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mercoledì 30 settembre 2015

Pakistan: impiccato Ansar Iqbal, la condanna per un omicidio compiuto a 15 anni

Adnkronos
È stato impiccato ieri mattina in Pakistan Ansar Iqbal, il pakistano condannato a morte con l'accusa di aver commesso un omicidio 16 anni fa quando, secondo la difesa, aveva 15 anni. 

Per le autorità era invece un ventenne. Iqbal, che si dichiarava innocente, è stato impiccato nel carcere di Sargodha, nella provincia del Punjab, secondo un funzionario del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Muhammad Akmal, citato dall'agenzia di stampa Dpa. "Il corpo è già stato consegnato alla famiglia per la sepoltura", ha aggiunto.

L'ong per i diritti umani Reprieve aveva lanciato un appello al presidente Mamnoon Hussain affinché concedesse la grazia a Iqbal. In un comunicato l'ong ha denunciato come "tutte le prove documentate presentate in tribunale durante il processo indichino che era un bambino all'epoca del presunto reato" e come "tuttavia i tribunali abbiano deciso di credere alle stime degli ufficiali di polizia secondo cui era un ventenne".

All'inizio di agosto aveva suscitato sdegno la notizia dell'impiccagione, sempre in Pakistan, di un giovane condannato a morte per l'omicidio nel 2004 di un bambino di sette anni, un reato commesso quando - secondo la difesa - aveva 14 anni. In Pakistan non è prevista l'applicazione della pena di morte nei confronti dei minori di 18 anni.

Dopo il sanguinoso attacco dello scorso dicembre contro una scuola di Peshawar, in cui sono rimaste uccise 150 persone (per lo più bambini), le autorità pakistane hanno deciso la revoca della moratoria sulla pena di morte per i sospetti terroristi. A marzo, poi, è stata annunciata la revoca totale della moratoria, che era in vigore dal 2008.

Secondo l'ultimo Rapporto sulla pena di morte nel mondo di Nessuno Tocchi Caino, lo scorso anno in Pakistan sono state eseguite sette condanne a morte per impiccagione. Quest'anno da gennaio a giugno, stando allo stesso rapporto, almeno 174 condanne a morte sono state eseguite per impiccagione. Dallo scorso dicembre le esecuzioni sono state più di 200.

sabato 20 dicembre 2014

USA - La dolorosa storia di George di 14 anni. 10 minuti per mandarlo sulla sedia elettrica, 70 anni per scagionarlo

Adnkronos
Ci sono voluti 10 minuti perché, nel 1944, una giuria condannasse il 14enne di colore George Stinney Jr. alla sedia elettrica e 70 anni perché fosse scagionato dall'aver ucciso due bambine bianche. 

Un giudice della Carolina del Sud ha infatti stabilito che il ragazzo, giustiziato il 16 giugno 1944, era innocente. Quel giorno George Stinney Jr. è diventato la persona più giovane ad essere messa a morte negli Usa nel XX secolo. E 70 anni dopo, lo scorso mercoledì, il 14enne è stato scagionato. "Non mi viene in mente ingiustizia più grande della violazione dei diritti costituzionali che questo caso ha dimostrato" ha scritto il giudice Carmen Mullen nel provvedimento, come riporta il 'Washington Post'.

I fatti. Settant'anni fa Mary Emma Thames e Betty June Binnicker, rispettivamente di 8 e 11 anni, vengono brutalmente assassinate, colpite in testa con alcuni chiodi usati per fissare le rotaie alle traversine dei binari, e gettate in un fosso. Per l'omicidio, la polizia dello Stato - nel quale sono in vigore le leggi 'Jim Crow' sulla segregazione razziale - arresta George Stinney Jr. e suo fratello maggiore Johnnie, poi rilasciato, nella cittadina di Alcolu. Gli investigatori affermano che il 14enne ha confessato di aver ucciso le due bimbe. Il ragazzo viene così condannato alla sedia elettrica il 24 aprile, dopo un processo di appena due ore e una decisione della giuria arrivata in soli 10 minuti.

Molti anni dopo cominciano ad emergere nuovi dettagli per l'impegno di George Frierson, uno storico locale che si interessa alla vicenda. Secondo i familiari, l'ammissione di George è stata estorta, non c'è traccia di confessione scritta e nessuno ha preso nota del suo alibi. 

La sorella Amie, 77 anni, racconta di essere con lui al momento del presunto reato: stanno osservando pascolare una mucca vicino ad alcuni binari, quando le due ragazze passano in sella alle biciclette. All'inizio di quest'anno la famiglia Stinney chiede un nuovo processo e questa settimana vengono ascoltati nuovi testimoni tra cui la sorella, una persona del gruppo che ha scoperto i corpi delle bambine e alcuni esperti. Poi, mercoledì, l'annullamento della condanna. E George Stinney Jr. torna ad essere quello che è sempre stato: un bambino innocente.