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sabato 23 settembre 2017

Il "nuovo" Gambia di Adama Barrow si impegna all'ONU ad abolire la pena di morte

Blog Diritti Umani - Human Rights
Il Gambia si è impegnato ad abolire la pena di morte con la speranza che altri Stati africani seguiranno il suo esempio.


Il neo presidente del Gambia Adama Barrow
Il presidente Adama Barrow, eletto nel dicembre 2016, ha firmato un trattato ONU sull'abolizione della pena capitale dopo il suo discorso inaugurale all'assemblea generale a cui è seguito giovedì un comunicato stampa del Governo.

"Con la firma dei trattati, la nuova Gambia continua a promuovere la democrazia e dimostrare l'impegno dello Stato a proteggere la vita degli attivisti politici", ha dichiarato in documento, riferendosi a quattro altri trattati su questioni inerenti la difesa dei diritti umani, tra cui le sparizioni forzate.

Il presidente precedente Jammeh ha governato il paese con pugno di ferro per 22 anni, fino a quando non è stato costretto a cedere il potere a Barrow, e ha eseguito 9 soldati nel 2012 e minacciato di espandere un elenco di reati che prevedevano la pena capitale nel 2015 per contrastare un presunto aumento del tasso di criminalità nel paese .

Le nazioni africane occidentali francofone come il Benin, la Repubblica del Congo e la Guinea negli ultimi anno stanno facendo tutti passi necessari per porre fine alla pena di morte.


Fonte: The Indipendent

giovedì 6 aprile 2017

Gambia - Presidente Barrow apre inchiesta su "desaparecidos" vecchio regime.

Blog Diritti Umani - Human Rights
Aperta un'inchiesta da parte del nuovo presidente del Gambia Adama Barrow sul rispetto dei diritti umani nel suo paese.

Barrow ha vinto il primo dicembre largamente le elezioni sconfiggendo il presidente in carica Yahya Jammeh che governava in maniera autoritaria il Gambia dal colpo di stato del 1994, e da allora aveva vinto largamente tutte le elezioni.

L’inchiesta riguarda decine di scomparsi. La polizia ha aperto 33 fascicoli sulla sparizione di decine di persone durante il regime del presidente Yahya Jammeh.

L'obiettivo è quello di raccogliere informazioni sui reati commessi dall’ex presidente e dalla sua cerchia.

ES

venerdì 20 gennaio 2017

Il Gambia a un passo dalla guerra civile. Il neo presidente eletto Adama Barrow rifugiato in Senegal

Euro News
La situazione nel Paese è caotica, con il presidente eletto Adama Barrow che ha prestato giuramento all’interno nell’ambasciata gambiana di Dakar, in Senegal. Qui Barrow si è rifugiato dopo che il Presidente uscente ha deciso di non cedere il potere. Continua così il braccio di ferro Yahia Jammeh, che nonostante abbia perso le presidenziali si rifiuta di lasciare il potere che detiene da 22 anni, denunciando presunti brogli.


Adama Barrow
L’insediamento all’estero di Barrow di fatto apre le porte all’intervento militare in Gambia dei Paesi della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (CEDEAO/ECOWAS). Già pronti soldati e aerei da combattimento. Barrow, riconosciuto come legittimo Capo dello Stato dalla comunità internazionale, potrà infatti invocare l’intervento degli Stati vicini per deporre Jammeh e prendere il potere.

Sul fronte diplomatico il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite vota su un progetto di risoluzione presentato dal Senegal per sostenere l’intervento militare mentre secondo indiscrezioni, Jammeh avrebbe reclutato diversi mercenari originari di Liberia, Sierra Leone, e Mali.

domenica 11 dicembre 2016

Gambia: Adama Barrow vince le elezioni e scarcera i prigionieri politici

Il Foglio
Adama Barrow
Ousainou Darboe è un avvocato del Gambia, ha settantotto anni, gli occhi profondi di chi da sempre si batte per qualcosa: lui per i diritti umani e la democrazia, termine quest'ultimo quasi impronunciabile in questa nostra terra europea improvvisamente stanca del volere popolare e invece preziosissimo in Africa o nelle nazioni che la democrazia non la conoscono, non l'hanno mai vissuta, e la sognano (alla pari dei camminatori siriani che scappano da Stato islamico e bombe assadiste e putiniane e non si fermano davanti alle barriere europee e gridano "libertà", ricordandoci per che cosa, noi occidentali, siamo famosi).

Darboe è il leader del Partito democratico unito del Gambia, dal 1994 si candida e perde, un po' per i brogli, un po' perché la sua visione illuminata non attecchisce in questo paese minuscolissimo, un milione e ottocentomila abitanti che si sono nel tempo adeguati alla mano dura di Yahya Jammeh, dittatore del Gambia dal colpo di stato del 1994 fino a qualche giorno fa. In 22 anni di regime, sono scomparsi attivisti e giornalisti, sono stati massacrati studenti e migranti, i gay sono stati minacciati - se vi trovo, vi taglio la gola - e nel 2015 il paese è stato rinominato Repubblica islamica del Gambia, perché la religione islamica prevalente deve permeare tutta la società.

Ousainou Darboe, capo dell'opposizione, è stato incarcerato nell'aprile del 2015 dopo aver organizzato una protesta nella capitale: è dalla prigione che ha assistito all'ultima tornata elettorale, che è stata condotta per il suo partito da Adama Barrow, un immobiliarista cinquantenne che ha studiato all'estero (a Londra), è tornato appena si è laureato, ha creato una società di real estate e vi lavora da allora. Senza esperienza politica, Barrow è riuscito in un'impresa straordinaria, cioè rovesciare il regime di Jammeh con un'elezione, la prima in cui si elegge un presidente dall'indipendenza dal Regno Unito, che risale al 1965.

Due mogli, cinque figli e una forte devozione all'islam, Barrow giurerà a gennaio, ma intanto i tribunali hanno iniziato a liberare attivisti politici e dissidenti che erano stati messi in prigione da Jammeh. Il primo è stato Ousainou Darboe, che con la sua lunga tunica blu è uscito dal tribunale con un sorriso e la folla, finalmente libera anch'essa di parlare, ha gridato: "Ecco il nuovo Gambia".