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venerdì 28 febbraio 2020

Migranti - Nelle isole greche di Lesbos, Chios e Samos l'esasperazione dei profughi alla base di manifestazioni e scontri

AnsaMed
E' di almeno 50 feriti, 40 agenti di polizia e 10 manifestanti, il bilancio degli ultimi due giorni di scontri nelle isole greche di Chios, Samos e Lesbos, dove sono in corso violente proteste contro la decisione del governo di Atene di costruire centri di raccolta chiusi per i migranti. 
Lo riferiscono i media greci, aggiungendo che per cercare di "calmare" la situazione, che sta assumendo i contorni di una guerriglia urbana, il governatore della regione del Nord Egeo e i sindaci di Chios, Lesbos occidentale e Mitilene sono stati convocati oggi pomeriggio ad Atene per una riunione con il governo.

La rivolta è scoppiata quando a Lesbos e Chios sono stati inviati centinaia di agenti antisommossa per proteggere i lavori di costruzione degli hotspot. La polizia ha usato gas lacrimogeni, cannoni ad acqua e bombe fumogene contro i dimostranti. 

Alcuni testimoni e un operatore italiano che lavora con una Ong a Lesbos hanno riferito che alle manifestazioni partecipano anche membri dell'estrema destra di Alba Dorata e di gruppi dell'estrema sinistra. Le stesse fonti riferiscono che gruppi di dimostranti hanno fatto irruzione ieri sera in un albergo dove erano alloggiati parte dei poliziotti mandati da Atene. Mentre ancora media locali riferiscono di un attacco alla base militare di Kyriazis, dove erano alloggiati altri agenti.

domenica 12 novembre 2017

Migranti - Tre bambini trovati morti sulle coste di Lesbo in tre giorni

Blog Diritti Umani - Human Rights
Tre cadaveri di bambini, presumibilmente rifugiati, sono stati ritrovati sulla costa dell'isola greca di Lesbo 
negli ultimi tre giorni, hanno riferito i media locali.


Le autorità dell'isola non sono ancora state in grado di chiarire le circostanze della morte  e al momento non ci sono persone scomparse nelle liste dell'UNHCR.

I tre corpi sono stati trovati in una zona balneare a nord-ovest della capitale Mytilene zona geografica molto vicina alla Turchia, frequentata da un gran numero di rifugiati.

Secondo i media di Lesbos, l'ultima vittima è stata trovata ieri mattina e si tratta di una ragazza di circa 12 o 13 anni.

Negli ultimi giorni non sono stati naufragi in quella zona del Mar Egeo.

L'ultimo affondamento ufficialmente registrato ha avuto luogo il 3 novembre scorso all'isola di Kos, circa 300 chilometri a sud di Lesbo e le guardie costiere della Grecia e della Turchia hanno recuperato i corpi di tre persone e ne hanno salvato altri 15.

Secondo la testimonianza di uno dei rifugiati sulla chiatta erano a bordo 22 a 24 persone.

Dalla metà agosto gli arrivi alle isole sono aumentati del 200% rispetto allo scorso anno e, sebbene il governo greco ha espresso preoccupazione per l'aumento, lo ritiene ancora gestibile.

Nei primi dieci giorni di novembre sono arrivate 1.237 persone sulle isole, di cui 785 a Lesbos, 338 a Chios e 114 a Samos.

Questa mattina, una nave di Frontex ha salvato 69 migranti che erano a bordo di un'imbarcazione gonfiabile vicino alla costa di Chios.


Fonte: Noticia al dia