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domenica 3 aprile 2022

Migranti - Vittime dimenticate - Oltre 90 morti in naufragio di un barcone 4 giorni in mare senza soccorsi. 4 sopravvissuti.

Adnkronos
Ennesimo naufragio nel Mediterraneo centrale. Oltre 90 migranti avrebbero perso la vita in acque internazionali nel naufragio di un barcone sovraffollato partito dalla Libia diversi giorni fa. 
Foto di repertorio

Solo quattro i sopravvissuti soccorsi stamani dalla petroliera Alegria 1. Proprio i naufraghi avrebbero raccontato che a bordo del gommone erano circa un centinaio e che sarebbero rimasti in mare per almeno quattro giorni. 

Nei giorni scorsi proprio Alarm Phone aveva lanciato un sos per un'imbarcazione con una novantina di persone a bordo, le cui ricerche, però, si erano rivelate vane.

giovedì 18 aprile 2019

Migranti "Meno sbarchi ma più morti": ogni 1000 sbarchi 26 morti nel 2017, 35 nel 2018 , 100 nel 2019. E migliaia bloccati nei lager libici.

Globalist
Il presidente della Cei: "ogni morto in mare è un'offesa al genere umano"; ma Salvini risponde: "meno sbarchi, meno morti. I porti rimangono chiusi".


Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, alla presentazione del Rapporto annuale del Centro Astalli ha dichiarato: "sono diminuiti gli sbarchi in Italia ma aumentano i morti in mare in modo esponenziale. Chi se ne prende la responsabilità? Un morto in mare offende il genere umano".

"È un fenomeno che non troverà soluzione nella costruzione di barriere e diffusione della paura dell'altro" ha continuato Bassetti, perché il "consolidamento della pace passa attraverso la giustizia sociale e coloro che costruiscono muri finiranno prigionieri dei muri che hanno costruito".
A commento poi delle parole del Papa sulla necessità di erigere 'ponti per i porti', Bassetti ha parlato di 'numeri' su cui l'Italia dovrebbe concentrarsi: 
"Nel 2017 ogni 1000 sbarchi 26 morti. Nel 2018 ogni 100 sbarchi 35 morti; nel 2019, 100 morti ogni 1000 sbarchi". Dati allarmanti e significativi in cui "il mare della Bibbia e del Vangelo diventa la tomba dei nostri fratelli e sorelle"; in cui un ritorno ai lidi da cui si è partiti "può essere una condanna a morte". 
"Questo mi turba. E dico che questi problemi devono essere risolti". Perchè "creare una mentalità che ti porta a vedere nell'altro un nemico, significa uccidere la tua anima ed anche quella dell'altro".

Ma Salvini, che evidentemente si sente chiamato in causa, ha replicato: "Sono diminuiti gli sbarchi, sono diminuiti i morti. Spero che nessuno abbia nostalgia dei 600.000 sbarchi degli ultimi anni, dei miliardi sprecati, dei troppi reati, delle migliaia di morti del passato. Oggi in Italia si arriva col permesso, i porti sono chiusi per scafisti e delinquenti".

domenica 4 novembre 2018

Oim: 2 mila morti in mare in primi 10 mesi 2018. Quasi 98 mila gli sbarchi in Europa, aumentano in Spagna

AnsaMed
Non si ferma la tragedia dei migranti morti in mare mentre cercano di raggiungere l'Europa: 1.987 persone hanno perso la vita nei primi 10 mesi del 2018. 


Lo riporta l'Oim, l'organizzazione mondiale per le migrazioni nel suo ultimo report, confermando che l'emergenza dei flussi si è spostata verso la Spagna dove nel solo mese di ottobre sono sbarcati in 10mila, segnando il record degli ultimi cinque anni.

A fine ottobre gli sbarchi via mare in Europa sono stati 97.857 di cui il 48% (47.433) in Spagna, rileva l'Oim.

