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sabato 7 novembre 2015

Uganda - Nel nome della pace e dell’istruzione: più di 1.000 studenti nella scuola del campo profughi di Nyumanzi

www.santegidio.org
“The School of Peace” la scuola elementare aperta in Nord Uganda dalla Comunità insieme alla Diocesi di Arua accoglie più di 1.000 profughi del Sud Sudan che frequentano le prime cinque classi del ciclo primario. A settembre c’è stata una visita speciale: Mgr. Sabino Odoki (il vescovo di Arua) e alcuni amici della Comunità - un’esperta di linguistica e un tecnico specialista di acqua ed energia - accompagnati dalla Comunità di Adjumani sono stati al Nyumanzi Settlement.
Il grande campo profughi (Settlement) di Nyumanzi dove sorge la scuola è non lontano da Adjumani dov’è presente una Comunità di Sant’Egidio. Nell’insediamento la popolazione giovanile al di sotto dei 17 anni è pari al 64% della popolazione. A fine aprile 2015 la popolazione complessiva raggiungeva le 27.866 unità.

La visita è stata un’occasione per conoscere meglio gli studenti della scuola, raccogliere frammenti delle loro storie e delle vicende che li hanno portati fino in Uganda e a Nyumanzi e c’è stata l’occasione per rafforzare la collaborazione con alcune agenzie internazionali come l’UNICEF che stima e sostiene la nostra scuola perché “offre garanzie di qualità e sostenibilità”.

L’età media degli studenti è di 10,9 anni ma tra di loro c’è un bel gruppo di adolescenti, almeno una trentina hanno 16 anni e più e circa 120 hanno tra 14 e 15 anni. I più piccoli (5-7 anni) sono una settantina. Ci ha stupito l’arrivo di un primo gruppo di ugandesi (non profughi) che ha scelto di venire proprio alla nostra scuola dal villaggio di Ovuvu (verso il confine di Panzaala Port) percorrendo ogni giorno a piedi i cinque chilometri di strada rossa che li separa da Nyumanzi.

La maggioranza è originaria dello Jonglei State, il più grande del Sud Sudan, dove la popolazione è in prevalenza dinka. In particolare molti profughi sono arrivati dalla città di Bor (capitale dello Jonglei) e dalla “Duk County” più a nord. La zona è stata attaccata dai ribelli di Riek Machar tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014. Da Bor il confine con l’Uganda dista quasi 400 km, una distanza che quasi tutti hanno coperto in molti giorni, spesso facendo sosta nella capitale Juba (metà strada) e oltrepassando un confine non ufficiale, su delle barche che fanno la spola sul Nilo Bianco nei pressi di Panzaala Port.

Nel corso della visita durata una settimana è stata fatta una ricognizione della disponibilità di acqua nella zona. La costruzione di un pozzo di acqua dolce è tra le prime cose che vorremmo fare per migliorare la qualità della vita dei ragazzi ed è stata considerata la possibilità di dotare la scuola di ulteriori servizi (bagni con raccolta dell’acqua piovana, energia elettrica, nuove aule, spazi ricreativi) e di costruire un nuovo blocco di aule.

I genitori sono particolarmente fieri di mandare i loro figli alla nostra scuola e hanno fatto cucire delle divise per i loro ragazzi dove c’è un logo della scuola (l’hanno creato loro) dove si legge chiaramente “The School of Peace” e Community of Sant’Egidio. Sappiamo bene quanto sia forte il legame tra pace e istruzione. Nel Sud Sudan (dove ad agosto è stato firmato un nuovo fragile accordo tra le fazioni) e in tutta l’Africa ce n’è grande bisogno.

Molti ci hanno detto che la scuola è stata una risposta in un momento di grande difficoltà e sofferenza, perché è stato un segno di fiducia nei riguardi di tutta la loro comunità e la fiducia produce speranza nel futuro, cosa di cui avevano un grande bisogno.

martedì 5 maggio 2015

Uganda - Tutti in classe... anche quando piove! La nuova scuola nel campo profughi di Nyumanzi

Comunità di Sant'Egidio
Ha un bel tetto rosso, pareti colorate, può accogliere più di mille studenti: è la scuola realizzata da Sant'Egidio
La nuova scuola aprile 2015
Grande festa nel campo profughi di Nyumanzi, vicino a Adjumani nel Nord Uganda, per la consegna delle prime aule in muratura della scuola elementare per i bambini profughi del Sud Sudan realizzata dalla Comunità di Sant'Egidio in collaborazione con la diocesi ugandese di Arua.

D'ora in poi le lezioni si svolgeranno al coperto e non più sotto gli alberi come lo scorso anno. Questo garantisce il regolare svolgimento dell'attività didattica proprio durante la stagione delle piogge che è cominciata da poco e dura fino a ottobre. Lo scorso anno le piogge avevano creato problemi, rallentando la didattica. I temporali, infatti, arrivano improvvisi e costringono tutti ad abbandonare le lezioni, e una volta abbandonata la scuola è difficile ricominciare.

Oltre alle aule è stata completata anche la recinzione attorno al terreno dove sorge la scuola ed è stato consegnato anche un magazzino per il materiale didattico, importante per conservare registri, lavagne, libri all'interno della scuola. Finora infatti gli insegnanti erano costretti a portare a casa i registri e i libri, e questo non facilitava il loro lavoro.
La scuola, considerata un modello per il campo profughi, ha ottenuto apprezzamenti da parte delle autorità ugandesi, che l'hanno riconosciuta ufficialmente nell'ottobre 2014. Quella di Nyumanzi è divenuta così l’unica scuola della zona che può rilasciare un diploma riconosciuto in Uganda, ma spendibile anche in Sud Sudan.

La consegna delle prime aule è un importante passo in avanti per questa scuola, un dono per gli oltre mille studenti che la frequentano e che considerano la possibilità di studiare come un dono inatteso di Dio. E' così che lo scorso 19 aprile in tanti si sono ritrovati nella scuola per partecipare a una preghiera di ringraziamento insieme alla Comunità di Sant'Egidio di Adjumani.