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giovedì 1 dicembre 2016

Gambia. Presidente Yahya Jammeh al quinto mandato Alla vigilia del voto le carceri si riempiono di oppositori

globalist.it
890.000 i gambiani chiamati domani alle urne. Il presidente Yahya Jammeh corre per un quinto mandato. 


Il presidente Yahya Jammeh
A sfidarlo Adama Barrow scelto dalle forze d'opposizione. Una volta il presidente del Gambia, Yahya Jammeh, disse che avrebbe governato il Paese per un miliardo di anni, a Dio piacendo. Ma domani gli elettori potrebbero riservargli un'amara sorpresa, dopo anni di difficoltà economiche e di dura repressione che hanno spinto migliaia di giovani a tentare la pericolosa traversata del Mediterraneo per raggiungere l'Europa. 

Dall'inizio dell'anno sono oltre 10.000 i gambiani giunti sulle coste italiane, il primo gruppo per numero di migranti rispetto alla popolazione del Paese, pari a poco meno di due milioni.
Per la prima volta in 22 anni di governo, il Capo dello Stato si troverà infatti ad affrontare un'opposizione compatta.
Nessuna manifestazione o corteo sarà autorizzato dopo la proclamazione dei risultati delle elezioni presidenziali in programma in Gambia domani: lo ha detto alla vigilia del voto Yahya Jammeh, salito al potere a Banjul con un golpe nel 1994. "In questo Paese non accetteremo manifestazioni" ha sottolineato il capo di Stato, in carica da 22 anni, rieletto già tre volte a dispetto delle accuse di arresti arbitrari e violazioni dei diritti umani.

lunedì 14 novembre 2016

Gambia: Il presidente "uscente" Yahya Jammeh al potere da 22 anni, vuole il 5° mandato

Africa ExPress
Yaya Jammeh, il presidente del Gambia, partecipa per la quinta volta alle presidenziali, che si terranno il prossimo dicembre. Lo scorso giovedì ha presentato il fascicolo con la su candidatura alla Commissione elettorale indipendente (CEI), che non si è dimostrata per nulla sorpresa . 

Il presidente "uscente" Yahya Jammeh
Il presidente "uscente", mentre stava consegnando il suo fascicolo alla Commissione, ha specificato: “Non m’importa ciò che dice la gente di me. Non ascolto nessuno, so bene cosa è importante e cosa no”. E infine ha aggiunto: “E’ una questione tra me e Dio. Si vorrebbe ascoltare tutti, soddisfare tutti, ma si finisce per accontentare solo i cattivi. Fate ciò che ritenete giusto, ma assicuratevi di soddisfare solamente Dio, l’onnipotente”. 


Yahya Jammeh Ieri la CEI ha reso noto i nomi dei tre candidati ammessi a correre per le elezioni presidenziali con scrutinio a turno unico. La campagna elettorale sarà di breve durata: dal 16 al 29 novembre. E’ evidente che la candidatura di Jammeh è stata accettata come rappresentate del suo partito, “ Alliance for Patriotic Reorientation and Construction” (APRC). Gli altri due aspiranti all’ambita poltrona sono: Adama Barrow, sostenuto da una coalizione dell’opposizione e Mama Kandeh, ex membro dell’APRC, ora in lizza con un partito di recente creazione, il “Congresso democratico del Gambia” (GDC)”. In un breve comunicato il rappresentante speciale per l’Africa occidentale e il Sahel del segretario generale dell ’ONU, Mohamed Ibn Chambas, ha chiesto la massima trasparenza durante questa tornata elettorale. 

Jammeh è al potere da oltre vent’anni. Prima l’ha “conquistato” con un colpo di Stato nel 1994, poi è stato rieletto nel una prima volta nel 1996 grazie a “libere e democratiche elezioni”, chiaramente truccate. Solo pochi anni fa si è convertito all’islam, forse per ottenere più consensi, visto che la maggior parte della popolazione è musulmana.  

Il presidente dirige con mano ferrea il piccolo Paese anglofono dell’Africa dell’occidentale, un’enclave nel territorio del Senegal. Il suo regime è accusato di sparizioni forzate, arresti extragiudiziari, morti sospette, accanimento contro i media e i difensori dei diritti dell’uomo, violazione dei diritti fondamentali dell’uomo, per non parlare del suo odio atavico verso gay e lesbiche

E per ultimo, il Gambia è uno degli Stati che ha chiesto ufficialmente di uscire dalla Corte Penale Internazionale. 

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