Il Mediterraneo - si legge nel report dell'Oim - rimane la rotta più 'letale' per i migranti, con i due terzi dei decessi nelle acque tra il Nord Africa e la Sicilia.

Anche se i dati sono in calo: a fronte dei 1.987 morti registrati dal primo gennaio al 28 ottobre del 2018, l'anno scorso nello stesso periodo i decessi furono 2.844 mentre nel 2016 raggiunsero il tragico bilancio di oltre 4 mila.

Nei primi 10 mesi di quest'anno in Italia si sono registrati 22.027 arrivi, in netto calo rispetto agli 111.244 dello stesso periodo dell'anno scorso.

giovedì 4 ottobre 2018

Almeno 1.720 morti nel Mediterraneo nel 2018, l'Onu: "rafforzare la capacità di ricerca e salvataggio"

Globalist
L'appello dell'Unhcr nell'anniversario del naufragio di Lampedusa del 2013, in cui hanno perso la vita 368 migranti: "le traversate del Mediterraneo sono diventate più pericolose che mai".


Nel giorno in cui si ricordano le 368 vittime del tragico naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013 a poche miglia dal porto, in cui persero la vita 368 persone, arrivano le parole allarmate dell'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati. 

"La Giornata della Memoria e dell'Accoglienza per commemorare le vittime del naufragio del 2013 al largo delle coste di Lampedusa - rileva l'Agenzia Onu - cade nel momento in cui le traversate del mar Mediterraneo sono diventate più pericolose che mai. Solo nel 2018, risultano morte e disperse nel Mediterraneo almeno 1.720 persone, un costo umano inaccettabile".

A fronte di un calo nel numero totale di persone che arrivano in Europa via mare, sottolinea l'Unhcr, il tasso di mortalità è aumentato drasticamente, passando da una persona morta o dispersa ogni 42 arrivate tra gennaio e luglio dell'2017 attraverso la rotta del Mediterraneo centrale a una su 18 nello stesso periodo di quest'anno. 

Lo stesso rapporto rileva come un fattore determinante nell'aumento del tasso di mortalità è costituito dalla riduzione della capacità di ricerca e soccorso al largo delle coste libiche. L'Unhcr continua "a chiedere con forza che la capacità di ricerca e salvataggio sia rafforzata".

mercoledì 3 ottobre 2018

Migranti: Ong Spagna denuncia, naufragio barcone al largo del Marocco con 60 persone, 34 morti, un neonato e un bambino.

ANSAmed
Una nuova tragedia umanitaria, con la morte di almeno 34 persone al largo delle coste marocchine è stata denunciata oggi dall'attivista della Ong Caminando Fronteras Helena Maleno. "34 morti, fra i quali un neonato e un bambino, su un barcone con 60 persone che l'altro ieri è naufragato di fronte al Marocco", ha scritto l'attivista rilanciando un messaggio dell'account #Fronterasur. 


"Hanno chiesto aiuto per 24 ore e li hanno lasciati morire lentamente", ha aggiunto. Helena Maleno aveva lanciato domenica su Twitter l'allarme per la scomparsa di un'imbarcazione "salpata dalle coste marocchine con 60 persone a bordo". 

E ieri, sull'account della Ong Caminando Fronteras scriveva: "Sono già sette le persone morte e nessuno vuole andare a salvarle. Chiediamo a Marocco e Spagna di coordinarsi per evitare una grande tragedia umana". Secondo l'attivista e portavoce della Ong, l'imbarcazione, sulla quale viaggiavano una sessantina di persone di origini subsahariane, fra le quali 20 donne e tre bambini, salpata sabato sera da una spiaggia marocchina, sarebbe rimasta per tre giorni alla deriva. 

La cooperante spagnola, che fa base a Tangeri, in Marocco, aveva ricevuto la prima richiesta di aiuto dal barcone semi-affondato da parte degli stessi migranti, alle 5 di domenica 30 settembre, dopo che avevano già lanciato un Sos alle autorità marittime marocchine. "L'ultimo contatto che abbiamo avuto con queste persone è stato alle 17 di domenica.

