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venerdì 28 agosto 2015

Incontro Internazionale - “LA PACE E’ SEMPRE POSSIBILE – Religioni e Culture in dialogo” Tirana 6-8 settembre #peaceispossible

Comunità di Sant'Egidio



Le religioni a Tirana 6-8 settembre con Sant’Egidio per dire: la pace è sempre possibile #peaceispossible per parlare delle vere emergenze del nostro mondo: ambiente, diseguaglianze sociali risoluzione dei conflitti e cercare insieme risposte e soluzioni.


Assistiamo ormai da anni a guerre che nessuno sembra avere la forza o la volontà di fermare, come quella che si combatte in Siria, e che generano ogni giorno nuove vittime, alimentano la disperazione delle popolazioni civili e mettono in contrapposizione etnie e confessioni religiose, fino a poco tempo fa inserite in un quadro di coabitazione.
Se la comunità internazionale non riesce ad imporre neanche una tregua umanitaria è necessaria una mobilitazione popolare che riesca a far sentire la voce dei tanti che ormai vedono nell’emigrazione la loro unica via di uscita a costo di rischiosissime traversate verso l’Europa.

Su proposta della Comunità di Sant’Egidio, insieme alle Chiese cattolica e ortodossa di Albania, le grandi religioni mondiali hanno preso l’iniziativa di un Incontro Internazionale, “LA PACE E’ SEMPRE POSSIBILE – Religioni e Culture in dialogo”, che si svolgerà a Tirana dal 6 all’8 settembre. Un grande evento nello “spirito di Assisi” - la prima Preghiera per la Pace voluta da Giovanni Paolo II nel 1986 nella città di San Francesco – che avrà quest’anno un carattere speciale, non solo per l’attuale scenario di guerre e conflitti di diversa origine, ma anche per la crescita di un nuovo soggetto rappresentato dalla forza pacifica delle religioni che si contrappone alla violenza con proposte concrete e realizzabili.

E’ atteso, nell’assemblea inaugurale, un importante messaggio di Papa Francesco. Ma per tre giorni, in decine di tavole rotonde, si alterneranno i più importanti leader religiosi di Europa e Mediterraneo, Asia e Africa, insieme ad esponenti della cultura e delle istituzioni: a questi ultimi verrà lanciato un forte appello perché si realizzino immediate tregue umanitarie e venga avviato con urgenza il complesso, ma al tempo stesso indispensabile, lavoro di costruzione della pace. Saranno interpellate tutte le istituzioni internazionali ma in particolare l’Europa che si trova di fronte ad un bivio: chiudere le sue porte e invecchiare tristemente oppure accettare le nuove sfide di fronte a cui si trova, come quelle della pace, dell’accoglienza e dell’integrazione.

Ma l’evento avrà anche un carattere popolare: ogni giorno si allarga il numero di coloro che - da ogni parte di Europa e non solo – si uniranno, all’inizio di settembre, come pellegrini di pace per assistere all’incontro nella capitale albanese.

Perché proprio l’Albania? Perché per costruire la pace occorre partire dalle periferie. Papa Francesco, un anno fa, cominciò da qui a visitare l’Europa. E oggi proprio questo piccolo Paese, che ospita la più forte presenza musulmana del vecchio continente, è diventato un modello di coabitazione tra le religioni e le culture, un interessante laboratorio dove per tre giorni saranno affrontati argomenti che riguardano la pace come: lo sviluppo sostenibile, le emergenze ambientali (che riguardano il pianeta in generale, ma anche la vivibilità di tante periferie delle megalopoli mondiali) e le diseguaglianze sociali

Tanti saranno i testimoni dei Paesi in conflitto, come Siria, Iraq, Nigeria, Mindanao (Filippine) e Libia, perché tutti ascoltino le loro voci e contribuiscano alla costruzione della pace.

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L’hashtag è #peaceispossible

Sito web: www.santegidio.org
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lunedì 1 dicembre 2014

Papa Francesco: con leader altre fedi firmerà Carta contro tratta e schiavitù

AnsaMed
Con primate anglicano,ortodossi, ebrei, islamici, buddisti, indù
Roma - Papa Francesco firmerà martedì in Vaticano, insieme ai rappresentanti delle altre religioni mondiali, tra cui l'arcivescovo di Canterbury Justin Welby, oltre a ortodossi, buddisti, indù, ebrei e musulmani, una dichiarazione comune per l'impegno delle fedi all'eliminazione entro il 2020 della schiavitù moderna e della tratta di esseri umani.
La storica iniziativa, promossa a nome di papa Francesco e del primate anglicano Justin Welby dall'organizzazione Global Freedom Network (Gfn) in occasione della Giornata internazionale per l'abolizione della schiavitù, vedrà la firma della dichiarazione comune in una cerimonia ufficiale alle 11.15 nella Casina Pio IV, in Vaticano, sede della Pontificia Accademia delle Scienze. I leader religiosi del mondo dichiarano così il loro impegno per lo sradicamento della schiavitù moderna e dei traffici di esseri umani entro il 2020, in tutto il mondo e per sempre.
Per la prima volta nella storia i leader della Chiesa cattolica, anglicani e ortodossi, come buddisti, indù, ebrei e musulmani, si impegnano insieme per uno sforzo comune contro la schiavitù. Nella dichiarazione comune, il Papa e gli altri leader religiosi sottolineano che la schiavitù moderna, in termini di traffico di esseri umani, il lavoro forzato e la prostituzione, il traffico di organi, e qualsiasi rapporto che non rispetta il principio fondamentale che tutti gli uomini sono uguali e hanno la stessa libertà e dignità, sono un crimine contro l'umanità, e devono essere riconosciuti come tali da tutti e da tutte le nazioni. Essi affermano il loro impegno comune a ispirare l'azione spirituale e pratica per tutte le fedi e le persone di buona volontà in tutto il mondo per sradicare la schiavitù moderna.

