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venerdì 12 maggio 2023

Iran: numero “spaventoso” di esecuzioni (209 nel 2023), l'ONU chiede la fine della pena di morte.

Blog Diritti Umani - Human Rights

Il capo delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk ha espresso oggi costernazione per il numero spaventosamente alto di esecuzioni quest'anno in Iran e ha invitato le autorità a seguire l'esempio della maggior parte degli altri Stati e ad abolire la pena di morte o a sospendere tutte le esecuzioni .


"In media finora quest'anno, oltre 10 persone vengono messe a morte ogni settimana in Iran, rendendolo uno dei paesi con il numero più alto al mondo di esecuzioni", ha affermato Türk. Dal 1° gennaio, le fonti affermano che almeno 209 persone sono state giustiziate, principalmente per reati legati alla droga e un numero sproporzionatamente alto che rappresenta le minoranze. Il numero esatto delle esecuzioni non è noto a causa della mancanza di trasparenza del governo ed è probabile che la cifra sia più alta.

"A questo ritmo, l'Iran è preoccupantemente sulla stessa strada dell'anno scorso, quando secondo quanto riferito sono state giustiziate circa 580 persone", ha affermato Türk. "Questo è un record abominevole, in particolare se si considera il crescente consenso per l'abolizione universale della pena di morte".

Solo un piccolo numero di Stati impone e applica ancora la pena di morte.

Sabato, l'Iran ha messo a morte Habib Chaab, uno svedese-iraniano della minoranza araba Ahwazi, per "corruzione sulla terra", un reato capitale secondo la rigida interpretazione iraniana della legge islamica. I rapporti di lunedì dicono che Yousef Mehrdad e Sadrollah Fazeli Zare sono stati messi a morte per crimini tra cui la blasfemia.

Fonti affermano che almeno 45 persone, di cui 22 appartenenti alla minoranza beluci, sono state messe a morte  solo negli ultimi 14 giorni. La maggior parte è stata uccisa per accuse legate alla droga.

"L'imposizione della pena di morte per reati di droga è incompatibile con le norme e gli standard internazionali sui diritti umani", ha affermato Türk.

L'Alto Commissario ha esortato le autorità iraniane a stabilire una moratoria sulle esecuzioni in vista dell'abolizione della pena di morte.

ES 
Fonte: Unite Nation - Human Rights

venerdì 24 marzo 2023

USA - Idaho - Pena di morte - Ok del parlamento reinserire la fucilazione. Impossibile praticare l'iniezione letale per l'embargo dei "farmaci"

Ansa
In Idaho rischia di tornare il plotone d'esecuzione per i detenuti nel braccio della morte. 
Manca firma del governatore. Ultima fucilazione nel 2010 in Utah.

Camera della morte in Idaho per l'esecuzione tramite fucilazione

Il Senato statale ha approvato ieri un disegno di legge volto a rilanciare l'uso del plotone di esecuzione a causa della carenza di farmaci per l'iniezione letale. 

La misura, gia' approvata dalla Camera dell'Idaho a inizio mese, offre alle autorità la possibilità di ordinare la morte mediante fucilazione se i farmaci per l'iniezione letale non sono disponibili entro cinque giorni dall'emissione della condanna alla pena capitale.

Ora il disegno di legge arrivera' sulla scrivania del governatore repubblicano Brad Little, che non ha commentato.

Negli Usa per ora solo quattro stati consentono l'uso del plotone di esecuzione - Mississippi, Oklahoma, South Carolina e Utah - ma ne fanno ricorso molto raramente. In tutto hanno ucciso in questo modo solo tre prigionieri dal 1976. 

giovedì 2 marzo 2023

Dopo la pandemia torna il Congresso dei ministri della giustizia del mondo di Sant’Egidio contro la pena di morte - "No Justice Without Life" - Continuare il cammino verso l'abolizione in un tempo di guerra

ANSA
"Il motivo della battaglia contro la pena di morte è ancora in quelle riflessioni di Cesare Beccaria nei Delitti e delle Pene, la pena di morte non ha senso perchè non ha una funzione sociale, l'Italia e la Comunità di Sant'Egidio sono sempre state in prima linea su questo fronte ma c'è ancora molto lavoro da fare". 


