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domenica 15 maggio 2016

Sgombero di Casalbertone - I bambini ci fanno la lezione: "i nostri compagni rom devono tornare a scuola con noi"

VITA
Lo sgombero di 400 persone da un campo rom nella capitale ha strappato dalla scuola molti bambini che saranno bocciati e costretti a ripetere l'anno. Con quali conseguenze sociali? Perché? I loro compagni di classe non capiscono e chiedono il rispetto della Costituzione, con un disegno che ci hanno mandato. Ne frattempo, l'onorevole Anzaldi (PD) scrive al Garante per l'Infanzia: "intervenga".

Continua la triste vicenda dello sgombero del campo Roma a Casalbertone, dove a meno di un mese dalla fine della scuola sono stati allontanati anche i bambini che frequentavano con profitto la Randaccio. Oggi i compagni di scuola hanno fatto questo disegno per i loro piccoli amici mandati via all'improvviso, destinati presumibilmente a perdere oltre che gli amici anche l'anno scolastico.
Pericle e la Costituzione Il disegno dei compagni di classe dei bambini rom
L'onorevole Michele Anzaldi ha ricevuto molte lettere dai genitori dei compagni di classe dei bambini rom e sta cercando di fare chiarezza su una situazione dai risvolto poco nobili. Anzaldi ricorda che "è complesso spiegare a un bambino perché. Ma in questo caso lo è anche per gli adulti: la scuola non è un posto qualunque ma è luogo di educazione, cultura, integrazione. Che senso ha compiere un'azione del genere ora, precludendo occasioni di integrazione ora e di riscatto sociale poi? Ma davvero dobbiamo prendere lezioni dai bambini, che qui citano gli articoli della Costituzione e anche la saggezza di Pericle?"

Con gli onorevoli Burtone e Battaglia, Anzaldi ha scritto una lettera all'Autorità Garante per l’Infanzia, in cui si ricorda che molti dei bambini le cui famiglie sono state cacciate dal campo frequentavano la scuola elementare “Randaccio”, presso il quartiere, a differenza di quanto erroneamente riportato da alcuni organi di informazione. Evidente, dunque, che "quei bambini, accettando di frequentare la scuola, hanno mostrato con le loro famiglie di voler rispettare le regole dello Stato e ora, invece, si trovano ad essere allontanati, senza alcuna alternativa almeno per consentirgli di continuare a frequentare la loro scuola. Ci sono bambini che frequentavano da almeno due anni il ciclo scolastico presso lo stesso plesso e crediamo sia un fatto importante".
La scuola non è un posto qualunque poiché è il luogo principale dove attivare politiche di integrazione, e va detto che è davvero triste che questo sgombero sia avvenuto a meno di un mese dalla chiusura dell’anno scolastico con tutto ciò che ne consegue.
Nessuno contesta la necessità di assicurare sicurezza ma al tempo stesso bisognerebbe non emarginare chi accetta un processo di integrazione, chi frequenta la scuola, anche per un semplice meccanismo emulativo. Ci interroghiamo sui sentimenti di quei bambini che da tre giorni non vanno più a scuola, non incontrano le loro maestre, non giocano e non ridono più con i loro amichetti.

Si annullano sforzi, investimenti e si mortifica anche il lavoro degli insegnanti spingendo anche quei bambini ad una forma di rancore che invece andrebbe evitato".

Nel frattempo, come abbiamo riportato su Vita, è stata presentata una interrogazione parlamentare ai ministri competenti ma, osservano Anzaldi e i suoi colleghi, "riteniamo opportuno anche un Suo intervento per attivarsi affinché siano contattate le istituzioni competenti e si valuti se non sia opportuno rintracciare quelle famiglie che mandavano i figli a scuola.Perché debbono rischiare di perdere un anno scolastico o non poter ricevere la pagella dopo un anno di lavoro scolastico? Perché devono perdere i contatti con le loro insegnanti e i loro compagni di classe? Perché non dobbiamo dargli una opportunità visto che avevano accettato di frequentare la scuola?".

venerdì 13 maggio 2016

Roma - Sgombero di 400 rom a Casalbertone. Tanti bambini strappati dalla scuola. Perché?

