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domenica 2 febbraio 2020

Il Bangladesh s’impegna a garantire l’istruzione dei bambini rifugiati rohingya

Amnesty International
“Il nostro governo sente la necessità di tenere accesa la speranza dei bambini rohingya nel futuro fornendo loro istruzione e corsi di formazione“.
Con queste parole, il 28 gennaio il ministro degli esteri del Bangladesh Masud bin Momen ha annunciato alla stampa che i bambini rifugiati rohingya andranno a scuola fino a 14 anni e che i maggiori di quell’età prenderanno parte a corsi di formazione.

Le classi seguiranno i programmi scolastici di Myanmar e gli insegnanti saranno di lingua birmana.
Un progetto pilota congiunto dell’Unicef e del governo del Bangladesh coinvolgerà inizialmente 10.000 bambini e sarà successivamente estero agli altri.


Amnesty International aveva lanciato una campagna per chiedere alla prima ministra Sheilh Hasina di garantire il diritto all’istruzione ai bambini rohingya, rifugiati da due anni e mezzo in Bangladesh.

giovedì 25 maggio 2017

Bangladesh: i cambiamenti climatici e povertà incrementano numero di spose bambine

Internazionale
Mio padre ha detto che stavolta mi dovevo sposare, non potevo oppormi. Gli ho detto che avremmo dovuto pensarci, ma lui mi ha fatto sposare in fretta e furia”, dice Brishti, 14 anni.

In Bangladesh il 66 per cento delle ragazze si sposa prima dei diciotto anni e più del 30 per cento prima dei quindici anni. 

Negli ultimi tempi il fenomeno si è aggravato a causa degli effetti dei cambiamenti climatici, che spingono sempre più persone a lasciare la campagna per trasferirsi a Dhaka.

Per i contadini, abituati a coltivare la terra e allevare il bestiame nei villaggi, è molto difficile mantenere una famiglia nella capitale. 

Per liberarsi di quello che considerano un peso economico, sempre più spesso i genitori fanno sposare le figlie in età giovanissima, anche se devono indebitarsi per pagare la dote. 

Se lo sposo non riceve la dote, infatti, può rifiutare la moglie o arrivare a torturarla. Secondo le stime nel 2040 gli sfollati interni saranno più di dieci milioni.

martedì 5 novembre 2013

Bangladesh, pena di morte per 152 militari accusati di ammutinamento

Il Messaggero
Un tribunale in Bangladesh ha condannato a morte oggi 152 militari. L'accusa è di essere stati stati coinvolti in un ammutinamento avvenuto nel febbraio 2009 in una caserma di Dacca. 

Lo riferisce l'edizione on line del Daily Star. I soldati condannati sono ritenuti responsabili del massacro di oltre 80 ufficiali.

Qualche giorno fa la pena capitale era stata comminata in contumacia a due leader islamici che risiedono rispettivamente in Gran Bretagna e negli Usa per crimini di guerra commessi nel 1971. 

Chowdhury Mueen Uddin e Ashrafuzzaman Khan sono stati accusati di undici reati, tra cui omicidio e sequestro di persona, commessi contro insegnanti universitari, giornalisti e intellettuali all'epoca del sanguinoso conflitto per l'indipendenza dal Pakistan.In particolare, Mueen era uno dei responsabili della milizia pro pachistana Al-Badr, responsabile all'epoca di uccisioni di massa. 

Ora risiede a Londra dove occupa prestigiosi incarichi in una moschea e anche nell'amministrazione britannica. Ashrafuzzanam, ex studente e anch'egli membro di Al-Badr, si trova invece a New York dove è coinvolto in associazioni religiose conservative. Il processo si è tenuto in tre mesi ma senza testimoni da parte della difesa in quanto non c'è stata la collaborazione delle due famigliedegli imputati.