Con queste parole Anna Ascani, vicepresidente della Camera dei Deputati, ha aperto i lavori di "No justice without life. Congresso internazionale dei ministri della Giustizia a Roma", promosso dalla Comunità di S. Egidio nell'aula nuova del Palazzo dei Gruppi parlamentari-Camera dei deputati.


"Noi qui - ha detto prendendo la parola Mario Giro - vogliamo essere un grido per la vita, parlare di fine della pena di morte in tempo di guerra sembra un paradosso, la violenza delle battaglie e delle ritorsioni diviene quasi legittima, invece noi non crediamo che la guerra sia la soluzione a ogni controversia e che la pena di morte non sia la soluzione al crimine ma una condanna irreversibile e rispondere al male con il male apre a un circolo infinito". "Non dobbiamo pensare che il male è irriducbile - ha insistito - crediamo che la pena di morte debba essere fermata perchè comunica l'idea che la violenza sia compagna della vita dell'uomo" mentre "lo stato non chiede sangue in cambio, non rinuncia a punire ma si rinuncia all'irreversibilità, ci sono troppe morti, proviamo a dire basta e a difendere ciò che di ancora irriducibilmente umano c'è nell'uomo".

"Nel quadro di un vasto impegno contro la pena di morte - spiega anche una nota -, dal 2005 Sant'Egidio ha dato vita a incontri regolari di ministri della Giustizia di paesi sia abolizionisti e che retenzionisti, al fine di creare uno spazio di dialogo e di interlocuzione tra diversi sistemi di esercizio della giustizia, e favorire i processi di moratoria e di abolizione della pena capitale. 

Questo metodo di lavoro ha mostrato negli anni notevoli aspetti positivi, con il coinvolgimento di un sempre più largo numero di paesi, di autorità dell'Unione Europea, delle Nazioni Unite e di papa Francesco, che non ha mai fatto mancare il suo sostegno a questo processo. 

E' inoltre possibile ascrivere ai Congressi dei Ministri della Giustizia una serie di eventi di successo che hanno portato avanti la campagna abolizionista: la firma del Protocollo Opzionale della Mongolia e la sua successiva abolizione de jure della pena di morte (2015); l'eliminazione della pena di morte dal codice penale della Guinea (2016); la firma del Protocollo Onu sulla pena di morte della Costa d'Avorio (2013); abolizione da parte del Burundi (2009), del Togo (2009), del Gabon (2010), della Repubblica Centrafricana (2022) e Zambia (2022)".

domenica 19 febbraio 2023

Pennsylvania - Il Governatore Josh Shapiro vuole abolire la pena di morte e dichiara che comunque non firmerà nessuna condanna a morte

nodeathpenalty.santegidio.org 

Può il futuro della Pennsylvania essere senza la pena di morte?
Il 17 febbraio 2023 il Governatore Josh Shapiro ha invitato l’Assemblea generale dello Stato ad abolire la pena di morte, dichiarando, che, comunque, non firmerà alcun mandato di esecuzione.
 
Governatore della Pennsylvania Josh Shapiro

Parlando alla Mosaic Community Church di West Philadelphia ha detto: “Ogni volta che ne arriverà uno sulla mia scrivania, firmerò una moratoria”e ha aggiunto che: “Il Commonwealth non dovrebbe occuparsi di mettere a morte le persone. Punto. Lo credo nel mio cuore. Questa è una dichiarazione fondamentale di moralità”. E infine l’ex procuratore generale ha concluso dicendo: «Lavorate con me per cancellarla una volta per tutte».

Si è dunque accesa una nuova speranza nel lungo cammino per l’abolizione della pena di morte nel mondo.