Erano disperate perché nessuno li soccorreva e dicevano che almeno dieci compagni erano già morti", ha spiegato la Maleno, citata dal quotidiano online Publico. 

Un portavoce del Salvataggio marittimo spagnolo ha assicurato a media iberici di aver "offerto collaborazione e coordinamento" alle autorità marocchine "per la ricerca e il salvataggio di questo barcone in acque marocchine, ma di non aver ricevuto risposta". 

Ieri fonti della Marina marocchina riferivano della localizzazione di un'imbarcazione diretta verso le acque spagnole con a bordo 17 persone originarie della regione magrebina del Rif, fra i 19 e i 30 anni di età, e di aver intercettato domenica altri due barconi con a bordo 112 marocchini, provenienti dalla stessa zona.

sabato 4 agosto 2018

Migranti, diecimila cartoline a Salvini per denunciare le morti in mare

Corriere della Sera
«Solo in cartolina» è la campagna di denuncia di un gruppo di giovani creativi italiani per raccontare cosa succede a largo delle coste italiane.


«Solo in cartolina» è la campagna di denuncia contro le morti in mare di un gruppo di giovani creativi italiani per raccontare cosa succede a largo delle coste italiane. Le immagini mostrano barconi, naufraghi e mani che chiedono aiuto. Sullo sfondo ombrelloni, acque cristalline e turisti. Tra i sostenitori dell’iniziativa illustratori, designer, artisti e fumettisti, ma anche tanti cittadini che hanno voluto far sentire la propria voce.

Alla campagna ha aderito anche il cantautore Colapesce inviando una storie inedita in cartolina. Per selezionare le 10 cartoline che verranno poi stampate in 1.000 copie ciascuna e recapitate al Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, i promotori dell’iniziativa hanno deciso di lanciare un contest sul sito www.soloincartolina.it

giovedì 12 luglio 2018

Msf, 600 migranti morti nelle ultime 4 settimane dopo stop navi ong, decisioni governi 'letali'

AnsaMed
L'organizzazione umanitaria Medici Senza Frontiere ha segnalato che oltre 600 persone, tra cui neonati e bambini, sono annegate o disperse nel tentativo di attraversare il Mediterraneo centrale nelle ultime 4 settimane e che queste tragedie, che rappresentano la metà delle morti in mare nel 2018, sono avvenute mentre non c'erano più navi di soccorso delle organizzazioni non governative attive nel Mediterraneo. 

"Le decisioni politiche dell'Europa nelle ultime settimane hanno avuto conseguenze letali. È stata presa la decisione a sangue freddo di lasciare annegare uomini, donne e bambini nel Mediterraneo. È vergognoso e inaccettabile", ha dichiarato Karline Kleijer, responsabile delle emergenze per Msf. 

"Invece di ostacolare deliberatamente un'assistenza medica e umanitaria salvavita a persone in pericolo, i Governi europei devono attivare un sistema dedicato di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale." 

Un mese fa le autorità italiane hanno impedito alla nave Aquarius, gestita in collaborazione da SOS Mediterranee e Medici Senza Frontiere, di sbarcare 630 persone soccorse in mare. 

Altre navi umanitarie hanno subito blocchi e ostacoli da parte degli Stati europei. Msf sottolinea in una nota che le imbarcazioni impegnate in acque internazionali tra Malta, Italia e Libia sono state accusate dai politici europei di essere un fattore di attrazione, ma i recenti eventi in mare dimostrano che le persone disperate continuano a fuggire dalla Libia indipendentemente dalla presenza di navi di soccorso, a causa di violenza, povertà e conflitti. 

"I governi europei sono pienamente consapevoli degli allarmanti livelli di violenza e sfruttamento subiti da rifugiati, richiedenti asilo e migranti in Libia, ma sono determinati a impedire alle persone di raggiungere l'Europa, a qualunque costo", scrive l'organizzazione. 

