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lunedì 28 settembre 2015

Rep. Centrafrica - Violenze a Bangui, in aumento gli sfollati

MISNA
“Centinaia di profughi hanno raggiunto i campi allestiti presso il convento di Notre Dame du Mont Carmel e il Seminario maggiore di Bangui”: lo riferiscono alla MISNA fonti nella capitale centrafricana in seguito a scontri e violenze che nel fine-settimana hanno provocato oltre 30 vittime e un centinaio di feriti.

“Tanta gente è fuggita in cerca di un riparo – dicono da Bangui - mentre nelle strade si sparava ed erano erette barricate di pneumatici in fiamme; era da almeno un anno che i campi si svuotavano ma nel fine-settimana è avvenuto esattamente il contrario”.

Le violenze sono cominciate sabato mattina, pare a seguito dell’uccisione di un conduttore di moto-taxi nel Pk-5, quartiere perlopiù musulmano nel centro della città. Nelle ore successive rappresaglie ed esecuzioni sommarie, con roghi di abitazioni e perfino di una chiesa protestante.

Secondo le fonti della MISNA, a ogni modo, le violenze potrebbero non esser riconducibili solo alle contrapposizioni degli ultimi anni tra combattenti musulmani della Seleka e unità Anti-Balaka, milizie perlopiù cristiane. “Negli scontri – dicono da Bangui – un ruolo sembra aver assunto anche il malcontento per l’inerzia della missione di pace delle Nazioni Unite, la Minusca, accusata di non essere in grado di garantire la sicurezza”. Stando alle fonti, ancora ieri sera, un gruppo di giovani armati stazionavano di fronte alla sede della missione presidiata dai "caschi blu".

Le violenze si sarebbero ridotte di intensità nel corso della serata di ieri, in seguito all’entrata in vigore di un coprifuoco imposto dai peacekeeper con il sostegno dei militari francesi della missione Sangaris. “Un appello al rispetto delle restrizioni e a cessare ogni violenza – dicono da Bangui - è stato rivolto alla popolazione dal primo ministro Mahamat Kamoun: speriamo possa essere ascoltato”.

[VG]

giovedì 29 maggio 2014

Rep. Centrafrica - Bangui - Assalto ad una chiesa che offriva rifugio a migliaia di sfollati

MISNA

Assalto di miliziani armati alla chiesa di Nostra Signora di Fatima, a Bangui: lo dice alla MISNA padre Cyriaque Gbate Doumalo, segretario generale della Conferenza episcopale del Centrafrica.

All’interno e nelle vicinanze del luogo di culto, non lontano dal quartiere perlopiù musulmano Pk-5, avevano trovato rifugio migliaia di sfollati. Secondo il segretario della Conferenza episcopale, “i feriti sono molti e tra le vittime c’è anche un sacerdote diocesano, padre Paul-Emile Nzale, che assisteva i più vulnerabili”.

L’assalto, cominciato ieri pomeriggio, sarebbe stato condotto da ribelli della coalizione Seleka. “Per difendere gli sfollati in fuga sono intervenuti militanti Anti-Balaka – sottolinea padre Cyriaque – e scontri a fuoco sono in corso ancora questa mattina”.

“La parrocchia Nostra Signora di Fatima si è svuotata e il quartiere è deserto: circa 3000 sfollati hanno trovato rifugio in altre chiese vicine. Molte strade di Bangui sono vuote, la gente è rintanata dentro casa. Ci sono barricate un po’ ovunque mentre i giovani protestano contro i soldati burundesi della Misca per non aver impedito l’attacco di ieri”: a descrivere alla MISNA la situazione nella capitale sono fonti locali della Conferenza episcopale centrafricana contattate nella parrocchia attaccata “da non meglio identificati musulmani”.

Il bilancio dell’assalto, ancora provvisorio, è di 17 morti e una trentina di feriti da proiettili vaganti. A destare preoccupazione è la sorte di un numero imprecisato di giovani portati via dagli assalitori, giunti dal vicino quartiere del km 5 (Pk5), abitato per lo più da cittadini musulmani ma forse infiltrato da ex ribelli della coalizione Seleka.