I firmatari saranno: per la Chiesa cattolica papa Francesco; per gli anglicani l'arcivescovo di Canterbury Justin Welby; un rappresentante indù e due buddisti, tra cui il sommo sacerdote della Malaysia; per l'ebraismo il rabbino capo David Rosen e l'altro rabbino Abraham Skorka, vecchio amico di papa Bergoglio; per gli ortodossi, in rappresentanza del patriarca ecumenico Bartolomeo, appena incontrato dal Papa a Istanbul, il metropolita Emmanuel di Francia; per i musulmani, il sottosegretario di Al-Azhar Abbas Abdalla Abbas Soliman in rappresentanza del grande imam Mohamed Ahmed El-Tayeb, e i grandi Ayatollah Mohammad Taqi al-Modarresi e Sheikh Basheer Hussain al Najafi (quest'ultimo rappresentato dal consigliere speciale Sheikh Naziyah Razzaq Jaafar), oltre all'argentino Sheikh Omar Abboud, anch'egli amico di lunga data di papa Francesco. Saranno testimoni dell'evento vari rappresentanti di organizzazioni internazionali, tra cui il partner Gfn Andrew Forrest, della Walk Free Foundation, organizzazioni della società civile e imprese.

martedì 10 settembre 2013

Nunzio a Damasco: Siriani di ogni credo ed etnia pregano con il Papa in tutto il Paese

Asia News
Per mons. Mario Zenari, la Giornata di preghiera per la Siria è stato un evento storico. Tutte le parrocchie di Damasco e delle varie diocesi del Paese hanno partecipato. Alla veglia nella cattedrale melchita erano presenti migliaia di musulmani, cristiani greco-ortodossi e protestanti. Sui media la popolazione di religione islamica commossa dal gesto del papa: "E' un fatto eccezionale che il capo dei cristiani desideri la pace per i musulmani, mentre i nostri vicini fomentano la guerra".

Damasco - Cristiani di tutte le parrocchie di Damasco, delle varie diocesi siriane e migliaia di musulmani hanno partecipato lo scorso 7 settembre alla veglia di preghiera per la pace in Siria e nel mondo indetta dal papa. Intervistato da AsiaNews mons. Mario Zenari, nunzio apostolico a Damasco, definisce la Giornata di preghiera un evento eccezionale che "ha dato un soffio di incoraggiamento e speranza a tutta la popolazione siriana, senza distinzione di credo, in questi giorni cupi e incerti". Il prelato racconta che tutti "i siriani si sono commossi per la partecipazione di tutto il mondo alle loro sofferenze. Alcuni musulmani mi hanno chiesto di ringraziare il papa per il suo gesto".

Il prelato spiega che le veglie si sono tenute in tutte le parrocchie dell'area di Damasco, nelle diocesi interne e nelle aree non sotto assedio. Purtroppo non si hanno notizie da Aleppo, dove risiede una delle più importanti comunità della Siria. Secondo il vescovo, la città è isolata da almeno otto giorni a causa degli scontri fra ribelli ed esercito. Le celebrazioni più importanti sono avvenute nella cattedrale greco-cattolica di Damasco. Alla veglia, guidata dal patriarca melchita Gregorio III, hanno partecipato le autorità religiose cattoliche, ortodosse, protestanti e musulmane, rappresentanti delle autorità governative, del parlamento e migliaia di persone di tutte le fedi.

"Si è pregato per la pace in tutto il Paese - spiega mons. Zenari - soprattutto per Maaloula, il villaggio invaso lo scorso 5 settembre dai ribelli simbolo della cristianità siriana".

Per la prima volta dal 2001, anno della visita di Giovanni Paolo II in Siria, i media locali hanno dato ampio spazio al papa. Le foto di Francesco e di piazza S. Pietro gremita di persone sono state pubblicate in prima pagina sui quotidiani. Le televisioni hanno mandato immagini in diretta da Roma e da altre parti del mondo. Sui media molti intervistati di religione musulmana hanno espresso sorpresa per l'interesse del papa: "E' un fatto eccezionale che il capo dei cristiani si interessi si batta per la pace fra i musulmani, mentre i nostri vicini fomentano la guerra nel nostro Paese". (S.C.)