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domenica 25 giugno 2017

Sant’Egidio a Washington: rafforzare impegno contro pena di morte

Radio Vaticana
“No Justice without Life”, “Nessuna giustizia senza vita”. E’ il tema della conferenza in corso a Washington promossa dalla Comunità di Sant’Egidio e da un folto numero di organizzazioni cattoliche statunitensi e non solo impegnate contro la pena di morte. 

Sull’importanza di questo evento, Alessandro Gisotti ha intervistato Carlo Santoro, coordinatore di Sant’Egidio contro la pena di morte, raggiunto telefonicamente nella capitale statunitense:

R. - Nell’ambito dell’assemblea generale di questa associazione che è la World coalition to abolish death penalty che raccoglie 150 associazioni del mondo noi, insieme alla Chiesa cattolica statunitense, abbiamo organizzato questo evento a cui hanno partecipato anche diversi familiari delle vittime.

D. - Quali sono le indicazioni che sono emerse da questa riunione che ovviamente guarda agli Stati Uniti ma non solo?

R. - Ci sono state voci, ad esempio dall’India, ma anche dalla Nigeria… Le indicazioni sono forti. Io penso che noi dobbiamo tutti lavorare molto più insieme e in connessione tra di noi e questo mi sembra molto importante perché ci sono grosse spinte in diversi Stati verso l’uso della pena di morte con la scusa del terrorismo, chiaramente. Però, spesso, scopriamo in molti Paesi che a essere messi a morte in genere si tratta, per esempio, di stranieri. In Paesi come l’Arabia Saudita quasi la metà dei condannati a morte sono in realtà o filippini o nigeriani. Questo perché la pena di morte continua a essere uno strumento politico di repressione ma che spesso anche negli Stati Uniti colpisce le fasce più povere della popolazione. In genere in alcuni Stati, per esempio, in Florida o nel Texas le condanne a morte si concentrano in alcune aree dello Stato. Questo è un fatto significativo non perché ci siano lì dei tassi di delinquenza molto più alti che nel resto dello Stato ma perché è un problema politico e anche di fasce molto povere della popolazione.

D. - C’è un rinnovato appello a rafforzare il movimento contro la pena di morte. In questa battaglia si sente ovviamente l’incoraggiamento e il sostegno di Papa Francesco…

R. - Assolutamente sì. C’è stato chiesto aiuto da parte di Catholic Mobilizing Network, un’associazione che di fatto si rifa alla Conferenza episcopale americana. Noi vogliamo rilanciare il loro appello, venire incontro a questa loro richiesta per rilanciare questo impegno che parte proprio dalle parole del Papa il quale in diverse occasioni ha invitato ad aiutare l’abolizione della pena di morte ma che anche ha detto: “Non solo siamo chiamati come cristiani a combattere per abolire la pena di morte, legale o illegale, ma anche a migliorare le condizioni di vita in carcere”. Questo per noi di Sant’Egidio è molto importante perché ovunque lavoriamo nel mondo siamo a contatto con la realtà del carcere stiamo iniziando una grossa battaglia per umanizzare le carceri a partire da quelle in Africa ma anche a partire dalle nostre, in Italia.

venerdì 9 ottobre 2015

USA - 10 ottobre 2015 La Comunità di Sant'Egidio, co-fondatrice della WCADP, si unisce alla mobilitazione internazionale con un tour in Texas

www.santegidio.org
La Comunità di Sant'Egidio, co-fondatrice della WCADP, si unisce alla mobilitazione internazionale con un tour in Texas
Una delegazione di Sant'Egidio parterciperà agli eventi pubblici per Journey of Hope a Dallas e Houston dal 9 al 15 ottobre

La Comunità di Sant’Egidio, co-fondatrice della WCADP si unisce alla mobilitazione internazionale per diffondere la sensibilità e la consapevolezza sulle contraddizioni e la barbarie di questo strumento di giustizia inefficace e inumano, che abbassa gli Stati e la società civile al livello dell’assassinio e della violenza che si vorrebbe combattere.

Sarà un periodo intenso che vedrà tutte le associazioni unite in un grande lavoro di sensibilizzazione e che culminerà nella Giornata Mondiale delle "Città per la Vita", il 30 novembre prossimo, con la partecipazione di oltre 2000 città del mondo impegnate per l'abolizione della pena di morte.

La World Coalition Against the Death Penalty riunisce più di 150 associazioni che in tutto il mondo sono impegnate nella lotta contro la pena di morte.

Da tredici anni, il 10 ottobre, la World Coalition celebra la giornata contro la pena di morte e quest'anno vuole attirare l'attenzione sulle condanne inflitte per reati connessi al traffico di droga.

Sono 33 i paesi che prevedono l'applicazione della pena capitale per reati di droga, un numero che è cresciuto negli anni, in contro-tendenza rispetto alla diminuzione dell'applicazione della pena di morte nel mondo. Tredici di questi 33 paesi hanno eseguito almeno una condanna a morte per reati di droga negli ultimi cinque anni.

Tuttavia, l'applicazione della pena di morte non influisce sul numero di persone che abusano di droghe e contraddice il dettato dei trattati internazionali e gli inviti delle istituzioni internazionali ad escludere che reati di droga vengano punti con la pena capitale. Inoltre, anche nell'applicazione per reati di droga la pena di morte di rivela fonte di discriminazione contro i poveri, le donne, gli stranieri.

Il sito della World Coalition Against the Death Penalty presenta le iniziative organizzate in occasione di questa XIII Giornata Mondiale e le attività che possono essere organizzate a sostegno di essa. Per maggiori informazioni si può consultare il sito

www.worldcoalition.org/