“Speriamo di riuscire ad impedire vendette e rappresaglie. La rabbia è tantanei confronti dei caschi verdi burundesi ma anche dei francesi della Sangaris che non hanno fatto nulla per proteggere civili indifesi” aggiungono le fonti della MISNA.

Intanto il primo ministro di transizione André Nzapayéké ha denunciato un “complotto orchestrato da uomini politici, sia nel governo che nell’ufficio della presidenza, per destabilizzare il potere”. Ousmane Abakar, portavoce della comunità musulmana del Pk5, ha invece puntato il dito contro le milizie di autodifesa Anti-Balaka, responsabili di un “piano macabro”. All’attacco avrebbero partecipato circa 200 uomini armati.

giovedì 3 aprile 2014

Centrafrica - Dopo violenze soldati ciadiani, nuovi sfollati a Bangui

MISNA
Centinaia di residenti dei quartieri settentrionali di Bangui, per lo più cristiani, continuano a trovare riparo nei campi sfollati della capitale. Il nuovo flusso di rifugiati è stato provocato dalle violenze dello scorso fine settimana, quando soldati ciadiani della missione panafricana Misca hanno aperto il fuoco contro civili nel municipio di Bégoua, causando 24 morti e decine di feriti. Le bandiere sono a mezz’asta per tre giorni di lutto nazionale.
Per fare luce sulla vicenda le autorità centrafricane hanno aperto un’inchiesta. “Il contingente Misca ha dovuto rispondere ad attacchi commessi con bombe a mano” ha dichiarato oggi alla radio nazionale il primo ministro di transizione André Nzapayaké, confermando la versione dei fatti dei militari dispiegati da N’Djamena. Una dinamica invece respinta dalle milizie di autodifesa Anti-Balaka.

Nel frattempo l’Agenzia Onu per i rifugiati sta tentando di evacuare 19.000 musulmani “direttamente minacciati dagli Anti-Balaka” sia a Bangui che in altre zone del paese.

Da Bruxelles, dov’è in corso un mini-vertice sulla crisi centrafricana, i partner internazionali hanno deplorato “le gravi atrocità” ai danni dei civili, impegnandosi a “fornire aiuti supplementari per ristabilire quanto prima l’ordine pubblico” nell’ex colonia francese.

lunedì 23 dicembre 2013

Centrafrica - Bangui, soldati ciadiani aprono il fuoco sui manifestanti

MISNA
“La gente è chiusa in casa, qualcuno esce giusto per reperire le provviste necessarie, quello che si trova in giro nei pochi negozi aperti. Le strade sono deserte, l’unico rumore costante è quello degli elicotteri militari che sorvolano la città”: lo racconta alla MISNA padre Dieu-Beni Mbanga, cancelliere dell’arcidiocesi di Bangui. Qui, stamattina militari ciadiani della forza africana in Centrafrica (Misca) hanno aperto il fuoco questa mattina contro manifestanti che protestavano nei pressi dell’aeroporto, uccidendo una persona.

Secondo i i mezzi di informazione locali, una piccola folla di civili, per lo più cristiani, si erano radunati intorno all’ingresso dello scalo internazionale per chiedere le dimissioni del presidente Michel Djotodia e il ritiro delle truppe ciadiane.

Alcuni mostravano dei cartelloni su cui era scritto “Sì all’operazione Sangaris (delle truppe francesi, ndr) no ai soldati ciadiani” che in molti sospettano di complicità con gli ex ribelli della Seleka, autori del colpo di stato che in marzo ha portato Djotodia al potere. Dopo i tafferugli, degenerati con il ricorso alle armi da parte dei militari di N’djamena, soldati francesi sono intervenuti per sedare la folla e disperdere l’assembramento.

La situazione è molto tesa, anche ieri c’è stata una manifestazione, di segno opposto contro l’intervento francese, scaturita dal decesso di tre elementi della Seleka durante un’operazione di disarmo” racconta ancora il religioso.

Nel resto della capitale, in cui è in vigore un coprifuoco dalle 18 alle sei del mattino, non sono segnalati altri incidenti anche se le tensioni intercomunitarie, sfociate in scontri a intermittenza in diversi quartieri, restano vive e la situazione è estremamente volatile.

[AdL]