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giovedì 2 ottobre 2014

Immigrazione - USA - Obama, piano per dare lo status di rifugiati ai bambini nel loro Paese

America 24
Per evitare che affrontino il pericoloso viaggio dal Centroamerica. Nel corso dell'estate, gli Stati Uniti hanno affrontato una crisi umanitaria, con l'arrivo di decine di migliaia di minorenni non accompagnati

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha approvato un piano per permettere a diverse migliaia di bambini dell'America centrale di chiedere lo status di rifugiato negli Stati Uniti, fornendo un percorso legale ad alcuni di loro per raggiungere i membri delle loro famiglie che già ci vivono. A renderlo noto è la Casa Bianca.
Il programma intende scoraggiare molti bambini ad affrontare il lungo e pericoloso viaggio attraverso il Messico nel tentativo di oltrepassare il confine e raggiungere i parenti. Il piano è stato presentato per la prima volta a Obama - racconta il New York Times - nel corso dell'estate, durante il periodo di massima crisi, a causa dell'arrivo di decine di migliaia di bambini da El Salvador, Guatemala e Honduras, che agli agenti di frontiera si presentavano come rifugiati in fuga dalle violenze commesse nei loro Paesi dalle bande armate.

I funzionari statunitensi hanno dichiarato che il numero dei bambini che hanno attraversato il confine è diminuito negli ultimi due mesi: a giugno erano stati più di diecimila, ad agosto poco più di tremila. Il nuovo programma dovrebbe ulteriormente fermare il flusso, fornendo ai minorenni la possibilità di determinare se abbiano i requisiti per essere considerati rifugiati, senza lasciare il loro Paese.

In questo modo, gli Stati Uniti "forniscono un'alternativa sicura e legale al viaggio pericoloso che i bambini attualmente affrontano per raggiungere i familiari negli Stati Uniti" ha dichiarato Shawn Turner, un portavoce della Casa Bianca, al New York Times. "Questi programmi - ha specificato - non costituiranno una strada per i bambini per raggiungere i parenti che vivono nel nostro Paese senza documenti".

I critici affermano che il programma potrebbe incoraggiare un maggior numero di migranti a cercare di entrare negli Stati Uniti, in un momento in cui il Paese discute sui modi per risolvere la situazione di diversi milioni di migranti, che vivono e lavorano in America senza documenti. Senza contare che, in questo modo, un'enorme quantità di persone farà richiesta per ottenere lo status di rifugiato nei centri che saranno creati da Washington.

I funzionari, comunque, hanno sottolineato che il programma non farà aumentare il numero di visti per i rifugiati. In un memorandum al dipartimento di Stato reso noto ieri, Obama ha specificato che 4.000 dei 70.000 visti per i rifugiati dovrebbero essere assegnati a persone dell'America Latina e dei Caraibi.

Il programma per la creazione di centri per le richieste per lo status di rifugiato non è una novità assoluta, ma non era mai stato applicato a Paesi da cui è possibile raggiungere gli Stati Uniti via terra. Programmi simili, finora, erano stati approvati per Haiti, negli anni '90, e per il Vietnam, dopo la fine della lunga guerra.

mercoledì 10 settembre 2014

America Centrale - 66mila bambini migranti fra Messico e Usa in 10 mesi: task force per l’emergenza

MISNA
I procuratori generali di Stati Uniti, Messico, Guatemala, Salvador e Honduras si sono accordati per costituire un gruppo di ‘alto livello’ con cui affrontare l’emergenza rappresentata dai bambini migranti non accompagnati che in massa raggiungono il confine nordamericano.


In una nota, il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Brian Fallon, ha riferito che la ‘squadra’ si è riunita a Città del Messico: erano presenti lo statunitense Eric Holder, il messicano Jesús Murillo, la guatemalteca Thelma Esperanza Aldana Hernández, il salvadoregno Luis Antonio Martínez González e l’honduregno Oscar Fernando Chinchilla. Obiettivo dell’incontro, “accordare una strategia per proteggere la sicurezza e l’integrità” dei minori e perseguire con più decisione i gruppi criminali che compiono reati associati all’immigrazione, come la tratta di esseri umani.

I procuratori hanno sottolineato la necessità di adottare “una visione umanitaria” e di “responsabilità condivisa” per affrontare un flusso di enormi dimensioni: secondo cifre ufficiali statunitensi, dall’ottobre dello scorso anno oltre 66.000 minori provenienti per lo più dal Centroamerica sono stati arrestati alla frontiera fra Messico e Stati Uniti, l’88% in più rispetto all’anno precedente.

La mancanza di opportunità, la povertà, il reclutamento forzato da parte delle ‘pandillas’ o ‘maras’, le bande criminali giovanili diffuse in tutto il Centroamerica sono solo alcune delle ragioni che spingono i minori ad emigrare da soli a rischio della vita.