Vita
Lo sgombero di 400 persone dal campo rom nel quartiere romano di Casalbertone, ha coinvolto tantissimi bambini che, con buoni risultati, frequentavano la locale scuola elementare. Un esempio di integrazione che, a un mese dalla fine delle lezioni, è stato vanificato. Che ne sarà di quei bambini? Un gruppo di genitori scrive una lettera all'onorevole Anzaldi (PD) che annuncia una interrogazione parlamentare: "perché sgomberi condotti in questa maniera hanno costi sociali, educativi ed economici altissimi e inaccettabili".



Il 10 maggio a Roma è stato sgomberato un campo rom. La legalità, ovviamente, vale per tutti, ma la lettera che ho ricevuto dai genitori della scuola elementare vicina pone interrogativi cui è necessario che qualcuno risponda.

Quando si sgombera un campo rom, che fine fanno i bambini che si erano integrati nel quartiere, frequentando le scuole? Quanto è costato l’investimento educativo per quei bambini, che viene vanificato a poche settimane dalla fine dell’anno scolastico?
Ho presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, per capire quali sono le valutazioni del Governo su questo. Sgomberi realizzati in questa maniera hanno costi economici e sociali sui quali è bene che ci sia una riflessione approfondita. Non c’è solo il costo immediato della chiusura del campo, ma anche lo spreco economico di un’integrazione scolastica che viene annullata improvvisamente e il costo sociale di bambini indirizzati verso una forma di repulsione sociale, i cui effetti si possono immaginare. Questo non significa che l’illegalità possa essere tollerata, ma è opportuno che non si chiuda gli occhi su quello che avviene, in particolare nel momento in cui Roma si trova nel pieno del Giubileo della Misericordia, indetto da Papa Francesco. Ecco la lettera
"Gentile onorevole Anzaldi, il 10 maggio a Roma c’è stato lo sgombero del campo rom di Via Giuseppe Mirri, all’ex deposito Cotral, nel quartiere di Casalbertone, dove vivevano circa 400 persone.Tra quelle persone c'erano dei bambini, che frequentavano, anche con buoni risultati, la scuola elementare Randaccio (al contrario di quanto riportato da alcuni organi di stampa) ed è davvero triste che questo sgombero sia avvenuto a meno di un mese dalla chiusura dell’anno scolastico, considerando che quel campo era lì dal 2013.Nessuno contesta la necessità di garantire l'ordine pubblico e la sicurezza ma davvero non capiamo perché non si cerchi di garantire anche la tutela dei bambini:la scuola non è un posto qualunque. È il luogo principale dove attivare politiche di integrazione.E se quei bambini accettando di frequentare la scuola hanno mostrato con le loro famiglie di voler rispettare le regole dello Stato quello stesso Stato allontanandoli con la forza da quel Campo, senza un'alternativa almeno per fargli continuare a frequentare la stessa scuola, gli ha precluso la possibilità di mantenere un rapporto di fiducia.Per qualcuno di quei bambini continuare a frequentare quella scuola potrebbe significare avere un futuro diverso. Così invece li si condanna all'emarginazione senza alcuna possibilità di riscatto. La scena di quella separazione tra bambini di una stessa classe così improvvisa, incomprensibile e dolorosa della nostra scuola di Casalbertone ci ha riportato alla mente un'altra, quella avvenuta nel Collegio di Fointanebleau, gennaio 1944, raccontata nel film di Louis Malle Arrivederci, ragazzi.Lì il viaggio dei bambini allontanati, dopo la delazione di un compagno povero e zoppo, licenziato e allontanato per un piccolo furto,si concluderà drammaticamente verso altri tipi di campi, quelli nazisti di sterminio. Il film si interroga e ci interroga sulle imprevedibili strade che sentimenti di rancore e odio instillati in un ragazzo possono prendere in seguito. E questa è anche la nostra riflessione, oggi: 
quali saranno i sentimenti di quei bambini? Quanto rancore proveranno verso le istituzioni che li hanno allontanati dalla loro scuola, dalle loro maestre, dai loro compagni di scuola? 
Noi riteniamo sia stato commesso un errore o peggio e per questo chiediamo a Lei ed altri suoi colleghi un intervento, presso il Prefetto, il Ministro dell’Istruzione, il Ministro dell’Interno per consentire a quei bambini di poter continuare ad andare a scuola, di poter stare nella propria classe, di poter ricevere la propria pagella. 
Aspettiamo, fiduciosi. Grazie per la sua attenzione.  
FIRMATO: Un gruppo di genitori della scuola elementare Randaccio – Casalbertone".
di
Michele Anzaldi