Msf riporta che quest'anno la Guardia Costiera libica supportata dall'Unione Europea ha intercettato finora circa 10.000 persone, portandole in centri di detenzione in Libia "senza considerare le conseguenze per la vita e la salute di quelle persone. Delegare alla Guardia Costiera libica tutta la responsabilità della ricerca e soccorso nel Mediterraneo porterà soltanto nuove morti"

Con l'avvicinarsi del periodo del picco di partenze, "salvare vite deve essere la priorità più urgente", dichiara Msf, sottolineando che "le navi di soccorso umanitarie hanno un ruolo vitale" per fornire assistenza alle persone in mare. 

"La decisione politica di chiudere i porti allo sbarco delle persone soccorse in mare (...) ha aumentato la mortalità sulla rotta migratoria più letale al mondo" ha detto Sophie Beau, vice presidente di SOS Mediterranee. 

"L'Europa ha la responsabilità di queste morti sulla propria coscienza. I Governi europei devono reagire immediatamente e garantire che il diritto internazionale marittimo e umanitario, sia pienamente rispettato".

domenica 3 giugno 2018

E intanto ... Tragedia migranti nell'Egeo. 9 morti di cui 6 bambini

FanPage
Il drammatico naufragio nel golfo di Antalya , davanti alle coste Turche. In cinque salvati dai soccorsi per altri nove invece non c’è stato nulla da fare. Il gruppo di migranti probabilmente stava cercando di raggiungere l’Europa e in particolare la Grecia quando il loro motoscafo ha avuto una avaria e si è inabissato poco dopo.
Un nuovo dramma dell'immigrazione si è consumato nelle scorse ore nel mar Egeo, di fronte alle coste della Turchia. Una imbarcazione con a bordo un gruppo di migranti è improvvisamente affondata al largo delle coste turche causando la morte di almeno nove persone che erano a bordo del natante. 

Tra le vittime accertate purtroppo figurano anche sei bambini oltre a due uomini e una donna. A darne notizia è stata l’agenzia di stato turca, Anadolu. In base a quanto comunicato dalle autorità locali e riportato dai media, i migranti si trovavano su un piccolo motoscafo nel golfo di Antalya nel distretto di Demre, zona molto frequentato dai turisti, quando, per cause ancora da accertare, ha registrato un’avaria e poco dopo si è inabissato in mare.

Dopo una chiamata di emergenza sul posto sono accorse alcune motovedette turche che avrebbero tratto in salvo cinque delle persone che erano a bordo dell'imbarcazione affondata. In tutto a bordo del natante pare vi fossero quindici persone. Oltre ai cinque scampati alla tragedia e ai nove corpi recuperati, infatti, vi sarebbe anche una persona considerata dispersa. 

Le identità e la nazionalità delle vittime non sono state rese note. In base a quanto riferisce l'agenzia Dogan, il gruppo di migranti probabilmente stava cercando di raggiungere l'Europa anche se la meta precisa non è nota. L'approdo in un paese Ue più vicino alla loro rotta è la piccola isola greca di Kastellorizo, di fronte alla cittadina turca di Kas.

mercoledì 20 dicembre 2017

Oim: "Nel 2017 sono morti 3.115 migranti nel Mediterraneo"

TGCom24
Nel 2017 sono 3.115 i migranti morti nelle acque del Mediterraneo. Lo riferisce l'Oim, precisando che nel 2016 le vittime dei flussi migratori ammontavano a 4.962. 


"Il freddo non ha frenato il numero di arrivi né di decessi, che continuano ad aumentare a pochi giorni dalla fine dell'anno", sottolinea l'organizzazione. Quest'anno in Europa è arrivato via mare un totale di 168.314 tra migranti e richiedenti asilo, di cui il 70% è approdato in Italia.

venerdì 23 giugno 2017

Migranti, OIM bilancio catastrofico: 2.100 morti nel Mediterraneo nel 2017

AnsaMed
Oltre 2.100 uomini, donne e bambini sono morti quest'anno nel Mediterraneo mentre tentavano di giungere in Europa via mare: secondo gli ultimi dati resi noti oggi a Ginevra dall'Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) dall'inizio del 2017 al 21 giugno scorso un totale di 2.108 migranti e rifugiati hanno perso la vita nel Mediterraneo. 


