecuzione."


L'Arkansas si trova ad affrontare una battaglia in salita per eseguire i detenuti prima della fine di aprile, quando scade uno dei "farmaci" necessari per l'esecuzione.

I responsabili legali delle case farmaceutiche produttrici del farmaco sostengono di aver venduto all'Arkansas il farmaco per uso medico, non per le esecuzioni, e che subirebbero gravi danni finanziari e di immagine se le esecuzioni fossero eseguite.


Fonte: Usa Today 19/04/2017

martedì 18 aprile 2017

USA. Pena di morte, corte d'appello Arkansas autorizza il farmaco per le iniezioni

La Stampa
Una corte d'appello federale ha ribaltato l'ordine di un giudice dell'Arkansas che sospendeva l'utilizzo del midazolam, uno dei farmaci usati per le iniezioni letali nelle esecuzioni della pena capitale, a causa della sua sospetta fornitura illecita. 



L'Arkansas ha programmato otto esecuzione entro la fine di aprile, quando il farmaco scade. 

Nel frattempo la corte suprema dell'Arkansas ha bloccato le esecuzioni di due condannati a morte in attesa di esaminare i ricorsi della difesa: in un caso perché il detenuto non sarebbe stato esaminato da psichiatri indipendenti, nell'altro perché il prigioniero è ritenuto troppo mentalmente malato per essere soppresso. 

L'attorney general dell'Arkansas ha annunciato che farà appello contro la decisione della Corte suprema

sabato 15 aprile 2017

Arkansas, giudice blocca l'esecuzione di sei condannati a morte

La Repubblica
Il fermo temporaneo è motivato dall'utilizzo di un farmaco per le iniezioni letali dopo l'esposto di un'azienda farmaceutica che si era opposta in quanto il prodotto non era stato venduto per questo scopo.


New York - Quello che era nato come un braccio di ferro fra lo Stato dell’Arkansas e le associazioni per i diritti civili sulla legittimità della pena di morte si è trasformato in una guerra aperta fra Little Rock e Big Pharma: è stato infatti il ricorso di una casa farmaceutica a fermare - per ora - la corsa alla pena del governatore dello Stato del Sud degli Usa, Asa Hutchinson che aveva programmato di mettere a morte sette persone entro la fine del mese.

L’Arkansas non esegue pene capitali dal 2005, ma la scadenza della validità del midazolam, una delle tre sostanze usate, aveva spinto Hutchinson ad dare una spinta alle esecuzioni. Per mettere a morte i condannati l’Arkansas usa tre medicinali diversi: lo sdegno nato intorno alla vicenda aveva spinto i produttori dei tre farmaci a fare ricorso contro lo Stato, perché non avrebbe dichiarato l’uso che intendeva fare delle sostanze al momento dell’acquisto. Un giudice ha oggi accolto il ricorso, bloccando sei esecuzioni. La settima era stata fermata qualche ora prima per l’infermità mentale del condannato.

I sette uomini condannati hanno fra i 38 e i 60 anni e sono stati giudicati colpevoli di crimini compiuti negli anni ’90: stupri e omicidi, principalmente, con una grande maggioranza di donne come vittime. Se la loro esecuzione verrà confermata stabilirà un record di orrore: dal 1976, quando la Corte Suprema ha autorizzato il ritorno della pena di morte, nessuno Stato americano ha giustiziato tanti detenuti in un arco di tempo così limitato.

Una prospettiva che ha fatto scattare l’indignazione di chi si batte contro la pena di morte come Amnesty international e Human rights watch. Lo scrittore John Grisham, che nello Stato è nato, ha scritto un articolo durissimo su USA Today: “Siamo di fronte a uno spettacolare deragliamento della legge”. La polemica è arrivata anche su Twitter: l’hashtag #8in10 (otto prigionieri in 10 giorni) è diventato virale. Ma la battaglia per ora resta più virtuale che reale: secondo gli ultimi studi in Arkansas il numero di persone favorevoli alla pena di morte è di molto superiore a quello dei contrari.

venerdì 14 aprile 2017

Usa, case farmaceutiche contro Arkansas per uso farmaci per pena di morte

La Repubblica
La Fresienus Kabi e la West-Ward Pharmaceutical hanno chiesto alla giustizia di inibire l'utilizzo dei loro prodotti per sette detenuti che si trovano nel braccio della morte. La Pfizer denuncia invece che alcuni suoi farmaci sono stati venduti, all'insaputa del colosso farmaceutico, alle autorità dello Stato per analoghe condanne alla pena capitale.


