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giovedì 11 agosto 2016

Tunisia: Ong denuncia persecuzione contro blogger Ben Mhenni che difende i diritti umani

Ansa Med
Arresti arbitrari, minacce e insulti contro la giovane
L'Observatoire pour la Protection des Défenseurs des Droits de l'Homme, partenariato tra l'Organizzazione Mondiale contro la Tortura (Omct) e la Federazione Internazionale Diritti umani (Fidh) denuncia in un comunicato il trattamento riservato dalle autorità tunisine alla nota blogger Lina Ben Mhenni. 

Ben Mhenni
Dalle informazioni in possesso della Ong risulterebbe che la Ben Mhenni sia stata tratta in arresto arbitrariamente nella notte tra il 3 ed il 4 agosto a Tunisi a causa della sua partecipazione ad una campagna contro la legge di riconciliazione nazionale, (seppur rilasciata dopo qualche ora) e oggetto di aggressione verbale da parte di un agente di polizia la sera successiva durante lo svolgimento del Festival estivo di Ezzhara. Lina Ben Mhenni vive sotto scorta dal 2013 su decisione del ministero dell'Interno tunisino, in ragione delle minacce di morte di cui e' regolamente vittima.

L'Osservatorio, che ha già denunciato il clima di persecuzione e criminalizzazione nei confronti della blogger che nel 2014 propose querela per un'aggressione fisica da parte di agenti di polizia nei suoi confronti, esprime la sua viva inquietudine riguardo ai nuovi episodi di persecuzione giudiziaria della quale la Ben Mhenni e' stata fatta oggetto e alle accuse mosse contro di lei per quei fatti il 30 giugno scorso con udienza fissata davanti al Tribunale di Medenine il 19 settembre 2016.

L'Ong chiede dunque alle autorità tunisine di abbandonare ogni incriminazione nei suoi confronti in questa nuova circostanza, come nel 2014, e di garantire la sicurezza, l'integrità fisica, e psicologica di Lina Ben Mhenni affinche' possa esercitare legittimamente e liberamente il suo lavoro a difesa dei diritti umani.

domenica 19 luglio 2015

Siria Hussein Gharir, blogger e difensore dei diritti umani rilasciato dopo tre anni e mezzo

Corriere della Sera
Dall’inferno della Siria arriva una bella e importante notizia.
Venerdì pomeriggio Hussein Gharir, blogger e difensore dei diritti umani, esponente del Centro siriano per i media e la libertà d’espressione, è stato rimesso in libertà dopo tre anni e mezzo di detenzione arbitraria.

Gharir era stato arrestato con altri colleghi dalle forze di sicurezza siriane il 16 febbraio 2012, durante un raid negli uffici del Centro a Damasco.

Il presidente del Centro, Mazen Darwish e il suo collega Hani al-Zitani, risultano ancora in carcere.

Riccardo Noury

domenica 15 febbraio 2015

Arabia Saudita: blogger Badawi condannato a 1.000 frustate, "rata" rinviata per quinta volta

Askanews
Rinviata, ancora una volta, la pena della fustigazione inflitta al blogger saudita Raef Badawi, condannato dalle autorità del suo Paese a 1.000 frustate da scontare in 20 settimane per avere "insultato l'Islam", come ha reso noto oggi Amnesty International. 

Nel giorno della settimana stabilito per scontare la pena e si tratta quindi del quinto rinvio dopo le prime 50 frustate subite lo scorso 9 gennaio: le fustigazioni successive infatti non hanno avuto luogo, "per motivi di salute".

"Raef non è si è presentato alla sessione odierna per la fustigazione. Non sappiamo perché, ma lui rimane in prigione", come recita un tweet postato dall'Organizzazione in difesa dei diritti umani sul proprio account ufficiale. Il caso del blogger ha provocato indignazione in tutto il mondo con una denuncia delle Nazioni Unite, che hanno parlato di una punizione "crudele e disumana". Il 31enne Badawi, vincitore nel 2014 del premio Reporter senza frontiere per la libertà di stampa, è detenuto dal 2012.

Condannato per "offesa" all'Islam, il blogger, dallo scorso novembre sta scontando una condanna a 10 anni di reclusione. Come pena aggiuntiva è stato condannato anche a mille frustate da subire 50 alla volta per la durata di 20 settimane. 

La "colpa" di Badawi è per aver scritto questa frase sul suo blog: "Il laicismo rispetta ogni persona e non offende nessuno. È la soluzione concreta per far salire i Paesi (incluso il nostro) dal terzo mondo verso il primo".