Di questi, 2.011 sono deceduti sulla rotta del Mediterraneo centrale tra il Nord Africa e l'Italia, si legge in una nota dell'Oim. Sono in totale 15mila i morti dall'inizio dell'emergenza, nel 2013.

Il dato globale sui decessi nel Mediterraneo è inferiore al numero registrato durante lo stesso periodo dell'anno scorso (2.911), ma si tratta 'comunque del quarto anno consecutivo durante il quale la soglia di migranti morti nel Mar Mediterraneo ha superato i 2.000', insiste l'Oim.

Il numero totale di decessi nel Mediterraneo dall'inizio dell'emergenza nei primi mesi del 2013 è ora a quasi 15.000.

mercoledì 28 dicembre 2016

La tragedia dei migranti è senza fine. 5.000 morti nel 2016 nel Mediterraeno. Altri 100 alla vigilia di Natale.

Corriere Della Sera
Il dossier dell’alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr): quello in corso è stato l’anno più drammatico di sempre. «L’aumento dei decessi è allarmante». L’Osservatore Romano: a Natale grave sciagura. Affondati due gommoni, 100 le vittime



I numeri sono questi. 
Nel 2016 sono morti cinque mila migranti nel tentativo di attraversare il Mediterraneo, per raggiungere l’Europeo. Ogni giorno, 14 vittime. Un numero che per dimensioni non è mai stato registrato prima. Lo scorso anno, per fare un paragone, il bilancio fu di 3.771 morti. Lo ha annunciato che da tempo segnala il preoccupante aumento delle vittime del mare. L’ultima strage è stata registrata alla vigilia di Natale: 100 persone sono morte mentre tentavano di raggiungere le coste italiane a bordo di due gommoni. Il portavoce dell’Unhcr, William Spindler, ha sottolineato le avverse condizioni del mare in questo periodo e ha avvertito: «L’aumento dei decessi è allarmante».

La strage della Vigilia
Secondo quanto riferito dai sopravvissuti, due battelli si sono rotti e sono affondati, il giorno della Vigilia, facendo cadere in mare le persone a bordo. Il primo gommone trasportava tra le 120 e le 140 persone, tra cui molte donne e bambini. Solo 63 persone sono sopravvissute dopo essere state soccorse in mare. Il secondo gommone trasportava circa 120 persone, di cui 80 salvate dalla guardia costiera. Circa 175 persone sono state salvate con successo da un altro gommone e da un peschereccio. In tutto, sono 264 le persone sbarcate la notte scorsa a Trapani da una nave della Guardia Costiera. Altri otto corpi sono stati recuperati durante le operazioni
39 iracheni soccorsi a Noto
Sono stati invece intercettati solo alcune ore dopo lo sbarco i 39 iracheni arrivati ieri sull’isolotto della riserva naturale di Vendicari, nel territorio di Noto, in provincia di Siracusa. Sul luogo dello sbarco non è stata trovata alcuna imbarcazione. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, i migranti sarebbero stati lasciati a Vendicari intorno alle 18 di ieri. Sono 23 gli uomini, 10 le donne e sei i minori. Ma i pericoli per i migranti - scrive il quotidiano della Santa Sede - non si esauriscono in mare. C’è anche chi pur avendo raggiunto il territorio europeo, dopo peripezie di ogni sorta, trova ugualmente la morte. È accaduto a un algerino di circa 25 anni, la cui identità è ancora in fase di accertamento, che è stato travolto e ucciso da un treno delle linee francesi a Ventimiglia mentre cercava di raggiungere la Francia costeggiando la ferrovia. Non è il primo a perdere la vita in questo modo. E molto ha rischiato un bambino di 10 anni che, fuggito ieri da un centro di accoglienza di Monza, ha percorso alcuni chilometri a piedi per raggiungere un altro centro, nel milanese, dove sono ospitati altri bambini e adulti che con lui avevano attraversato il Mediterraneo su un barcone. Camminava lungo la superstrada 36 Valassina. Fortunatamente è stato salvato da una pattuglia della polizia stradale.
Aruna, arti amputati
C’è poi la vicenda di Aruna, un ragazzo di 18 anni del Burkina Faso, in condizioni gravissime per le violenze subite mentre era a bordo del barcone su cui è giunto in Italia. Per lui gli infermieri dell’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, in Calabria, hanno lanciato un appello alle autorità, spiegando che ha bisogno di cure particolari e di protesi perché i medici hanno dovuto amputare le gambe, irrimediabilmente lesionate dai lacci stretti dai trafficanti.

