Pagine

Visualizzazione post con etichetta MEDU. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta MEDU. Mostra tutti i post

martedì 7 febbraio 2017

Rifugiati, Migranti: Medici per i diritti umani, “accordo Italia-Libia inefficace e inumano”

SIR
L’accordo siglato il 2 febbraio a Roma tra il governo italiano e il governo di riconciliazione nazionale libico per il contrasto all’immigrazione illegale, al traffico di esseri umani e per il rafforzamento della sicurezza delle frontiere “è probabilmente inefficace e certamente inumano”. Lo afferma oggi l’organizzazione umanitaria Medici per i diritti umani (Medu). 

Luoghi di detenzione per migranti in Libia
“Inefficace – precisa – perché il governo di Serraj controlla ad oggi solo una parte molto ridotta del territorio nazionale libico e non ha il pieno controllo neanche della capitale Tripoli. Per il resto, la Libia è oggi per i migranti un grande campo di concentramento, sfruttamento e tortura gestito da una miriade di milizie, gruppi armati e bande criminali di dimensioni e caratteristiche tra le più svariate”. “Inumano – sottolinea Medu – perché ha palesemente come unico obiettivo quello di ‘fare muro’ nel Canale di Sicilia per bloccare gli sbarchi in Italia senza preoccuparsi della sorte di centinaia di migliaia di donne, uomini e bambini destinati a rimanere intrappolati nell’inferno libico”. 

Medu critica la mancanza di attenzione ai diritti umani, ricordando che la Libia non ha neppure sottoscritto la Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951.

“L’intensità e l’estensione delle violenze commesse sui migranti in Libia è di una gravità senza precedenti”, ricordano gli operatori di Medu, che ogni giorno ascoltano le drammatiche vicende delle persone appena sbarcate in Italia e assistite nei progetti di riabilitazione delle vittime di tortura in Sicilia e a Roma: oltre il 90% dei migranti intercettati ha subito torture, abusi e violenze ripetute, quasi sempre in Libia. 

Secondo Medu le decisioni prese dall’Italia e da tutta l’Unione europea vanno “decisamente nella direzione sbagliata”. “Piuttosto che attraverso strategie miopi tese a sollevare tutti i ponti levatoi della ‘fortezza Europa’ – conclude – sono necessari accordi e politiche che mettano radicalmente al centro la dignità e i diritti dell’uomo”. Altrimenti il progetto europeo è destinato ad “un fallimento operativo e morale senza ritorno”.

venerdì 8 luglio 2016

Immigrazione: Medici per i diritti umani, a Roma centinaia di migranti dormono in strada, “condizioni disumane”

SIR
In queste ore a Roma centinaia di migranti vulnerabili in arrivo dal Corno d’Africa sono lasciati in condizioni disumane. Unico rifugio la strada di via Cupa nei pressi dell’ex centro Baobab. 


La denuncia arriva dagli operatori di Medici per i diritti umani (Medu), che continuano a fornire prima assistenza medica insieme ai cittadini e volontari di Baobab Experience. “Si tratta di giovani uomini, donne, ragazze incinte arrivati da pochi giorni nel nostro Paese dopo un viaggio drammatico che a Roma non trovano nessun tipo di accoglienza istituzionale. Centinaia di persone costrette a dormire letteralmente sull’asfalto in condizioni igienico-sanitarie critiche – afferma Medu -. E’ una vergogna per la città di Roma lasciare degli esseri umani in queste condizioni. 

I miserrimi centri di raccolta per migranti di Niamey e Agadez in Niger, uno dei paesi più poveri d’Africa, sono probabilmente meno precari del nulla in termini di assitenza offerto dalle autorità italiane nella capitale. L’unico intervento delle istituzioni di un mese fa – lo sgombero del presidio umanitario al Verano senza soluzioni alternative – non ha fatto che aggravare la situazione. Poi l’immobilismo più totale”. Medu e Baobab Experience chiedono alla sindaca Raggi, al ministero dell’Interno e alla regione Lazio di “approntare misure immediate e civili di accoglienza per i gruppi di migranti più vulnerabili nella città di Roma, al pari di quanto avviene in altre città italiane ed europee. Non farlo è omissione di soccorso oltre che una sconfitta civile ed etica per la capitale d’Italia”.

martedì 24 dicembre 2013

Immigrazione: Medici diritti umani, Cie inutili e incivili

ANSA
I Cie sono luoghi generatori di violenza, non garantiscono in alcun modo i diritti umani delle persone trattenute e si sono dimostrati fallimentari nel contrasto dell'immigrazione irregolare: solo l'1% dei migranti irregolari viene infatti effettivamente rimpatriato attraverso il sistema della detenzione amministrativa e nel 2013 è probabile che questa percentuale si abbasserà ulteriormente. I Cie sono, in due parole, inutili e incivili. E' quanto afferma in una nota "Medici per i diritti umani" (Medu).
CIE di Torino
I recenti episodi di cronaca secondo Medu "dimostrano una volta ancora la necessità di riformare radicalmente - e da subito - un sistema di gestione dell'immigrazione incompatibile con quei diritti fondamentali che uno stato di diritto deve sempre garantire". "Le situazioni inumane e degradanti all'interno di queste strutture non sono episodi sporadici, comunque inaccettabili, ma pratiche e condizioni oggettive frequenti e perduranti" affermano.

Nel Cie di Torino, secondo quanto rilevato direttamente da Medici per i Diritti Umani, gli episodi di autolesionismo messi in atto dai migranti trattenuti nel corso del 2011 sono stati 157, vale a dire un episodio ogni 56 ore.

Il drammatico disagio nei centri non riguarda del resto solo i migranti, precisa Medu: le condizioni di lavoro degli operatori degli enti, per lo più privati, che amministrano i centri e degli agenti di pubblica sicurezza sono assai critiche. E l'introduzione dei bandi di gara al massimo ribasso sembra aver avuto l'effetto di un detonatore. Dal 2012, sottolineano, il governo ha infatti adottato come unico criterio per l'assegnazione della gestione dei centri quello dell'offerta economica minima, a prescindere dalla qualità dei beni e dei servizi garantiti, determinando un ulteriore scadimento delle strutture e dei servizi e un aumento delle rivolte e delle proteste da parte dei trattenuti.

Medu torna dunque a chiedere la chiusura di tutti i Cie.