La storia della pena capitale in Pennsylvania è complessa. Nel 1972 la Corte Suprema statale dichiarò che la pratica, in uso sin dal 1600 con aggiustamenti sulle modalità di esecuzione, era incostituzionale. Fu ripristinata nel 1974 ma sospesa di nuovo tre anni dopo. È tornata in vigore nel 1978 nella formula tutt’ora in uso ma di fatto è inapplicata da 25 anni. Shapiro vuole andare oltre la moratoria delle esecuzioni firmata dal predecessore Tom Wolf nel 2015 e licenziare definitivamente il boia. Il Governatore ha raccontato di aver cambiato idea sulla pena capitale dopo aver sentito parlare di «grazia» tra i parenti delle vittime della sparatoria alla sinagoga di Pittsburgh del 2018. I sondaggi segnalano, tra l’altro, che il favore degli statunitensi verso la pena di morte (legale in 27 Stati su 50) è in calo.

Nel braccio della morte in Pennsylvania, oggi, ci sono 101 prigionieri. Certamente questa posizione del governatore non convince i conservatori che la ritengono troppo frettolosa e può significare diventare sordi alle preoccupazioni dei cittadini sulla sicurezza, oltre che «irrispettoso nei confronti delle vittime dei crimini più gravi». Ma in fondo proprio i parenti delle vittime hanno convinto Shapiro a eliminare la morte per mano dello Stato!

venerdì 4 novembre 2022

Papa Francesco in Bahrein: difesa della libertà religiosa, diritti umani e contro la pena di morte

LaPresse - CorriereTv
Così Papa Francesco giunto in Bahrein per il suo 39mo viaggio apostolico internazionale nel corso del suo discorso ufficiale di fronte alle autorità del luogo. 
"Penso al diritto alla vita, alla necessità garantirla sempre, anche nei riguardi di chi viene punito, la cui esistenza non può essere eliminata."

«Esprimo apprezzamento per le conferenze internazionali e per le opportunità d’incontro che questo Regno organizza e favorisce, mettendo specialmente a tema il rispetto, la tolleranza e la libertà religiosa». 



Sono temi «essenziali» ma anche «impegni da tradurre costantemente in pratica, perché la libertà religiosa diventi piena e non si limiti alla libertà di culto; perché uguale dignità e pari opportunità siano concretamente riconosciute ad ogni gruppo e ad ogni persona; perché non vi siano discriminazioni e i diritti umani fondamentali non vengano violati, ma promossi. Penso anzitutto al diritto alla vita, alla necessità di garantirlo sempre, anche nei riguardi di chi viene punito, la cui esistenza non può essere eliminata».


giovedì 14 luglio 2022

La Russia vuole revocare della moratoria della pena di morte e riprendere le esecuzioni dopo 30 anni - Contrario Consiglio presidenziale dei diritti umani

Blog Diritti Umani - Human Rights

La maggioranza assoluta dei membri del Consiglio presidenziale russo per i diritti umani e lo sviluppo della società civile (HRC) è contraria alla revoca della moratoria esistente sulla pena di morte in Russia, ha affermato martedì il capo del consiglio Valery Fadeyev.

"Per quanto riguarda l'HRC, abbiamo discusso di questo argomento, non di recente, qualche tempo fa, e la maggioranza [era] contraria alla pena di morte. Questo non era formale, non abbiamo votato, ma durante la discussione è emerso chiaramente che la maggioranza è contraria", ha detto Fadeyev ai giornalisti
Ha proseguito dicendo che lui stesso ha più volte affermato che è impossibile ripristinare questo tipo di pena, "prima per considerazioni religiose che fondate su diritti e libertà".

"Non credo sia facile prendere la decisione di revocare la moratoria sulla pena di morte in Russia in questo momento, poiché anche il FSIN [Servizio penitenziario federale russo] è contrario. Hanno detto: "Dove troveremo gli esecutori testamentari". "Questo è un problema pratico, e non ci sono state esecuzioni in Russia per trent'anni", ha detto Fadeyev.

