La RepubblicaJoshua Wong, 21 anni, era libero su cauzione per un'altra condanna sempre legata alle proteste del 2014. È stato condannato a 3 mesi di reclusione e incarcerato il leader della cosiddetta "protesta degli ombrelli" contro le ingerenze cinesi ad Hong Kong (riconsegnata dal Regno Unito nel 1997 ma formalmente ancora Regione Autonoma Speciale) nel 2014.
Joshua Wong, che si era dichiarato colpevole, è stato riconosciuto colpevole di aver intralciato l'evacuazione di una grande accampamento durante le proteste di massa. Wong, 21 anni, era libero su cauzione per una condanna a sei mesi per un altra condanna legata sempre alle proteste del 2014, in attesa dell'appello.
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mercoledì 17 gennaio 2018
sabato 19 agosto 2017
Hong Kong, condannati tre leader della “rivolta degli ombrelli”
La Stampa
L’Alta Corte ha ribaltato il verdetto di primo grado per gli attivisti anti cinesi pro democrazia
L’Alta Corte di Hong Kong ha ribaltato il verdetto di primo grado condannando al carcere Joshua Wong e Nathan Law, nonché di Alex Chow, tra i promotori del «movimento degli ombrelli», la protesta pro-democrazia del 2014 andata in scena nell’ex colonia britannica.
Wong è stato condannato a sei mesi di prigione, Law a 8 e Chow a 7: per tutti e tre c’è anche la pena accessoria a non potersi candidare a cariche politiche per cinque anni, fino al 2022.
«Ci vediamo presto - ha twittato Wong subito dopo la nuova sentenza - incarcerandoci non metteranno a tacere di desiderio degli abitanti di Hong Kong di avere il suffragio universale. Noi siamo più forti, più determinati e vinceremo. Potranno imprigionare i nostri corpi - ha concluso - ma non le nostre menti».
Secondo esponenti delle organizzazioni pro democrazia di Hong Kong, la decisione dei giudici è un’ulteriore indicazione che Pechino intende stringere la morsa del suo controllo sull’ex colonia britannica, dal 1997 regione semi-autonoma della Cina.
L’Alta Corte ha ribaltato il verdetto di primo grado per gli attivisti anti cinesi pro democrazia
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| Joshua Wong e Nathan Law |
Wong è stato condannato a sei mesi di prigione, Law a 8 e Chow a 7: per tutti e tre c’è anche la pena accessoria a non potersi candidare a cariche politiche per cinque anni, fino al 2022.
«Ci vediamo presto - ha twittato Wong subito dopo la nuova sentenza - incarcerandoci non metteranno a tacere di desiderio degli abitanti di Hong Kong di avere il suffragio universale. Noi siamo più forti, più determinati e vinceremo. Potranno imprigionare i nostri corpi - ha concluso - ma non le nostre menti».
Secondo esponenti delle organizzazioni pro democrazia di Hong Kong, la decisione dei giudici è un’ulteriore indicazione che Pechino intende stringere la morsa del suo controllo sull’ex colonia britannica, dal 1997 regione semi-autonoma della Cina.
mercoledì 26 novembre 2014
Hong Kong, arrestato il leader della protesta degli studenti Joshua Wong, 18 anni.
La Stampa
Joshua Wong, 18 anni, è finito in manette durante lo sgombero delle aree occupate. Continuano gli scontri: diversi feriti e più di 100 fermi.
Joshua Wong, 18 anni, è finito in manette durante lo sgombero delle aree occupate. Continuano gli scontri: diversi feriti e più di 100 fermi.
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| Joshua Wong, leader delle proteste studentesche a Hong Kong |
A Hong Kong, la polizia ha sgomberato buona parte dell’accampamento occupato a Mong Kok dai manifestanti che chiedono maggiore democrazia e ha fermato almeno 116 persone per i disordini scoppiati dopo la rimozione delle barricate nel quartiere. Tra di loro, anche due leader delle sigle studentesche che hanno animato il movimento di disobbedienza civile di Occupy Central, Lester Shum e Joshua Wong, prelevati oggi dalla polizia mentre si trovavano a Nathan Road, nell’area di Mong Kok.
Le barricate a Nathan Road, una via di grande scorrimento a Mong Kok, erano state erette all’inizio del movimento di protesta, cominciato il 28 settembre scorso, contro la attuale legge elettorale dell’isola che non prevede una nomina civica dei candidati per l’elezione della massima carica di Hong Kong, quella di capo esecutivo. La rimozione delle barricate nella zona di Mong Kok era cominciata martedì mattina, sotto la sorveglianza di oltre un centinaio di agenti.
Joshua Wong, leader della sigla Scholarism, che rappresenta gli studenti delle scuole superiori, era già stato fermato dalla polizia e successivamente rilasciato, nel settembre scorso, dopo le prime proteste di fronte al palazzo del governo, ad Admiralty, nel centro dell’isola di Hong Kong.
Gli ultimi arresti arrivano al termine di una notte di confronto tra manifestanti pro-democratici e forze dell’ordine a Mong Kok, l’area di Hong Kong attraversata dalle proteste più violente e dal confronto tra manifestanti e gruppi anti-Occupy nei primi giorni delle proteste. Durante gli scontri gli agenti hanno usato lo spray al pepe per disperdere la folla e venti agenti sono rimasti feriti. Martedì erano stati impiegati circa settemila agenti di polizia su due turni per fronteggiare le proteste dei manifestanti, e ci sono volute circa cinque ore per rimuovere una parte delle barricate di Argyle street e consentire l’accesso a traffico
Le barricate a Nathan Road, una via di grande scorrimento a Mong Kok, erano state erette all’inizio del movimento di protesta, cominciato il 28 settembre scorso, contro la attuale legge elettorale dell’isola che non prevede una nomina civica dei candidati per l’elezione della massima carica di Hong Kong, quella di capo esecutivo. La rimozione delle barricate nella zona di Mong Kok era cominciata martedì mattina, sotto la sorveglianza di oltre un centinaio di agenti.
Joshua Wong, leader della sigla Scholarism, che rappresenta gli studenti delle scuole superiori, era già stato fermato dalla polizia e successivamente rilasciato, nel settembre scorso, dopo le prime proteste di fronte al palazzo del governo, ad Admiralty, nel centro dell’isola di Hong Kong.
Gli ultimi arresti arrivano al termine di una notte di confronto tra manifestanti pro-democratici e forze dell’ordine a Mong Kok, l’area di Hong Kong attraversata dalle proteste più violente e dal confronto tra manifestanti e gruppi anti-Occupy nei primi giorni delle proteste. Durante gli scontri gli agenti hanno usato lo spray al pepe per disperdere la folla e venti agenti sono rimasti feriti. Martedì erano stati impiegati circa settemila agenti di polizia su due turni per fronteggiare le proteste dei manifestanti, e ci sono volute circa cinque ore per rimuovere una parte delle barricate di Argyle street e consentire l’accesso a traffico
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