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venerdì 2 marzo 2018

Polonia - In vigore la legge che punisce chi parla del coinvolgimento polacco nell'Olocausto

La Repubblica
Il provvedimento punisce chi parla di coinvolgimento polacco nei crimini della Germania nazista e ha provocato una crisi con Israele. La Polonia della maggioranza nazional-conservatrice ed euroscettica ha definitivamente passato il Rubicone.
Il cancello del campo di concentramento 

tedesco di Auschwitz, in Polonia
È entrata oggi in vigore la controversa legge sull´Olocausto. Cioè la legge votata dal Sejm (camera bassa) e poi ratificata dal giovane presidente Andrzej Duda, legge la quale punisce con condanne fino a tre anni di reclusione non solo chiunque assurdamente definisce "campi polacchi" i Lager costruiti e gestiti dagli allora occupanti nazisti tedeschi per attuare l´Olocausto, cioè il genocidio del popolo ebraico, bensì sanziona con la stessa pena anche chi citando magari gli studi documentati di autorevoli storici come Jan Gross e altri ricorda che ci furono anche complicità di singoli polacchi nell´esecuzione della Shoah, e che alcuni pogrom (massacri di ebrei), segnatamente a Jedwabne durante la guerra e a Kielce dopo la fine del conflitto, condotti per antisemitismo da cittadini ebrei.

Firmando la legge, il capo dello Stato l´aveva anche inviata alla Corte costituzionale per chiederle di pronunciarsi quanto prima sui dubbi di costituzionalità. Ma intanto la legge, che appunto entra oggi in vigore, ha causato una gravissima crisi politica tra la Polonia da un lato e dall´altro non solo lo Stato d´Israele bensí anche le comunità ebraiche di tutto il mondo, l´Unione Europea, e gli Stati Uniti.

Nei giorni scorsi, il premier Mateusz Morawiecki aveva annunciato una apparente marcia indietro sulla legge, e inviato una delegazione in Israele per aprire trattative in merito a livello intergovernativo. Ciò non ha bloccato appunto l´entrata in vigore del testo. Invano, settimane fa, in una lettera aperta pubblicata in esclusiva per l´Italia dall´edizione cartacea di Repubblica, i massimi esponenti della comunità ebraica polacca e altri illustri intellettuali polacchi avevano chiesto al governo un ripensamento e l´apertura di un dialogo sul tema.

Secondo quanto detto oggi dal governo, la legge è conforme al quadro istituzionale polacco e dunque non c'è motivo di un suo congelamento in attesa della presa di posizione della Corte costituzionale. Nelle stesse ore il Parlamento europeo affermava che i diritti fondamentali sono a rischio in Polonia, chiedendo alla Commissione di andare avanti con sanzioni severe. L´Ungheria ha promesso dall´inizio di bloccare con il veto ogni decisione Ue contro Varsavia.

Andrea Tarquini

venerdì 27 gennaio 2017

Giornata della Memoria: No all’indifferenza, né complici di intolleranza e nuovi razzismi

www.santegidio.org
A 72 anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, il ricordo dell’orrore e dell’abisso causato dall’antisemitismo e dalla predicazione dell’odio razziale è particolarmente importante in questo passaggio storico per l’Europa e il mondo intero. La Giornata della Memoria è un evento ancora più sentito proprio nel momento in cui va scomparendo la generazione dei sopravvissuti e dei testimoni della Shoah. 
Ma non può limitarsi ad un esercizio passivo. Troppa indifferenza di fronte ai nuovi atti di intolleranza e di razzismo, che vediamo riprodursi anche nel continente che conobbe il sorgere del nazismo, rischia di creare una pericolosa complicità. Si devono invece valorizzare gli atti di solidarietà, integrazione e inclusione sociale a favore dei più deboli e discriminati, che vedono protagonisti già tanti cittadini in Italia. Occorre moltiplicarli per creare una nuova cultura e trasmetterla alle giovani generazioni. E’ il modo migliore per celebrare la Giornata della Memoria e impegnarci per costruire una civiltà del convivere in cui ci sia spazio per tutti.

domenica 3 luglio 2016

Elie Wisel: “L'opposto dell'amore non è odio, è indifferenza. L'opposto dell'arte non è il brutto, è l'indifferenza. L'opposto della fede non è eresia, è indifferenza. E l'opposto della vita non è la morte, è l'indifferenza.”

Blog Diritti Umani - Human Rights
E' morto il premio Nobel, Elie Wiesel. Nato in Romania era sopravvissuto all'Olocausto, aveva 87 anni.

“L'opposto dell'amore non è odio, è indifferenza. L'opposto dell'arte non è il brutto, è l'indifferenza. L'opposto della fede non è eresia, è indifferenza. E l'opposto della vita non è la morte, è l'indifferenza.”
“Prendi posizione. La neutralità favorisce sempre l'oppressore, non la vittima. Il silenzioincoraggia sempre il torturatore, non il torturato.”
“L'indifferenza, per me, è la personificazione del male.”




sabato 29 agosto 2015

Scampato all'olocausto, dà 390mila dollari per i cristiani del medio oriente. «Ho un debito da pagare»

Libertà e persona
Un lord britannico, Lord Weidenfeld, sopravvissuto all’Olocausto, editore, ha stanziato 390 mila dollari per aiutare cristiani dell’Oriente che sfuggono dalla persecuzione.Lo ha fatto perché dice di avere un «debito da pagare»: negli anni Trenta, infatti, migliaia di ebrei, soprattutto donne e bambini, furono aiutati dai cristiani di varie denominazioni che si sobbarcarono enormi rischi personali per salvarli da morte.

International Busines Times

Islamic State: Lord George Weidenfeld 'repays debt' by funding rescue mission of persecuted Christians from Isis attack
Lord George Weidenfeld
Lord Weidenfeld has taken a stand against the Islamic State (Isis) onslaught towards Syrian and Iraqi Christians by funding a rescue mission as a "thank you" for being rescued from the Nazis during the Second World War.

George Weidenfeld, a Jewish cross-bench peer, was one of the many children evacuated from Nazi-occupied Austria thanks to the efforts of Quakers and the Plymouth Brethren, a Christian group.

He said the main aim of his mission was to bring the persecuted Christians to safe havens away from the threat of IS.

"I had a debt to repay," he told The Times.

"It applies to so many young people who were on the Kindertransports. It was Quakers and other Christian denominations who brought those children to England. It was a very high-minded operation and we Jews should also be thankful and do something for the endangered Christians.

"The primary objective is to bring the Christians to safe havens. IS is unprecedented in its primitive savagery compared with the more sophisticated Nazis. When it comes to pure lust for horror and sadism, they are unprecedented. There never was such scum as these people."

A hundred and fifty people have already flown from Syria to Poland as part of the first stage of Operation Safe Havens, which is organised by the Weidenfeld Safe Havens Fund.

However the mission has come under criticism for not rescuing Muslims.

"The primary objective is to bring the Christians to safe haven," Lord Weidenfeld told The Times. "I can't save the world but there is a very specific possibility on the Jewish and Christian side. Let others do what they like for the Muslims."
Samantha Payne