Pagine

Visualizzazione post con etichetta Silvia Romano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Silvia Romano. Mostra tutti i post

domenica 10 maggio 2020

Silvia Romano è libera! Rappresentate dell'Italia migliore nel mondo

Blog Diritti Umani - Human Rights
Silvia Romano, la volontaria italiana rapita in Kenya il 20 novembre del 2018 è stata liberata. Lo annunciato il premier Giuseppe conte ieri nel pomeriggio.



Per la sua liberazione festeggia tutta l'Italia, insieme a tutti i volontari che in questi giorni hanno sostenuto i gravi bisogni nati dell'emergenza Covid-19 e che si fanno carico, insieme ai problemi del proprio paese, del bisogno di chi è più debole e fragile nei luoghi del mondo dove si vivono gravi povertà e vulnerabilità.

“I cooperanti non sono eroi solitari, ma uomini e donne – in maggioranza donne – che portano dentro di sé volti, storie, universi, e li trasmettono. Sono la parte migliore del nostro Paese perché si dedicano con generosità agli ultimi e costruiscono il futuro dell'Italia nel mondo globalizzato” - Andrea Riccardi

lunedì 15 luglio 2019

Dopo quasi 200 giorni dal rapimento di Silvia Romano si sa solo che era viva a Natale

Corriere della Sera
La cooperante italiana rapita a Malindi lo scorso novembre: della sua sorte parlano due dei banditi che la sequestrarono e ora finiti in carcere. Presto gli inquirenti italiani torneranno a Nairobi


Ci sono elementi concreti per ritenere che Silvia Romano, la cooperante milanese di 23 anni, rapita in Kenya il 20 novembre 2018, fosse in vita almeno fino al giorno di Natale. La circostanza è emersa nell’ambito del vertice che le autorità giudiziarie e investigative italiane e kenyote hanno svolto oggi a Roma. A confermare l’esistenza in vita della ragazza almeno fino a quella data sono stati due cittadini kenyoti, criminali comuni, arrestati il 26 dicembre del 2018 perché ritenuti tra gli esecutori materiali del sequestro. La ragazza, secondo quanto riferito dai due che saranno processati a Nairobi il 29 e 30 luglio prossimi, è stata poi ceduta a un’altra banda.

Nel corso del vertice, cui hanno preso parte il procuratore generale del Kenya Noordin Mohamed Haji e il pm Sergio Colaiocco, titolare del procedimento aperto a Roma, sono state ricostruite nei dettagli le fasi del sequestro avvenuto nella Contea di Kilifi: protagonista un gruppo di otto persone armate di Ak47 e granate che ha fatto irruzione nel centro commerciale di Chacama. Silvia Romano, che nei giorni precedenti era stata seguita e pedinata, è stata portata via senza cellulare e senza passaporto e caricata su una moto che si è diretta verso una boscaglia nei pressi del fiume Tana. Degli otto banditi, cinque sono attualmente ricercati, mentre i due che saranno processati a breve sono finiti in manette il giorno di Santo Stefano. Un terzo elemento fermato dalla polizia, e cioè un cittadino somalo di 35 anni, trovato in possesso di una delle armi utilizzate in quel blitz in cui rimasero feriti anche due minori, ha ammesso le sue responsabilità.

Una squadra dei carabinieri del Ros tornerà a breve a Nairobi. La nuova missione, dopo quella svolta già nello scorso mese di aprile, è stata definita oggi nell’ambito del vertice organizzato a Roma tra le autorità inquirenti e investigative italiane e kenyote. I carabinieri, su delega del pm Sergio Colaiocco, partiranno per il Kenya per acquisire nuovo materiale probatorio raccolto dalle autorità locali che sono al lavoro per catturare cinque degli otto elementi della banda di sequestratori. E sempre nell’ambito dell’incontro di oggi le autorità giudiziarie italiane si sono impegnate a garantire, tramite la Guardia di Finanza, un supporto investigativo alla magistratura del Kenya impegnata a indagare su un caso di corruzione collegato alla costruzione di tre dighe il cui appalto era stato vinto da una ditta romagnola.

venerdì 29 marzo 2019

Non dimentichiamo Silvia Romano. Indagini in stallo, rogatoria della Procura di Roma: "Fateci indagare in Kenya"

Sky TG24
Il nostro Paese vuole inviare un pool di investigatori ed è in attesa di una risposta dal Paese africano, dove ricerche e indagini sul rapimento della giovane cooperante milanese sembrano essere in fase di stallo.