Fonte: Interfax

lunedì 30 maggio 2022

Repubblica Centrafricana - I diritti umani fanno un passo avanti. Abolita la pena di morte.

Blog Diritti Umani - Human Rights
L'Assemblea nazionale centrafricana ha votato venerdì per acclamazione l'abolizione della pena di morte, ha annunciato il presidente dell'Assemblea, in un Paese in guerra civile dove l'ultima esecuzione capitale risale al 1981.

"L'Assemblea nazionale ha adottato per acclamazione la legge che abolisce la pena di morte nella Repubblica Centrafricana", ha affermato davanti ai deputati Simplice Mathieu Sarandji, tra gli applausi. La legge deve ancora essere promulgata dal Presidente della Repubblica, Faustin Archange Touadéra.

La Repubblica Centrafricana, secondo Paese più povero del mondo secondo l'ONU, è stata devastata dal 2013 da una guerra civile che, tuttavia, è notevolmente diminuita di intensità dal 2018.

"L'ultima esecuzione capitale nella Repubblica Centrafricana risale al 1981", ha detto all'AFP Ghislain Junior Mordjim, segretario generale dell'Assemblea nazionale.

La Comunità di Sant'Egidio esprimendo soddisfazione per la notizia ricorda che in occasione dell’incontro internazionale di Preghiera per la Pace, tenutosi a Madrid nel settembre 2019, Il Presidente Centrafricano, Faustin-Archange Touadéra, parlò del processo abolizionista come “segno di pacificazione” e, al tempo stesso, “segno di un paese che entra in una nuova fase storica”


Paese di circa 5,5 milioni di abitanti con uno stato di diritto quasi fallito, la Repubblica Centrafricana è insanguinata da decenni di guerre civili, l'ultima delle quali iniziata 9 anni fa, con questa decisione fa un importante passo avanti nella difesa dei diritti umani e 
si unisce all'elenco dei Paesi africani che negli ultimi anni hanno abolito la pena di morte nel continente, dopo il Ciad nel 2020 e la Sierra Leone nel 2021.

ES

lunedì 25 aprile 2022

Il Texas sospende, a 24 ore dall'esecuzione, la condanna a morte di Melissa Lucio accusata dell'omicidio della figlia

La Repubblica
La donna ha sempre sostenuto di essere innocente. Madre di 14 figli, i suoi avvocati hanno ottenuto la sospensione della pena dalla Corte d'Appello

Melissa Lucio

E' stata sospesa la condanna a morte in Texas di Melissa Lucio, madre di 14 figli, accusata della morte di una di loro. Lo ha deciso la Corte d'appello secondo quanto riferiscono i suoi avvocati. La donna si è sempre detta innocente e negli ultimi giorni la sua famiglia e gli attivisti hanno moltiplicato gli appelli per fermare la sua esecuzione. 

Lucio è stata condannata con l'accusa di aver ucciso nel 2007 la figlia Mariah, 2 anni, nella contea di Cameron. La bimba, secondo la difesa, è deceduta per le ferite interne riportate due giorni dopo una caduta accidentale, mentre l'accusa sostiene che sarebbe stata picchiata.

lunedì 28 marzo 2022

Texas - USA - Pena di morte - APPELLO URGENTE per salvare la vita di Melissa Lucio, 53 anni, esecuzione fissata il 27 aprile 2022

santegidio.org
Melissa Lucio, 53 anni, è una donna ispanica (messicano-americana nata negli Stati Uniti), di Harlingen, del sud del Texas/Contea di Cameron, nella Valle del Rio Grande, a 30 minuti di macchina dal confine con il Messico. È cattolica e si trova da 14 anni nel braccio della morte di Gatesville in Texas ed ha avuto 14 figli.