New York - Due società farmaceutiche chiedono alla giustizia americana di impedire allo stato dell'Arkansas dall'usare i loro farmaci per l'esecuzione di sette detenuti nel braccio della morte. Fresienus Kabi e West-Ward Pharmaceutical hanno presentato la documentazione in tribunale. Le esecuzioni dovrebbero avvenire nelle prossime settimane.

Dal canto suo la Pfizer denuncia: alcuni dei suoi farmaci che possono essere usati per le condanne a morte sono stati venduti alle autorità dell'Arkansas all'insaputa del colosso farmaceutico. Lo riporta la stampa americana. A venderle sarebbe stato uno dei distributori di Pfizer, McKesson. La vendita è contraria alla politica di Pfizer.

domenica 5 marzo 2017

USA - pena di morte - In Arkansas subito 8 esecuzioni prima che scadano i farmaci letali

La Stampa
Otto esecuzioni in dieci giorni. Lo stato dell’Arkansas, negli Stati Uniti, si prepara a un’ondata di condanne a morte senza precedenti nella recente storia americana. Una `mattanza´ giustificata da una corsa contro il tempo: quella legata alla scadenza dei veleni necessari per l’iniezione letale.



A finire sotto le mani del boia tra il 17 e il 27 aprile - come racconta i New York Times, da tempo schierato contro la pena capitale - saranno otto uomini: quattro afroamericani e quattro di razza bianca. Pescati tra i 34 detenuti che attualmente si trovano nel braccio della morte nello stato del sud. Stato in cui le esecuzioni erano state sospese dal 2005 a causa di una serie di ricorsi legali, oltre che per la difficoltà di reperire i farmaci letali.

Tutte e otto le persone che aspettano di essere giustiziate sono state condannate per omicidi perpetrati tra il 1989 e il 1999. È passato molto tempo. Ma il governatore dell’Arkansas, Asa Hutchinson, repubblicano, ha ribadito l’ineluttabilità di così tante esecuzioni in così poco tempo, per i dubbi sulla possibilità in futuro di avere farmaci disponibili. Farmaci la cui esportazione in Usa è stata vietata dagli stati europei, contrari alla pena capitale.

Le associazioni per la difesa sei diritti civili sono sul piede di guerra e sperano ancora di cambiare il corso degli eventi. «Ognuno di questi detenuti ha dei diritti - afferma l’American Civil Liberties Union - e ogni esecuzione è un processo che va pianificato e gestito nei dettagli caso per caso. E questo, sulla base di una programmazione così stringente, è impossibile».

giovedì 10 settembre 2015

US - death penalty - Dates set for executions of 8 inmates on Arkansas’ death row

The City Wire
Gov. Asa Hutchinson (R) set the execution dates for eight death row inmates after more than a decade-long dearth of lethal injections.


Hutchinson was urged to set the dates by Attorney General Leslie Rutledge, who informed the governor two weeks ago that the state of Arkansas had procured the necessary chemicals to carry out state executions by lethal injection.

The following schedule was released by Hutchinson’s office for execution dates:

The judgments against Bruce Earl Ward, convicted of the Aug. 11, 1989, murder of Rebecca Doss of Little Rock, and Don William Davis, convicted of the Oct. 12, 1990, murder of Jane Daniel of Rogers, will be carried out on Oct. 21, 2015.

Terrick Terrell Nooner, convicted of the March 16, 1993, murder of Scot Stobaugh of Little Rock, and Stacey Eugene Johnson, convicted in Sevier County of the April 1, 1993, murder of Carol Heath of DeQueen, are set for Nov. 3, 2015.

Marcel Wayne Williams, convicted of the November 20, 1994, murder of Stacy Errickson of Jacksonville, and Jack Harold Jones, Jr., convicted of capital murder and sentenced to death for the June 6, 1995, murder of Mary Phillips of Searcy, are set for Dec. 14, 2015.

