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venerdì 18 maggio 2018

Il sindaco di Briançon contro i fascisti di Generazione Identitaria: "se ne devono andare"

Globalist
Da più di un mese gli 'attivisti' di Generazione Identitaria pattugliano i confini a caccia di migranti, nella più totale indifferenza delle istituzioni
Defend Europe mentre pattuglia il confine Francia-Italia
Il sindaco di Briançon ha rilasciato un comunicato tramite la prefettura in cui domanda severe punizioni per gli 'attivisti' dell'organizzazione di estrema destra e fascista Generazione Identitaria, che nei mesi scorsi ha intrapreso delle vere e proprie spedizioni per impedire ai migranti di oltrepassare il confine italo-francese, nonostante il Ministero della Giustizia francese, lo scorso 4 maggio, abbia dichiarato illegali queste operazioni in quanto "chiara intromissione nelle funzioni delle forze dell'ordine".

Malgrado la decisione del Ministero, il sindaco denuncia che gli attivisti hanno continuato totalmente impuniti le loro attività di "controllo" delle frontiere e, con arrogante sprezzo delle istitituzioni, si vantano continuamente su Facebook (pagina che ora è stata cancellata) e altri social media delle loro imprese, come avevamo raccontato qui.

Il sindaco chiede allo Stato francese di prendere immediati provvedimenti penali per questi attivisti, contro cui si sono mobilitati molti centri sociali e antifascisti sia francesi che italiani.

venerdì 4 maggio 2018

Sulle Alpi a caccia del migrante - Ronde razziste francesi di «Defend Europe» collaborano con la gendarmeria

Il Manifesto
Monginevro. Nuova azione di Génération Identitaire, il gruppo di estrema destra francese ora pattuglia il confine con l’Italia

Giacca a vento azzurra, occhiali da sole, pantaloni sportivi, scarponcini da montagna: è questa la divisa di allegro e pur tremendo esercito privato, composto da ragazzi e ragazze dai tratti gentili. Partono da tutta la Francia per venire a pattugliare le montagne che separano l’Italia dal loro paese, perché devono «bloccare l’invasione». 


Una milizia che si coordina con la gendarmeria, affinché la caccia all’uomo abbia successo e l’invasore sia respinto al di là del confine. Le loro azioni sono pubbliche, sbandierate ai quattro venti grazie a una massiccia campagna mediatica. Sabato scorso rivendicavano «l’arresto di sette migranti avvistati e segnalati dalle squadre di Defend Europe al Monginevro» corroborando le parole con immagini in cui si vedono le ronde in giacchetta azzurra, composte da circa dieci persone, «accompagnare» in Italia chi tentava di passare il confine camminando lungo le piste da sci.

«Sulla base dell’articolo l 621-2 del codice dell’ingresso e del soggiorno degli stranieri e del diritto d’asilo e dell’articolo 73 del codice di procedura penale – dichiarano i volontari di Gènération Identitaire – che consente a ogni cittadino di arrestare l’autore di un reato palese, il nostro team ha riportato quattro clandestini alla frontiera, sotto la supervisione di un ufficiale di polizia. Sorpresi, non hanno mai cercato di scappare e hanno collaborato immediatamente».

Si percepiscono e operano come gli unici difensori del suolo francese, e non esitano a sfidare il governo Macron: «Contrariamente agli annunci del ministro degli interni Gérard Collomb, lo stato francese ancora non controlla il suo confine nella zona di Briançon. Gènération Identitaire richiede quindi nuovi rinforzi di polizia e un piano d’azione efficace. Non più un solo clandestino deve poter attraversare il confine. È soprattutto lo stato a garantire la sicurezza delle frontiere e non ai cittadini».