Melissa nel 2007 fu arrestata dopo il ritrovamento da parte della polizia del corpo senza vita di sua figlia Mariah (che all’epoca aveva due anni), morta per un trauma cranico contusivo, come era evidente dall’esame del corpo pieno di lividi.

La polizia immediatamente accusò Melissa dell’omicidio, dopo un interrogatorio estenuante durato 7 ore (fino alle 3 del mattino), condotto senza l’assistenza di un avvocato. Alla fine la donna ammise di aver causato i lividi, ma di essere innocente e di non di aver ucciso la bambina, come continua a ripetere ancor oggi.

sabato 19 marzo 2022

Usa - South Carolina - Pena di morte shock: non si trovano più i veleni per l'iniezione letale e si ripristina il plotone di esecuzione

Rai News
Metodo di esecuzione approvato l'anno scorso, ora è ufficiale
La misura è stata introdotta per superare le difficoltà nel reperire il mix di veleni necessario per le iniezioni letali, con molte case farmaceutiche che hanno vietato la loro esportazione negli Usa per motivi umanitari.ùVia libera ufficiale in South Carolina, nel sud-est degli Usa, alla fucilazione come uno dei metodi di esecuzione dei detenuti nel braccio della morte.


La misura shock era stata approvata a maggio dell'anno scorso per superare le difficoltà nel reperire il mix di veleni necessario per le iniezioni letali, con molte case farmaceutiche che hanno vietato la loro esportazione negli Usa per motivi umanitari. È per questo che l'ultima volta che il boia è entrato in azione in SouthCarolina risale al 2011.

Fino a oggi i condannati, potendo scegliere tra l'iniezione e la sedia elettrica, avevano optato per la prima, di fatto impedendo la loro esecuzione.

Le autorità carcerarie del South Carolina hanno annunciato che i lavori di ristrutturazione della "camera della morte" di Columbia, la capitale del South Carolina, sono stati completati e di aver notificato al procuratore generale Alan Wilson il via libera ufficiale alla fucilazione come metodo di esecuzione delle condanne a morte.

Secondo la Cbs, adesso nella stanza c'è anche una sedia di metallo sulla quale si dovrà sedere il detenuto che scelga il plotone di esecuzione. A circa quattro metri dalla postazione, un muro con un'apertura rettangolare, attraverso il quale tre tiratori spareranno al condannato. Tra i promotori della misura shock c'è il senatore democratico Dick Harpootlian, ex pubblico ministero, ora avvocato penalista, secondo il quale la fucilazione "è il metodo meno doloroso e più umano che esista".

sabato 12 marzo 2022

Pena di morte. L'Arabia Saudita afferma di aver eseguito la condanna a morte di 81 detenuti in un solo giorno

Blog Diritti Umani - Human Rights
Sabato l'Arabia Saudita ha messo a morte 81 persone condannate per una serie di crimini, inclusi omicidi e appartenenti a gruppi militanti. È la più grande esecuzione di massa condotta dal regno negli ultimi tempi.
 

L'agenzia di stampa saudita statale ha annunciato le esecuzioni, dicendo che includevano coloro "condannati per vari crimini, incluso l'omicidio di uomini, donne e bambini innocenti". Il regno ha anche affermato che alcuni dei giustiziati erano membri di al-Qaida, il gruppo dello Stato islamico e sostenitori dei ribelli Houthi dello Yemen. 

L'agenzai stampa ha comunicato: "Agli accusati è stato concesso il diritto di un avvocato e sono stati garantiti i loro pieni diritti ai sensi della legge saudita durante il processo giudiziario, che li ha giudicati colpevoli di aver commesso molteplici crimini efferati che hanno causato la morte di un gran numero di civili e forze dell'ordine". "Il regno continuerà ad assumere una posizione rigorosa e incrollabile contro il terrorismo e le ideologie estremiste che minacciano la stabilità del mondo intero", aggiunge il rapporto. 