Jason McGehee, who was convicted of the Aug. 19, 1996, murder of John Melbourne, Jr., of Harrison, and Kenneth Williams, who was convicted of the Oct. 3, 1999, murder of Cecil Boren of Grady, are set for Jan. 14, 2016.

Arkansas has not carried out the death penalty since 2005 due to legal challenges and a lack of available drugs to produce lethal injections. Last month, the state said it received the drugs needed to carry out lethal injections.

In Arkansas, a person convicted of capital murder may face either the death penalty or life in prison without the possibility of parole. Capital murder is often sought by prosecutors when another crime, like kidnapping or rape, is committed in connection with a murder. There are 39 inmates on death row in Arkansas.

domenica 16 febbraio 2014

USA - Arkansas blocca esecuzioni a morte con iniezione letale

Il Messaggero
L’America si allontana sempre un poco di più dalla pena di morte e questa volta tocca all’Arkansas fare un passo indietro. Un giudice dello Stato venerdì 14 febbraio ha deciso di bloccare tutte le esecuzioni previste fino a quando la legge sull’esecuzione del metodo di applicazione della pena capitale non venga rivisitata. 


Questa decisione segna un capitolo importante nella controversia sulle iniezioni letali nella quale si trovano coinvolti tutti gli Stati americani che praticano la pena di morte.
Il giudice Wendell Griffen ha infatti deciso di dare ragione ai nove condannati a morte i quali hanno chiesto la sospensione delle condanne in Arkansas. Il giudice infatti ha stimato che la legge del 2013 sulle procedure di esecuzione manca di “linee direttrici” e che “la legge non correggerebbe i vizi di quella precedente” spiega Jeff Rosenzweig, avvocato di uno dei detenuti.

Questa legge infatti si limita ad ordinare alle autorità penitenziarie di utilizzare dei barbiturici per svolgere le esecuzioni ma non precisa quali, e non parla neppure della formazione che il personale deve seguire per svolgere l’iniezione. I condannati lamentano dunque la violazione dell’8° emendamento che protegge da una “punizione crudele ed insolita” secondo Rosenzweig.

Nessuna esecuzione era comunque prevista a breve nello Stato che ha nel suo braccio della morte 298 condannati ma dal 2005 non svolge più esecuzioni.


Secondo il rapporto annuale pubblicato dal Centro d’informazione sulla pena di morte(DPIC), infatti, sono 39 le condanne totali eseguite nel 2013 negli Usa, contro le 43 del 2012. Il calo è dovuto alla decisione di diversi Stati di abbandonare l’esecuzione letale, come Maryland, Connecticut, Illinois, New York, New Jersey e Nuovo-Messico. Nel 2013, il Maryland è diventato il 18esimo Stato a votare per questa abolizione. Altri invece hanno optato per una moratoria.


Diversi Stati americani difronte al ritiro dei prodotti usati per le esecuzioni da parte dei produttori europei hanno deciso di cercare delle alternative per svolgere le iniezioni letali. Di conseguenza sempre più detenuti si rivolgono ai tribunali federali per chiedere la sospensione della condanna per il rischio di provare sofferenza nel corso della esecuzione.
Solo la settimana scorsa il governatore di Washington aveva deciso di attuare una moratoria sulla pena di morte, affermando che “ci sono troppe falle nel sistema”. Mentre ilSenato del Kansas sta valutando la decisione di abolire la pena capitale, come già fatto da altri 18 stati degli Usa.

lunedì 11 marzo 2013

Arkansas lawmaker calls for abolishing death penalty

Associated Press

LITTLE ROCK, Ark. — An Arkansas lawmaker has filed a bill to end the death penalty in the state.
The bill by Democratic Sen. Joyce Elliott of Little Rock comes weeks after Gov. Mike Beebe said he'd sign such a measure if passed by the Legislature.
Elliott filed the legislation Monday. She says she was asked by a group interested in ending the death penalty to file the bill by Monday's deadline to introduce bills.
Elliott says she's not actively pushing for the bill — but wanted to file it in case the group found support for ending the death penalty.
Beebe, a Democrat, said in January he would sign legislation ending the death penalty if it was sent to his desk but said it is not part of his legislative agenda this year.