di Alessandro Fulloni

lunedì 29 agosto 2016

Migranti, 3.156 morti nel Mediterraneo da gennaio 2016, +509 rispetto al 2015

AGI
Roma - Circa 11 mila migranti sono stati rimpatriati dalla Libia e 3.165 invece sono morti nel Mediterraneo dal primo gennaio al 24 agosto del 2016, 509 in piu' se confrontate con i primi otto mesi del 2015



E' quanto riferisce l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), secondo la quale 270.576 migranti e rifugiati sono entrati in Europa via mare nel 2016 fino al 24 agosto scorso. La maggior parte di essi, 105.342 persone, hanno raggiunto le coste greche e italiane.
Nei primi otto mesi del 2015 invece gli arrivi in Europa attraverso il Mediterraneo erano stati 354.618, una cifra leggermente superiore rispetto a quella registrata quest'anno. Per la maggior parte si trattava di migranti provenienti dalla Turchia sbarcati in Grecia.

Intanto il governo tedesco prevede l'arrivo di circa 300.000 migranti in Germania nel 2016, una cifra inferiore ad un terzo di quella del 2015, quando furono circa 1,1 milioni. Lo riferisce l'Ufficio federale per i migranti e i rifugiati all'edizione domenicale della Bild. "Siamo preparati a una cifra compresa tra 250.000 e 300.000 rifugiati quest'anno", ha spiegato il direttore dell'ufficio, Frank-Juergen Weise. "Possiamo assicurare servizi ottimali di accoglienza fino a 300.000 persone", ha aggiunto.

domenica 16 giugno 2013

Canale di Sicilia - Immigrati naufraghi aggrappati alla rete dei tonni ma sono morti sette migranti

La Repubblica
La tragedia è avvenuta nel Canale di Sicilia. Ne hanno dato notizia i 95 superstiti che erano a bordo di un gommone, una volta giunti nell'isola delle Pelagie

Sette migranti sarebbero annegati nel Canale di Sicilia mentre tentavano di aggrapparsi a una gabbia per l'allevamento di tonni trainata da un motopeschereccio tunisino. Lo hanno riferito i 95 superstiti che erano a bordo di un gommone una volta giunti a Lampedusa.

Il racconto dei superstiti, alcuni dei quali hanno parlato addirittura di una decina di vittime, è ancora al vaglio degli inquirenti che lo valutano con grande cautela per la mancanza di riscontri. Secondo la ricostruzione fatta dai sopravvissuti, i loro compagni sarebbero finiti in mare dopo che l'equipaggio del motopeschereccio "Khaked Amir" aveva tagliato il cavo che trainava la gabbia. Alcuni avrebbero anche tentato di salire sul peschereccio, ma sarebbero stati respinti con la forza.

La tragedia sarebbe avvenuta a 85 miglia a Sud di Malta. I naufraghi erano stati avvistati poco prima della mezzanotte da un aereo della Marina militare maltese, in parte ancora sul gommone alla deriva in parte aggrappati alla gabbia dei tonni. Sul posto era stata dirottata una delle motovedette della Guardia costiera italiana, impegnate nella notte in diverse operazioni di soccorso nel Canale di Sicilia, che aveva tratto in salvo i 95 migranti poi trasferiti a Lampedusa.

