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domenica 6 ottobre 2013

Florida - Condanna a morte annullata per Anthony Farina di origini italiane

Giornale di Sicilia
Santo Stefano di Canastra, Una Corte federale d'Appello degli Stati Uniti ha annullato, lo scorso 30 settembre, la condanna a morte di Anthony Farina americano di 29 anni di origini italiane condannato alla pena capitale in Florida per una rapina a un fast food che lo vide protagonista assieme al fratello, il quale sparò e uccise un dipendente.

A rendere noto l'annullamento è Nessuno Tocchi Caino (Ntc), che l'anno scorso insieme a diverse organizzazioni straniere e italiane - tra cui la Comunità di S.Egidio - aveva promosso una campagna per salvare il detenuto. Nel novembre scorso, inoltre, il governo italiano aveva riconosciuto a Farina la cittadinanza italiana, essendo la sua famiglia originaria di Santo Stefano di Camastra.

La corte federale, spiega Nessuno Tocchi Caino, ha annullato la sentenza «per inadeguata assistenza legale» in quanto il rappresentante della pubblica accusa, nel rivolgersi ai giurati popolari, ha fatto riferimenti religiosi (il pm aveva invocato anche la Bibbia proclamandosi «agente di Dio»).

La Corte ha stabilito che l'aver dato l'idea ai giurati di essere in accordo con i precetti religiosi «ha diminuito il senso di responsabilità che invece i giurati devono sentire in pieno».
Da un punto di vista tecnico la sentenza di annullamento è «per curiam» e «unpublished» (non resa pubblica). E ciò significa che la pubblica accusa avrà difficoltà ad ottenere il riesame da parte del plenum della Corte d'Appello o da parte della Corte Suprema Usa, aggiunge ancora Ntc.

domenica 24 marzo 2013

Pena di Morte. Ultimo appello contro l'esecuzione in Florida del cittadino italiano Anthony Farina


Notizie Radicali
Antony Farina, il cittadino americano di origini italiane, per il quale le associazioni Reprieve, Nessuno tocchi Caino e Comunità di Sant’Egidio hanno promosso una campagna per il riconoscimento della cittadinanza italiana (ottenuta lo scorso 2 novembre) e contro la sua condanna a morte, ha presentato il 13 marzo il suo ultimo ricorso alla Corte d'Appello degli Stati Uniti, per chiedere la revoca della sentenza capitale. All’udienza ha partecipato in rappresentanza del Governo italiano anche il Console Generale Adolfo Barattolo, che ha presentato un “amicus curiae” volto a sostenere la contrarietà al diritto internazione di una condanna a morte nei confronti di una persona che non ha né ucciso né avuto l’intenzione di uccidere.
Anthony Farina, la cui famiglia è originaria di Santo Stefano di Camastra (Messina) aveva 18 anni nel 1992 quando, insieme al fratello sedicenne Jeffrey, rapinò un fast food a Daytona Beach, in Florida. Il fratello sparò e uccise una dipendente, ma essendo minorenne all’epoca dei fatti la sua pena è stata tramutata in ergastolo, con la possibilità di ottenere la libertà condizionata dopo 25 anni. Anthony, invece, pur non avendo materialmente commesso l’omicidio, si è ritrovato condannato alla pena capitale dopo un processo in cui il pubblico ministero, invocando la Bibbia, si era proclamato “agente di Dio”.
Il caso ha visto la mobilitazione anche dell'organizzazione “Americani Uniti per la Separazione tra Stato e Chiesa” e di una coalizione di gruppi religiosi americani contrari alle affermazioni del Pubblico Ministero di essere “servo di Dio” e “strumento di punizione divina”. Sulla vicenda è intervenuto anche Francesco Re, il sindaco di Santo Stefano di Camastra che si è rivolto al Presidente della Repubblica e al Papa.
Nell’ipotesi di rigetto di quest’ultimo appello presentato da Anthnoy Farina, resterà il ricorso alla Corte Suprema degli Stati Uniti che però non ha l’obbligo di esaminare il caso. Non resterà poi che la richiesta di grazia al governatore della Florida che la concesse, l’ultima volta, nel 1983.