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domenica 3 febbraio 2019

Crotone come Castelnuovo, i migranti cacciati dal Cara accolti dai cittadini. «Vedere crescere mio figlio con la piccola Salima è la più grande soddisfazione. Questa è l’Italia di domani»

LaCNews24
Tra le persone costrette a lasciare il centro di accoglienza per effetto del decreto sicurezza anche Yousuf e Faith con la loro piccola e un altro bimbo in arrivo. Poi il dramma e l'aborto. Ora una nuova speranza: la famiglia ha finalmente una nuova casa grazie alla generosità di una volontaria di Caccuri.


Manuelita, volontaria della Caritas diocesana a Crotone e presidente dell’associazione di volontariato Sabir, è diventata un esempio di un’accoglienza che va ben oltre il primo soccorso: ha dato una casa a una giovane famiglia di migranti che ha incontrato per la prima volta il 30 novembre scorso. Quella notte erano stati allontanati dal Cara di Isola Capo Rizzuto 24 persone per effetto del decreto legge sicurezza. Tra di loro Yousuf e Faithcon la loro piccola Salima e un altro bimbo in arrivo.

Speravano di ricominciare una nuova vita e far nascere il loro secondogenito in Italia ma probabilmente a causa del periodo di forte stress Faith ha perso il figlio che aspettava. Un caso che ha scosso l’opinione pubblica arrivando fino in Parlamento, considerato in un’interpellanza urgente dai democrat Enza Bruno Bossio e Gennaro Migliore come simbolo degli effetti negativi del decreto legge voluto da Salvini in tema di sicurezza. 

Yousuf e Faith, secondo la Bruno Bossio durante l’interpellanza, avrebbero dovuto ricevere una seconda accoglienza adeguata invece «si sono ritrovati come due novelli “Giuseppe e Maria” a cercare un posto in cui far nascere il "piccolo Gesù"», con la differenza però che a loro è toccato un triste epilogo. Nessuna nascita per la coppia di migranti il 24 dicembre ma una notte in ospedale e un aborto.

Nel momento più difficile però non si sono ritrovati da soli: al loro fianco gli instancabili volontari dell’associazione Sabir. Adesso la giovane coppia di migranti sta tentando di superare il trauma assieme alla sua primogenita, Salima, nella nuova casa di Caccuriofferta da Manuelita e suo marito Ramzi, accolti dall’intera comunità crotonese. 

Per Manuelita l’accoglienza diffusa è l’unica via per l’integrazione, un’esperienza che sta vivendo in prima persona :«Vedere crescere mio figlio con la piccola Salima è la più grande soddisfazione. Questa è l’Italia di domani».

Enrica Cunzolo

martedì 31 marzo 2015

Immigrazione: nasce la Commissione d'inchiesta sul sistema di accoglienza degli immigrati in Italia

ANSA
Roma - Nasce la Commissione d'inchiesta sul sistema di accoglienza degli immigrati in Italia, CIE, CARA, Centri di Prima Accoglienza voluta da Democrazia Solidale (PI-CD), da SEL e dal PD con tre disegni di legge poi approvati in aula sul testo unificato da Gennaro Migliore.

L'elezione a scrutinio segreto ha visto grande convergenza su Gennaro Migliore (presidente) mentre Marazziti e Patriarca saranno i vice presidenti (Segretari Palazzotto e Gadda).
Marazziti, dicendosi soddisfatto per la nascita della commissione, ha ricordato di averla sollecitata "con il mio disegno di legge all'indomani della tragedia di Lampedusa, che la Camera ha unificato con i disegni di legge Palazzotto e Fiano. 

Abbiamo un anno per capire perche' si sono create condizioni di invivibilita' e per aiutare il Paese a dotarsi di un sistema di accoglienza per immigrati e rifugiati, e selezione degli aventi diritto a rimanere nel nostro Paese, all'altezza delle tradizioni di solidarieta' e di rispetto della dignita' umana che fanno dell'Italia la porta dell'Europa".
"Spero - ha concluso - che la Commissione di inchiesta si pensi indipendentemente dalle appartenenze perche' abbiamo da svolgere un lavoro che serve al Paese e in cui deve esistere solo l'oggettivita' della verita' ricercata in maniera seria, senza pregiudizi. E penso che ci riusciremo".

domenica 15 dicembre 2013

Immigrato suicida al Cara di Mineo, era sbarcato in Sicilia il 5 maggio.

La Repubblica Palermo

Il giovane è stato trovato con una corda al collo in una palazzina del centro. Era sbarcato in Sicilia lo scorso 5 maggio, da oltre sette mesi era in attesa dello status di rifugiato politico
Un eritreo di 21 anni si è suicidato nel Cara di Mineo, nel catanese. Il giovane è stato trovato con una corda al collo in una palazzina del centro, dove sono frequenti le proteste e le rivolte. Era sbarcato in Sicilia lo scorso 5 maggio. 

La procura di Caltagirone ha aperto un'inchiesta per accertare se si sia trattato del gesto disperato di un giovane in preda allo sconforto, oppure se vi siano altre cause. Non è la prima volta che al Cara di Mineo, tra i 4 mila immigrati in attesa dello status di rifugiato politico, avvengono casi di suicidio.