Nel maggio di cinque anni fa 27 somali rimasero aggrappati per tre giorni alle gabbie del motopeschereccio maltese "Budafel", prima di essere soccorsi da una nave della Marina militare italiana, perché l'armatore si rifiutava di farli salire a bordo temendo di perdere il carico di tonni. L'immagine dei migranti abbarbicati ai galleggianti della gabbia fece il giro del mondo. Successivamente altri migranti utilizzarono la stessa tecnica con l'obiettivo di essere tratti in salvo dalle motovedette.

Nelle ultime 24 ore si sono intensificati gli sbarchi. Questa mattina si sono concluse, con l'arrivo delle motovedette della Guardia costiera nel porto di Lampedusa, le operazioni di soccorso condotte fra ieri e stanotte nel Canale di Sicilia. Complessivamente sono oltre mille le persone salvate.

Cinquanta del gruppo dei migranti arrivati negli ultimi giorni a Lampedusa, intanto, sono già stati trasferiti dall'isola delle Pelagie a Porto Empedocle dove verranno smistati nei centri d'accoglienza siciliani. Nella struttura di contrada Imbriacola a Lampedusa, al momento, sono ospitati 540 migranti a fronte di una capienza di 300 persone.

Infine lungo il litorale di Siracusa, tra Punta del Pero e Terra Uzza, in nottata sono stati rintracciati a terra dalla polizia 20 migranti. Le motovedette della Capitaneria di porto di Siracusa hanno perlustrato il tratto di litorale alla ricerca del barcone utilizzato per la traversata, ma senza esito.

mercoledì 17 aprile 2013

Immigrati - Almeno 11 morti in naufragio al largo del Marocco tra cui tre donne e due bambini

Rabat,  Almeno 11 migranti, tra cui tre donne e due bambini, sono morti nel naufragio della loro imbarcazione al largo di Al Hoceima, nel nord del Marocco, mentre cercavano di raggiungere la Spagna.
Stando a quanto riferito da una fonte medica e dall'Associazione marocchina per i diritti umani, delle 34 persone presenti a bordo, 10 sono morte annegate, mentre una è deceduta durante il trasporto in ospedale; altre 12 persone sono state ricoverate dopo essere state soccorse dalla marina marocchina. Le altre 11 persone stanno bene.

domenica 31 marzo 2013

Tragedia nel mare di Lampedusa. I due rifugiati morti erano in fuga dalla guerra - Unhcr

LiveSicilia
L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati esprime, in una nota, il proprio "sincero cordoglio per l'ennesima tragedia nel Canale di Sicilia. I due ragazzi viaggiavano insieme ad altre 108 persone su di un gommone partito dalla Libia quando si sono trovati in difficoltà a causa delle condizioni meteo".
ROMA - L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) esprime, in una nota, il proprio "sincero cordoglio per l'ennesima tragedia nel Canale di Sicilia dove hanno trovato questa notte la morte per ipotermia due giovani ragazzi somali in fuga dalla guerra". "I due giovani, appena ventenni - dice l'Unhcr - viaggiavano insieme ad altre 108 persone su di un gommone partito dalla Libia quando si sono trovati in difficoltà a causa delle condizioni meteo. Due motovedette della Guardia Costiera sono intervenute per il soccorso a circa 80 miglia a sud di Lampedusa, purtroppo al loro arrivo sull'isola i due ragazzi erano già deceduti". "Nonostante il drastico calo degli arrivi via mare registrato nello scorso anno - conclude l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati - questa vicenda conferma ancora una volta come il Canale di Sicilia continui a rappresentare la via di fuga da violenze e persecuzioni per persone che accettano di viaggiare in condizioni disperate pur di ottenere protezione".