Si sono posizionati da circa due settimane al Monginevro – poco distante dalla chiesetta occupata di Claviere che funge da rifugio e presidio sanitario – e a Nevache, ovvero al di là del colle della Scala, sopra Bardonecchia: il passo che tra pochi giorni riaprirà. Si tengono lontani invece da Briançon dove la forte presenza di numerosi volontari pro migranti, nonché la connotazione politica dell’amministrazione locale, sinistra vicina a Mélenchon, non crea un terreno fertile per le passeggiate notturne delle ronde azzurre. Ma probabilmente operano anche in Italia.

Le polemiche successive all’incursione dei doganieri francesi all’interno del presidio sanitario gestito da Prefettura di Torino, Comune di Bardonecchia e due organizzazioni non governative, non spaventano i giovani patrioti francesi. Sabato notte davanti alla stazione ferroviaria di Bardonecchia è stato affisso un volantino, non firmato, in cui si legge: «Solidarietà con i funzionari di polizia francesi in servizio a Bardonecchia. Contrariamente a quando avviene in Italia essi compiono il proprio dovere per far rispettare le leggi. I locali di servizio a loro disposizione sono stati occupati da una ong che ci mangia con l’unilaterale consenso delle autorità italiane». 

Seguono una serie di insulti verso il sindaco di Bardoencchia Francesco Avato, e al prefetto di Torino Renato Saccone. La Digos di Torino sta tentando di capire chi abbia affisso il volantino e non è passata inosservata la concomitanza tra questo evento e l’attività di Gènération Identitaire. Anche perché la chiosa è una firma: «Dato che le autorità italiane sono queste, è bene che altri vengano a far rispettare la legge e riportare l’ordine».

Maurizio Pagliassotti - Bardonecchia

sabato 19 agosto 2017

Generazione identitaria, i razzisti delle cause perse

Famiglia Cristiana
di Andrea Palladino e Andrea Tornago
Generazione identitaria, l'organizzazione dell'estrema destra europea in navigazione nel Mediterraneo, si sente in missione per l'Europa contro le Ong che salvano vite umane. In questo sporco lavoro di rifiuto dei migranti, millanta di avere l'appoggio della Guardia costiera libica. Che però, in realtà, nel ponte di Ferragosto ha invitato la C-Star ad abbandonare le acque territoriali della Libia. E la nave "nera" degli xenofobi se n'è andata...

Si sentono in missione per conto dell'Europa. Tallonano giorno e notte le navi impegnate nei salvataggi in mare, intimando loro – senza nessuna autorità – di allontanarsi dalla Sar zone, l'area di ricerca e salvataggio. E ora si offrono in aiuto alla peggior guardia costiera del Mediterraneo, quella libica, accusata dalla stessa ONU di accordi con i trafficanti di uomini.

Generazione identitaria, l'organizzazione dell'estrema destra europea in navigazione nel Mediterraneo, è in piena azione. Sventolano, con una certa esultanza, l'alleanza con la Libia (immaginiamo quella di al-Sarraj), raccontata così sul profilo Facebook ufficiale: «Oggi pomeriggio, mentre sorvegliavamo da ore la Golfo Azzurro, nave della ONG Open Arms, siamo entrati in contatto con una pattuglia della guardia costiera libica. Il suo capitano conosceva la nostra azione e l'ha appoggiata, abbiamo dunque collaborato. La pattuglia ha dato ordine alla Golfo Azzurro di abbandonare la zona il prima possibile: 'partite e non fate più ritorno'. Ora stiamo seguendo la Golfo Azzurro per assicurarci che obbedisca all'ordine che le è stato impartito». 

Insomma, si sentono abili e arruolati e annunciano: «Con la marina libica noi...». Missione compiuta? Forse le cose non stanno proprio così.

Ponte di Ferragosto, in pieno mar mediterraneo. La nave di Generazione identitaria vaga alla ricerca dell'obiettivo. Due le unità delle Ong rimaste in zona SAR, sulla rotta della C Star, per continuare a salvare vite umane, la Golfo Azzurro, di Open arms, e la Aquarius, di Sos Meditarranèe, che entrano nel mirino della C Star. I tracciati lasciati sulle carte nautiche appaiono come serpentine, con il vascello della destra europea che segue, affianca, fa pressione.