L'ultima esecuzione di massa del regno è avvenuta nel gennaio 2016, quando il regno ha messo a morte 47 persone, incluso un importante religioso sciita dell'opposizione che aveva organizzato manifestazioni nel regno. 
Nel 2019, il regno saudita ha decapitato 37 cittadini sauditi, la maggior parte dei quali minoranze sciite.

ES

Fonte AP

venerdì 18 febbraio 2022

India: ancora è prevista la pena di morte. 38 condannati a morte per gli attentati di Ahmedabad del 2008

Blog Diritti Umani - Human Rights 

Un tribunale indiano venerdì ha condannato a morte 38 persone in relazione al processo per gli attentati dinamitardi di Ahmedabad, nella parte occidentale del Paese, che nel 2008 hanno ucciso 56 persone e ferito più di 200.


L'8 febbraio, 49 persone sono state giudicate colpevoli di omicidio e associazione a delinquere per i diciannove attentati sincronizzati, commessi il 26 luglio 2008 in luoghi affollati di questa città, il principale stato del Gujarat.

La pena capitale fa ancora parte del sistema di giustizia penale in India, dove 488 prigionieri erano in attesa di esecuzione alla fine del 2021, secondo un rapporto dell'organizzazione di difesa della riforma della legge Project 39A.

martedì 28 dicembre 2021

Il Senato del Kazakistan approva il disegno di legge per l'abolizione della pena di morte, un ulteriore passo verso la completa eliminazione della pena capitale nel paese

Blog Diritti Umani - Human Rights

Il parlamento del Kazakistan ha approvato un disegno di legge che abolirebbe la pena di morte, una misura che, se firmata dal presidente del Paese, segnerebbe un significativo cambiamento di politica per il più grande Paese dell'Asia centrale.

Il Senato del Kazakistan

Il disegno di legge, approvato dal Senato, la camera alta del suo parlamento bicamerale, escluderà completamente la pena di morte dal codice penale.

"La completa abolizione della pena di morte nella Repubblica del Kazakistan contribuirà all'armonizzazione della legislazione nazionale rispetto agli obblighi giuridici internazionali e alla fornitura di diritti umani e garanzie del più alto valore costituzionale - il diritto alla vita", si legge nel documento adottato dal Giovedì il Senato in sessione plenaria.

L'approvazione del disegno di legge da parte del Senato è arrivata quasi un anno dopo che il presidente Kassym-Jomart Tokayev ha firmato un decreto che ratifica il secondo protocollo opzionale delle Nazioni Unite al Patto internazionale sui diritti civili e politici.Questo documento impegna i firmatari ad abolire la pena capitale. La ratifica del Secondo Protocollo Opzionale nel gennaio 2021 è in linea con gli sforzi del Paese per umanizzare la legislazione penale. Oltre al Kazakistan, altre 88 nazioni sono membri dell'accordo.

La pena di morte è stata oggetto di moratoria in Kazakistan dal 2003. L'ergastolo è stato introdotto in Kazakistan nel 2004 come punizione alternativa. 

Russia, Bielorussia e Tagikistan sono ora gli unici tre paesi in Europa e in Asia centrale che non hanno firmato o ratificato il Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici. Russia e Tagikistan continuano a osservare moratorie sulle esecuzioni.

ES

martedì 21 dicembre 2021

Giappone - Eseguite 3 condanne a morte, il boia era fermo dal 2019. Le esecuzioni sono le prime sotto il primo ministro Fumio Kishida

Blog Diritti Umani - Human Rights 

Il Giappone ha impiccato tre prigionieri martedì, sono le sue prime esecuzioni negli ultimi due anni.

La camera ella morte dove vengono impiccati e condannati in Giappone

Il governo che ha affermato che era necessario mantenere la pena capitale di fronte ai continui "crimini atroci".

Il Giappone è uno dei pochi paesi sviluppati a mantenere la pena di morte e il sostegno pubblico alla pena capitale rimane alto nonostante le critiche internazionali, specialmente da parte di gruppi per i diritti umani.