La Procura di Roma è in attesa di una risposta dalle autorità kenyote dopo l'invio di una rogatoria internazionale sul rapimento di Silvia Romano, la cooperante milanese di 23 anni, di cui non si hanno più notizie dal 20 novembre scorso. 


A piazzale Clodio si indaga per sequestro di persona per finalità di terrorismo. Nel Paese africano, invece, le indagini sono in fase di stallo, con Italia e Kenya che sarebbero ai ferri corti. Un deterioramento dei rapporti dovuto anche al silenzio dello Stato africano. L’ultima richiesta fatta dal nostro Paese per inviare investigatori nello Stato africano, come riporta il Corriere, è stata trasmessa 3 giorni fa e al momento è rimasta ignorata. Magistrati e carabinieri italiani però non intendono arrendersi.
Il contenuto della rogatoria
Fonti giudiziarie precisano che nella rogatoria gli inquirenti chiedono agli omologhi kenyoti di potere condividere, anche sul piano della cortesia internazionale poiché mancano trattati di cooperazione tra i due Paesi, gli elementi di indagine acquisiti dalla magistratura locale e in particolare le testimonianze e l'attività istruttoria svolta per risalire agli autori del rapimento. In questo ambito rientra anche la richiesta, avanzata alcuni giorni fa, trasmessa via Interpol di potere inviare un pool di investigatori italiani. A piazzale Clodio si fa notare che la scelta della Procura e dei Ros di inviare un team di inquirenti "è segno di particolare attenzione poiché fatta solo in casi particolari".
L’ultima dichiarazione di Conte
Una delle ultime dichiarazioni ufficiali sulla volontaria è del premier Giuseppe Conte, risale a una settimana fa e lascia trasparire le difficoltà della vicenda: ”Il caso di Silvia Romano - ha detto il premier - lo stiamo seguendo dal giorno in cui è stata rapita, attraverso canali di discrezione ovviamente. Più che i canali diplomatici è la nostra intelligence che ci sta lavorando. C'e' stato un attimo in cui sono stato confidente che avessimo un risultato buono a portata di mano. Purtroppo, però, sono gruppi che sono stati individuati ma non siamo ancora riusciti a venirne a capo”.
Le indagini sul rapimento
Per il rapimento di Silvia Romano, avvenuto in un villaggio vicino Malindi, è stato arrestato a dicembre Ibrahim Adan Omar. Gli altri due sospettati per il sequestro della cooperante, Yusuf Uno Adan e Said Adan Abdi, non sono mai stati trovati, nonostante la polizia keniota abbia messo una taglia di un milione di scellini (circa 8.500 euro) a chiunque fornisca informazioni utili alla loro cattura.

giovedì 28 febbraio 2019

Non si parla più di Silvia Romano - Sono passati 100 giorni dal suo rapimento

Globalist
I rumors di Nairobi, sempre più chiassosi, raccontano di inquirenti che non sanno bene cosa fare e dove cercare.


Il 20 novembre 2018 Silvia Romano è stata rapita in Kenya nel villaggio di Chakama, a 80 chilometri da Malindi. Angelo Ferrari lo racconta bene sull'Agi.it: giorni in cui si sono alternate speranze, delusioni, silenzi e proclami che celavano una qualche certezza. Sembrava configurarsi come un rapimento lampo per la natura della banda composta da criminali comuni, almeno così la pensavano le autorità di polizia del Kenya.

E invece si sta rivelando qualcosa di più. La polizia ha parlato l'ultima volta il 21 gennaio, spiegando di essere certa che Silvia fosse ancora in Kenya, dunque sarebbe ancora nascosta nella boscaglia del Tana River con la complicità della popolazione locale.

Dopo 90 giorni tre sono le domande che inquietano: in Kenya si sta indagando? I criminali che l'hanno rapita hanno chiesto un riscatto? In Kenya si sta trattando per la liberazione della cooperante italiana? Le risposte possono essere date solo dalla polizia del Kenya e dalle autorità italiane. Entrambe, però, tacciono. Ma ancora.