Sull'orizzonte appaiono le motovedette della Guarda costiera libica, anche lei alla caccia di Ong da allontanare, forte dell'appoggio – non solo politico – del Governo italiano. Sui loro radar appare anche il battello, vecchiotto e un po' malandato della C Star, arrivato da Gibuti, pieno di ragazzotti in camicia azzurra, con la bandiera della Mongolia accanto al vessillo “Defend Europe”.

- C Star, qui è la Guardia Costiera libica, mi sentite? Gracchia la radio sui canali aperti delle comunicazioni in mare.

- Guardia Costiera libica, qui è la C Star, vi sentiamo forte e chiaro! Rispondono, con un tono che trasuda entusiasmo.

Finalmente i libici, finalmente il rendez-vous tanto atteso.

- Grazie per la vostra collaborazione, siamo pronti a seguire i vostri ordini, e se volete potete offrirci un canale dove potremo riportare tutto dell'azione delle Ong, aggiungono subito dopo, per far capire che loro le organizzazioni non governative non le sopportano proprio.

La risposta libica arriva immediata:

- Grazie, ho capito qual è il vostro lavoro, stiamo affrontando gli stessi problemi, anche se...

e qui si sente una risata appena trattenuta...

- anche voi non potete stare qui nelle nostre acque. Io sto seguendo gli ordini delle autorità libiche.

Seguono i saluti di rito, la C Star si allontana. Insomma uno scenario ben differente da quello raccontato sui social della rete dell'estrema destra europea.

Defend Europe minaccia i giornalisti. Solidarietà con Andrea Palladino. Non è solo!

Blog Diritti Umani - Human Rights
Questo Blog aveva già messo in evidenza l'inquietante iniziativa della: "Nave ‘nera’ della destra estrema europea contro Ong a caccia di migranti per riportarli in Libia" pubblicando un post dal Blog "Remocontro" di Ennio Remondino del 18 luglio 2017.  
Il giornalista Andrea Paladino ha realizzato per il settimanale Famiglia Cristiana un serie di articoli di inchiesta su questa vicenda, divenendo oggetto di attacchi da parte degli organizzatori di questa "missione" pensano che la sua fosse una voce isolata. 
Esprimiamo tutta la solidarietà ad Andrea Palladino, invitando ad unirsi: lettori, Followers, "Amici".L'impegno sarà quello di diffondere nei prossimi post gli articoli di inchiesta che sono stati prodotti e che verranno pubblicati in furuto da tutti i giornalisti che vorranno fare luce e denunciare l'azione di questa "missione".
Di seguito l'appello di Stefano Feltri del Fatto Quotidiano

Il Fatto Quotidiano
Il dibattito, molto importante e complesso, sul ruolo delle ong nella gestione del flusso di migranti nel Mediterraneo è talvolta avvelenato da politici cinici che cercano voti predicando odio e da alcuni soggetti oscuri che seguono agende poco chiare. Soggetti come Defend Europe, l’associazione di destra identitaria che ha armato la nave C-Star in funzione anti-ong.


Gian Marco Concas, un ex ufficiale di Marina responsabile tecnico della missione, si è prodotto in un messaggio via Facebook, una lettera di insulti e di minacce assai poco velate ad Andrea Palladino, bravo giornalista d’inchiesta che scrive anche per il Fatto Quotidiano, colpevole di aver scritto una serie di articoli per Famiglia Cristiana su Defend Europe e sulle opacità di questa strana missione. Questo signor Concas si produce in una serie di allusioni che hanno come scopo screditare Palladino e indicare una sua presunta solitudine, quasi a dire che è lui l’anello debole da colpire (“lasciano indietro alcuni dei propri uomini, i più ingenui, i sacrificabili”… “Apprendisti galoppini” ecc.).