Più di 100 persone sono attualmente nel braccio della morte, la maggior parte per casi di omicidio plurimi. L'esecuzioni avviene per impiccagione, di solito molto tempo dopo la sentenza.

Le persone messe a morte son: Yasutaka Fujishiro, 65 anni,  Tomoaki Takanezawa, 54 anni e Mitsunori Onogawa, 44 anni.

Le esecuzioni sono state le prime sotto il primo ministro Fumio Kishida, entrato in carica a ottobre.

ES

mercoledì 1 dicembre 2021

Webinar "No Justice without Life" - VIDEO - 30 Novembre 2021- Per un mondo senza pena di morte.

 santegidio.org

Webinar "No Justice without Life. Per un mondo senza pena di morte" del 30 novembre, nella Giornata mondiale delle Città per la Vita.


Interventi

David Sassoli
Presidente del Parlamento europeo

Bessolé René Bagoro
Ex ministro della giustizia, Burkina Faso 

Antoinette Chahine
Attivista, ex condannata a morte, Libano

Tawakkol Karman
Premio Nobel per la Pace

Mario Marazziti
Coordinatore Campagna per la Moratoria universale, Comunità di Sant’Egidio 

David Mathis
Ex condannato a morte, USA 

Suzana Norlihan Ujen
Attivista, avvocato, Malaysia

Sister Helen Prejean
Attivista, autrice di "Dead Man Walking", USA 

Vitus Rubianto Solichin
Vescovo di Padang, Indonesia


lunedì 29 novembre 2021

Pena di morte - Il 30 novembre "Giornata mondiale "Città per la vita" - Allargare i consensi alla risoluzione ONU sulla moratoria

santegidio.org

“La pena di morte è una pandemia millenaria che si va esaurendo”, ha affermato in conferenza stampa Mario Marazziti, coordinatore della campagna internazionale e co-fondatore della Coalizione mondiale contro la pena di morte. 

Iscriviti al Webinar

“Nel 1977 erano solo 16 i Paesi abolizionisti, mentre lo scorso anno sono stati 18 i Paesi che l’hanno usata. Un ribaltamento totale, come mostra la crescita di consenso contro questa punizione disumana e inutile: 133 Paesi hanno abolito la pena di morte oppure osservano una moratoria e non la utilizzano da almeno 10 anni”, 

ha spiegato Marazziti.

Anche negli USA gli Stati che conservano la pena capitale sono solo uno in più di quelli che non la utilizzano e lo scorso anno si è registrato il numero minore di esecuzioni degli ultimi anni. Un trend molto positivo macchiato, negli ultimi sei mesi della precedente amministrazione, da 13 esecuzioni federali, un record negativo in due secoli di storia americana”, ha osservato Marazziti. 

“Siamo convinti che Biden, che ha annunciato il blocco delle esecuzioni nel braccio della morte federale, saprà voltare pagina. La speranza è che gli USA possano astenersi o addirittura votare a favore della moratoria nella prossima Assemblea generale delle Nazioni Unite”.
Nel corso della conferenza stampa è stata illustrata la grande mobilitazione che il prossimo 30 novembre, a partire dal Colosseo, a Roma, unirà 2446 città di 70 Paesi di tutti i continenti, in occasione della giornata mondiale delle “Città per la Vita”, promossa da Sant’Egidio in ricordo del giorno in cui, per la prima volta nella storia, la pena di morte venne abolita da uno Stato, il Granducato di Toscana.


Sempre il 30 novembre, alle ore 17,30, si terrà il webinar “No Justice Without Life - Per un mondo senza pena di morte”, con la partecipazione del presidente del Parlamento europeo David Sassoli, di Tawakull Karman, premio Nobel per la pace 2011, e di altri attivisti impegnati nella battaglia contro la pena di morte, a partire dalla statunitense Sister Helen Prejean.

Maggiori informazioni al link https://www.santegidio.org/downloads/Conferenza-Stampa-Citta-per-la-Vita-2021.pdf


martedì 23 novembre 2021

30 novembre - WEBINAR - No Justice without Life - Per un mondo senza la pena di morte - Promosso da Sant'Egidio

santegidio.org
Nell'ambito della Giornata mondiale "Città per la vita, città contro la pena di morte" del 30 novembre, la Comunità di Sant'Egidio promuove un webinar internazionale dal titolo "No Justice without Life" con esperti, attivisti, testimoni e società civile da Africa, Asia, Europa e Nord America. L'evento si conclude con l'illuminazione straordinaria del Colosseo, simbolo della campagna globale contro la pena di morte.

 

Intervengono

Antoinette Chahine 
Attivista, ex condannata a morte, Libano 
Mario Marazziti
Coordinatore Campagna per la Moratoria universale, Comunità di Sant’Egidio

David Mathis
Ex condannato a morte, USA
Denis Mukwege
Medico, Premio Nobel per la Pace 2018, Congo RDC
Suzana Norlihan Ujen
Attivista, avvocato, Malaysia
Sister Helen Prejean 
Attivista, Congregation of St. Joseph, USA
Vitus Rubianto Solichin
Vescovo di Padang, Indonesia
David Sassoli
Presidente del Parlamento europeo



















domenica 10 ottobre 2021

10 ottobre - Giornata mondiale contro la Pena di morte - Appello urgente per la vita di Kosoul Chanthakoummane

santegidio.org


Kosoul Chanthakoummane è nato in Illinois il 1/10/1980. E’ stato arrestato e in seguito condannato a morte nel 2006. Nella sua vita aveva sempre lavorato come autista di camion e magazziniere, non era mai stato in carcere prima. E’ stata fissata la sua data di esecuzione per il prossimo 10 novembre 2021.

sabato 9 ottobre 2021

Sierra Leone: Il presidente Julius Maada Bio firma l'abolizione della pena di morte

ANSA-AFP
Dopo voto parlamentare luglio che la sostituisce con ergastolo, il presidente della Sierra Leone, Julius Maada Bio, ha firmato oggi il disegno di legge che abolisce la pena di morte nel Paese. La firma arriva dopo il voto parlamentare di luglio, che aveva stabilito di sostituire la condanna capitale con l'ergastolo o un minimo di 30 anni di carcere.


"Come nazione, oggi abbiamo esorcizzato gli orrori di un passato crudele", ha detto Bio in un comunicato, aggiungendo che la pena di morte è "disumana". "Oggi affermiamo la nostra fede nella sacralità della vita", ha aggiunto. 

La Sierra Leone si sta riprendendo dopo decenni di guerra civile ed è stata frequentemente accusata dalle organizzazioni per la difesa dei diritti umani per il mantenimento della pena capitale. L'ultima esecuzione nel Paese si è verificata nel 1998, quando 24 ufficiali militari furono condannati a morte a causa di un tentato golpe l'anno prima.

lunedì 27 settembre 2021

Yemen - Gli Houthi eseguono la pena di morte di 9 uomini coinvolti nella morte del leader Samad

Blog Diritti Umani - Human Rights
Il movimento yemenita Houthi, appoggiato dall'Iran, ha dichiarato sabato che le autorità hanno messo a morte nove uomini condannati per il coinvolgimento nell'uccisione del 2018 di Salehal-Samad, allora principale leader civile del gruppo armato.

Foto: AFP

Samad, che ricopriva la carica di presidente nell'amministrazione controllata dagli Houthi che governa la maggior parte dello Yemen settentrionale, è stato ucciso nell'aprile 2018 da un attacco aereo della coalizione a guida saudita nella città portuale di Hodeidah, sulla costa occidentale dello Yemen.

È stato il funzionario più anziano ad essere ucciso dalla coalizione nella guerra lunga anni in cui gli Houthi stanno combattendo le forze fedeli al governo riconosciuto a livello internazionale con sede nella città portuale meridionale di Aden.


ES

Fonter: Reuters